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Martedì 15 alle 18 presso la sala Ance dell’Aquila iniziativa del PD per Massimo Cialente Sindaco, saranno presenti l'On. Massimo D'Alema e L'attore- regista Massimo Ghini per un incontro su L'Aquila Capitale della Cultura.

Interverranno anche Stefania Pezzopane Assessore alla cultura del Comune dell'Aquila, Giovanni Lolli Componente commissione cultura alla Camera dei Deputati, e altri dirigenti ed esponenti della cultura aquilana.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE L’AQUILA - TURNO BALLOTTAGGIO

Cialente Massimo

Cialente Massimo

17598 voti 40.7%

Di Pangrazio Gianni

Di Pangrazio Gianni

11908  voti    45.5%

 

 

L’AQUILA 9 MAGGIO. “I risultati premiano il lavoro che in questi anni abbiamo fatto su tutto il territorio, voglio ringraziare in primo luogo tutti i nostri candidati, che, con tenacia e determinazione hanno portato avanti una campagna elettorale dura ma appassionante”, così il Segretario provinciale del Pd Mario Mazzetti ha commentato l’esito della consultazione elettorale. Mazzetti si dice “soddisfatto del risultato; confermiamo”, evidenzia, “sindaci in diverse realtà dove abbiamo bene amministrato e strappato amministrazioni dove il centro destra governava da troppo tempo, in altri comuni il supporto nelle liste di nostri iscritti è stato il valore aggiunto per l’affermazione di tutta la coalizione. Discorso a parte meritano la città di Avezzano, dove la lista del Pd ha ottenuto un risultato politico ed elettorale molto importante e per l’Aquila, la città capoluogo di regione, dove, il nostro candidato Sindaco e il Pd sono stati la vera forza motrice di una coalizione coesa e determinata a portare avanti il lavoro sulla ricostruzione. In queste due città, ci apprestiamo ad affrontare il turno di ballottaggio con maggiore forza ed entusiasmo certi di una vittoria. Queste elezioni” ha concluso Mazzetti “ ci consegnano una maggiore responsabilità, il Partito Democratico con i suoi tanti militanti ed amministratori è l’unica vera forza politica in grado di ridare stabilità, forza, e credibilità al Paese. Gli elettori ci hanno premiato, ripagheremo con la buona politica ed il bene amministrare la fiducia che ci hanno voluto accordare.

Siamo orami alla vigilia delle elezioni amministrative, un momento cruciale per la storia della nostra città.

Il futuro dell’Aquila si scrive adesso e le aquilane e gli aquilani sapranno sicuramente restituire fiducia ed affetto a chi li ha sempre difesi, a chi ha sempre lavorato per la gente, con la gente, a chi si è sempre schierato in prima linea, senza riserve, mettendoci la faccia.

Si tratta di scegliere le persone giuste, di non disperdere il voto, di fare in modo che immediatamente l’amministrazione riparta con le persone giuste.

Con il sindaco Cialente abbiamo affrontato momenti molto duri.

Non abbiamo mai mollato L’Aquila e gli aquilani.

Abbiamo sofferto insieme a tutti voi per la perdita della città.

Insieme abbiamo lottato per la ricostruzione, per l’abbattimento delle tasse da restituire dopo il terremoto, per avere gli stessi diritti di altre città colpite da tragedie simili alla nostra.

Ci siamo battuti per il rilancio dell’economia; per evitare gli scippi al capoluogo; per avere più spazi per giovani, anziani, disabili; per i nostri centri storici e per la cultura.

Abbiamo aperto nuovi asili nido, anche nelle periferie della città.

Abbiamo dato una casa a chi ne aveva più bisogno e un aiuto economico alle famiglie che rischiavano di scivolare nella povertà.

Non abbiamo mai ingannato gli aquilani con le false chimere della “Zona franca”, ma abbiamo sempre lavorato per obiettivi concreti. Per questo abbiamo acquistato il polo elettronico, grazie ai fondi messi a disposizione dai parlamentari del PD e siamo riusciti ad ottenere da questo governo 90 milioni di euro del “de minimis”, per le imprese e per dare lavoro a chi lo ha perso. Abbiamo progettato scuole vere, scuole sicure, per i nostri figli e ci siamo sempre battuti perché i fondi del terremoto per le scuole, per gli spazi sociali, per i giovani e per la cultura siano realmente investiti a L’Aquila e non altrove!

A giugno ci libereremo finalmente del Commissario, che ha rallentato la ricostruzione, e saremo noi aquilani i protagonosti del nostro futuro.

Lavoreremo duro perché le nostre case e i nostri cuori risorgano dalle macerie.

Per questo vi chiedo la forza per andare avanti. Il 6 e 7 maggio vi chiedo di votare il Partito democratico e di sostenermi.

A L’Aquila tutti mi chiamano Stefania, ma per votarmi dovete scrivere Stefania Pezzopane.

Festa di chiusura della campagna elettorale a L’Aquila per il candidato sindaco Massimo Cialente, con il Segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani e il concerto di Roberto Vecchioni. Mercoledì 2 maggio dalle ore 18,00 in Piazza Duomo.

Ad Avezzano la Chiusura dell’intensa campagna elettorale messa in atto dal Partito Democratico vedrà la partecipazione della Sen. Anna Finocchiaro ad un incontro organizzato per le ore 16.30,nella sala conferenze del Comune, con il candidato sindaco Giovanni Di Pangrazio e i 24 candidati consiglieri della lista PD.

L'orientamento di voto ai partiti vede il Pd al primo posto con il 27%. Nella coalizione di centrosinistra seguono Sel con il 5,5%, Socialisti riformisti con il 2,5%, Federazione della sinistra con il 2%, Api con il 3,5% e Cattolici democratici con il 2,5%. L'Italia dei valori che sostiene Angelo Mancini si attesta sul 6%, la civica L'Aquila Oggi sull'1,5%. Il Pdl, secondo la rilevazione Swg, è sul 14%, la lista Domani L'Aquila, sempre in sostegno di Pierluigi Properzi, si attesta sul 2%.L'Mpa che sostiene Giorgio De Matteis otterrebbe il 2%, l'Udc il 6%, L'Aquila città unita il 3,5%, Prospettiva 2022 il 2,5%. C'è poi un 11% degli intervistati che voterebbe un'altra lista a sostegno di De Matteis. L'orientamento di voto ai candidati sindaco vede Massimo Cialente al primo posto, con una forbice tra il 44 e il 48% (coalizione al 43%), Giorgio De Matteis tra il 27% e il 31% (coalizione 25%), Pierluigi Properzi tra il 9% e il 13% (coalizione 16%), Angelo Mancini tra il 5% e il 7%, Vincenzo Vittorini tra il 3% e il 5%, Enza Blundo tra l'1% e il 3%, Enrico Verini ed Ettore Di Cesare entrambi con una forbice tra 0% e 2%. L'analisi del sondaggio non può prescindere dai candidati consiglieri. Molte liste raccolgono basse percentuali: è evidente che sondando l'umore dell'elettorato nei confronti di un partito o di un movimento non venga raccolto l'orientamento di voto nei confronti dei vari candidati al Consiglio comunale.

Massimo Cialente ha stravinto le primarie (appuntamento molto partecipato e apprezzato dagli aquilani)  per la scelta del candidato a sindaco di centro sinistra per le prossime elezioni amministrative. I 3.500 voti ottenuti sono il frutto di un lavoro di squadra, di una rete di amministratori,dirigenti di partito, esponenti della società civile e cittadini che,coordinati dal Sindaco,  in questi anni hanno sostenuto l’azione di governo del centro sinistra e con abnegazione si sono spesi in questa prima fase di campagna elettorale. Oggi  sostenere Cialente significa difendere gli interessi della città contro un centro destra diviso, rissoso  e guidato da politici di altri territori dell’Abruzzo. Cogliamo l’occasione per ringraziare innanzitutto tutti i cittadini che hanno votato contribuendo a fare della giornata di ieri un bel momento di democrazia, e tutti i militanti e dirigenti del PD e delle altre forze che hanno sostenuto Cialente per il preziosissimo lavoro svolto.

La visita del Ministro Barca in Città, apre forse una nuova fase nell’ambito della difficile vicenda Aquilana?   Noi aquilani ce lo auguriamo. Sicuramente è servita a puntualizzare alcune problematiche e la cosa ci fa ben sperare. Quanto asserito da mesi dal PD e cioè che il commissariamento avrebbe dovuto concludersi già da tempo,  finalmente è stato condiviso anche dal Governo, tramite il Ministro per la Coesione Territoriale. Tuttavia, il fatto che Chiodi non abbia colto al volo l’occasione di tornare a fare immediatamente il presidente della Regione, sta a dimostrare  la veste politica con la quale ricopre la carica di commissario. Perché attendere le elezioni amministrative? Perché continuare ad ingessare la ricostruzione mantenendo in stand by troppi comuni che da subito sarebbero in grado di ricostruire senza limiti burocratici?  Una veste politica quella del commissario che, comunque, continua ad umiliare i comuni, anche quando sostiene che, una volta terminato il suo mandato, sarà a totale disposizione delle istituzioni locali, come se avessero bisogno di assistenza, come se non fossero fatte di donne e di uomini capaci di far ripartire la ricostruzione. Non abbiamo bisogno di un badante,  soprattutto quando chi si propone non ha fatto altro che remare contro. Cosa avremmo potuto fare se avessimo avuto prima la possibilità di andare avanti con le nostre capacità? E se non ci avesse bloccato i fondi Meloni, i fondi Giovanardi, i fondi per le scuole, lo stesso piano di Ricostruzione di Onna, presentato mesi fa ed ancora fermo?  A che punto saremmo arrivati? Sicuramente saremmo già un passo avanti. Mi auguro che, se davvero si tratterà di una svolta, si avverta anche la necessità di accelerare una  legge che stabilisca regole chiare e certe sui piani di ricostruzione e che, soprattutto, non siano espressione di un orientamento politico. Il PD, da parte sua, continua nel suo impegno, anche per la promozione della legge di iniziativa popolare in parlamento, o per il reperimento delle risorse per programmare la ricostruzione ma anche per liberare questo territorio da chi,  con lo strumento commissariale, intende fare campagna elettorale.

Stefania Pezzopane  Responsabile Nazionale PD per la Ricostruzione ed Assessore del Comune dell’Aquila

“AVEVAMO RAGIONE” “CI HANNO SOLO RESTITUITO UNA PARTE DEL MALTOLTO”

 

“Ci hanno restituito il maltolto”. Questo il commento dell’assessore al Diritto allo studio Stefania Pezzopane a seguito  della pubblicazione di qualche giorno fa’ del decreto numero 89 del Commissario delegato alla ricostruzione Chiodi, riguardante gli interventi in materia di edilizia scolastica, con il quale si modifica e si integra il decreto numero 61 del 17 maggio 2011. “Ci sono voluti ‘soltanto’ 8 mesi - ha dichiarato l’assessore Stefania Pezzopane - per far capire a Chiodi quello che, da subito, il Comune dell’Aquila aveva opportunamente e giustamente denunciato. Una preoccupante verità. Quel decreto ha assegnato soldi ad Enti che non ne avevano diritto e non siamo ancora certi che sia stata fatta tutta la pulizia che doveva essere fatta. Avevamo denunciato più volte la questione, ricevendo risposte pregiudiziali ed arroganti che rilette oggi appaiono davvero vergognose e patetiche”. “Nel decreto si leggono cose davvero interessanti. - ha proseguito l’assessore - Si legge che ci sono interventi inseriti nel decreto pur non avendo il nesso di causalità tra danno ed evento sismico. Si legge di interventi che erano sovvenzionati già da altri finanziamenti ed eliminati ora soltanto, e di interventi già realizzati con donazioni ed altri grossolani errori per usare un eufemismo. Con questo nuovo decreto si assegnano al Comune dell’Aquila 18 milioni di euro che sono derivati proprio dalle cifre che si sono liberate, escludendo quegli Enti che non avevano diritto. Ci hanno fatto perdere mesi e mesi. In questo decreto all’articolo 3 il sindaco dell’Aquila ha 30 giorni per indicare le “priorità”. Richiesta che viene fatta naturalmente solo al Comune dell’Aquila, mentre ad altri Enti si sono finanziati  tutti gli interventi richiesti. Perché non si è chiesto fin dall’inizio a tutti gli Enti di inviare un elenco e di indicare le priorità? Il Comune indicherà interventi per l’utilizzo dei 18 milioni, ma sia chiaro che c’è una assoluta priorità : ricostruire le scuole dell’Aquila e tutte le scuole colpite dal terremoto. È veramente vergognoso e paradossale che a L’Aquila si chieda adesso di fare un elenco di priorità. Il piano scuole inviato, per l’ennesima volta il 7 dicembre 2011, al Presidente della Regione, necessita per la sua attuazione di 45 milioni di euro per la ricostruzione di edifici scolastici indispensabili. Venga Chiodi a farsi un giro nei Musp!!! Quello che da mesi diciamo è che i Musp sono edifici provvisori e che per chi è deputato alla ricostruzione dell’Aquila doveva essere una priorità sostituirli con strutture permanenti”. “I Musp (Moduli ad uso scolastico provvisori) hanno mostrato tutta la loro fragilità con le precipitazioni nevose dei giorni scorsi. – ha continuato la Pezzopane - Abbiamo dovuto fare, proprio per i problemi di neve e ghiaccio, decine di interventi su queste strutture. Tutti soldi dei contribuenti spesi per aggiustare scuole provvisorie, mentre c’è urgenza di fare le scuole definitive. Chiodi, quando si tratta dell’Aquila, non ha mai fretta e perde tempo. Otto mesi persi per scoprire gli evidenti e compromettenti errori e per modificare il decreto nonostante l’evidenza. Ulteriori 48 giorni di tempo persi per pubblicare il decreto che è stato approvato dal commissario il 27 dicembre 2011 ma stranamente viene pubblicato soltanto il 14 febbraio (il decreto successivo, il n.90 approvato il 28 dicembre viene pubblicato il giorno stesso) ovvero un mese e mezzo dopo l’approvazione. Il Commissario faccia subito un altro decreto per l’intera copertura del fabbisogno per la ricostruzione delle scuole dell’Aquila e degli altri Comuni danneggiati che  hanno realmente bisogno e guardi ancora e nei dettagli dentro quell’elenco che ha pubblicato. “Tra l’altro nel decreto numero 89 – ha concluso la Pezzopane -  il Commissario Chiodi fa riferimento alla circostanza secondo la quale il Comune dell’Aquila, a valere sulle risorse di cui alla delibera Cipe 3272010, è destinatario di 6 milioni e 385 mila euro. Ci tengo a sottolineare che con questi, il Commissario non c’entra niente. Infatti sono fondi recuperati dall’intervento di Lolli (circa sei), Mantini e De Angelis e sono fondi necessari all’ulteriore copertura del Piano Scuole Comunale, che nella sua interezza è di 55 milioni di euro. Su questi fondi va inoltre fatta una verifica sulla effettiva spendibilità visto che pare siano stati sequestrati da Tremonti”.

 

 

Mi candido perché questi anni sono stati una palestra dura ma alla fine ho imparato cosa e come fare; perché chiunque al mio posto, domani, dovrebbe in qualche modo “ricominciare”; perché ora potrei mettere a frutto senza tentennamenti ciò che questa esperienza mi ha insegnato e che ho appreso anche sbagliando, con sofferenza, ma sempre con coraggio. Io ci sono stato. Sempre. Sono stati momenti difficilissimi, in cui a volte mi sono chiesto se ce l’avrei fatta, soprattutto quando vedevo che persino intorno a me molti non c’erano, o scappavano. C’ero quando era il momento di battersi per le aquilane e gli aquilani, prima ancora che per la città. C’ero la notte del 5 maggio 2009, in cui sono riuscito a convincere il Governo a ritirare l’ordinanza 3762, che avrebbe segnato la morte della Città come capoluogo di Regione e di Provincia, con tentativi di espoliazione e sottrazione di risorse, mascherate da una solidarietà beffarda. Sono ancora in prima linea, quando si tratta di battersi per una ricostruzione rapida, contro chi vuole bloccare la possibilità di ripartire subito col centro storico. Sono contro il commissariamento, strumento del tutto sbagliato, creato esclusivamente per congelare la ricostruzione. Io difendo la Città con i fatti e non con le parole. Cinque anni di lavoro, di giornate interminabili a capire, a mediare, a proporre, a risolvere. Cinque anni di crescita umana e professionale, mia e della squadra che mi è stata vicino. Cinque anni di processi amministrativi, iter burocratici, studi approfonditi, contatti con i migliori professionisti e soprattutto, con la mia gente, per la quale sono riuscito, nonostante il terremoto, a raggiungere gli obiettivi del mio programma di mandato, rispettando il mio patto con i cittadini. Cinque anni che indicano e segnano con forza l’inizio di un nuovo destino, di una città ripensata secondo criteri di assoluta modernità pur nel rispetto della sua tradizione e delle sue vocazioni; anni che non possono dileguarsi nelle mani di chi, pur avendo la volontà di fare bene, non possiede tuttavia gli strumenti che in questo periodo abbiamo identificato e sperimentato spesso con grande difficoltà. Difendo i diritti della città capoluogo di regione e il diritto di varare un progetto grande per una grande città. Un progetto che esiste, sul quale sto lavorando già dalla prima ora e che vede i suoi punti di forza nella formazione e nell’alta formazione; nella cultura e nei saperi; nell’industria Hi Teck e nel profondo tessuto artigianale; nel turismo ambientale, culturale, religioso. Parole che per molti sono slogan; per me sono fatti, calati in atti amministrativi, pubblici che chiunque può visionare sul sito istituzionale del Comune dell’Aquila. Io so come dare concretezza alle mie parole d’ordine. Un progetto cresciuto insieme ai cittadini e che ora è sancito da un regolamento sulla partecipazione democratica dei cittadini, tra i più avanzati d’Italia. Io ci sono stato e ci sono. Ho imparato ad ascoltare, partecipare, condividere. Ora ho bisogno di sapere e di capire se con gli strumenti che ho acquisito, posso ancora rappresentare una speranza per il rifiorire certo della nostra Città.

Mi candido perché questi anni sono stati una palestra dura ma alla fine ho imparato cosa e come fare; perché chiunque al mio posto, domani, dovrebbe in qualche modo “ricominciare”; perché ora potrei mettere a frutto senza tentennamenti ciò che questa esperienza mi ha insegnato e che ho appreso anche sbagliando, con sofferenza, ma sempre con coraggio. Io ci sono stato. Sempre. Sono stati momenti difficilissimi, in cui a volte mi sono chiesto se ce l’avrei fatta, soprattutto quando vedevo che persino intorno a me molti non c’erano, o scappavano. C’ero quando era il momento di battersi per le aquilane e gli aquilani, prima ancora che per la città. C’ero la notte del 5 maggio 2009, in cui sono riuscito a convincere il Governo a ritirare l’ordinanza 3762, che avrebbe segnato la morte della Città come capoluogo di Regione e di Provincia, con tentativi di espoliazione e sottrazione di risorse,  mascherate da una solidarietà beffarda. Sono ancora in prima linea, quando si tratta di battersi per una ricostruzione rapida, contro chi vuole bloccare la possibilità di ripartire subito col centro storico. Sono contro il commissariamento, strumento del tutto sbagliato, creato esclusivamente per congelare la ricostruzione. Io difendo la Città con i fatti e non con le parole. Cinque anni di lavoro, di giornate interminabili a capire, a mediare, a proporre, a risolvere. Cinque anni di crescita umana e professionale, mia e della squadra che mi è stata vicino. Cinque anni di processi amministrativi, iter burocratici, studi approfonditi, contatti con i migliori professionisti e soprattutto, con la mia gente, per la quale sono riuscito, nonostante il terremoto, a raggiungere gli obiettivi  del mio programma di mandato, rispettando il mio patto con i cittadini. Cinque anni che indicano e segnano con forza l’inizio di un nuovo destino, di una città ripensata secondo criteri di assoluta modernità pur nel rispetto della sua tradizione e delle sue vocazioni;  anni che non possono dileguarsi nelle mani di chi, pur avendo la volontà di fare bene, non possiede tuttavia gli strumenti che in questo periodo abbiamo identificato e sperimentato spesso con grande difficoltà. Difendo i  diritti della città capoluogo di regione e il diritto di varare un progetto grande per una grande città. Un progetto che esiste, sul quale sto lavorando già dalla prima ora e che vede i suoi punti di forza nella formazione e nell’alta formazione;  nella cultura e nei saperi;  nell’industria Hi Teck e nel profondo tessuto artigianale; nel turismo ambientale, culturale, religioso. Parole  che per molti sono slogan; per me sono fatti,  calati in atti amministrativi, pubblici che chiunque può visionare sul sito istituzionale del Comune dell’Aquila.  Io so come dare concretezza alle mie parole d’ordine. Un progetto cresciuto insieme ai cittadini e che ora è sancito  da un regolamento sulla partecipazione democratica dei cittadini, tra i più avanzati d’Italia. Io ci sono stato e ci sono. Ho imparato ad ascoltare, partecipare, condividere. Ora ho bisogno di sapere e di capire se con gli strumenti che ho acquisito, posso ancora rappresentare una speranza per il rifiorire certo della nostra Città.

Massimo Cialente (Pd) sindaco uscente de L’Aquila e Vittorio Festuccia (Sel) sono ufficialmente i due candidati per le primarie del 4 marzo in vista delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012. Domani, 15 Febbraio il Comitato promotore per le primarie terrà una conferenza stampa alle ore 11 presso la sede PD dell’Aquila (via Amleto Cencioni,5) per presentare le due candidature. Lo slogan scelto per le primarie è “L’Aquila, insieme. La città che rinasce”, gli obiettivi che sono contenuti nel manifesto si basano sulla fine dei commissariamento, nuovi strumenti urbanistici, partecipazione attiva dei cittadini, ricostruzione della Città.

“La nostra Regione è al centro di una nuova e grave emergenza. Una nuova emergenza che si aggiunge alle già numerose vissute dai cittadini abruzzesi e divenute ormai normalità “. Questo l’intervento del consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio in merito all’emergenza maltempo dei giorni scorsi. “Non è il momento di sterili polemiche, che avrebbero il solo effetto di creare ulteriore disagio e fastidio, ma di una riflessione profonda mi auguro venga posta al centro delle agenda politica regionale e nazionale da subito”, ha spiegato Di Pangrazio, “E’ vero, il maltempo per quanto annunciato e previsto è stato sproporzionato rispetto alle aspettative di tutti. E’ vero che molti dei disagi non erano oggettivamente evitabili data l’eccezionalità dell’evento. Credo tuttavia che, date per buone queste premesse, l’Abruzzo stia soffrendo soprattutto per la fragilità di un sistema di prevenzione e di intervento. Intervento che dovrebbe essere, al tempo stesso, parte di quella stessa pianificazione preventiva e che nel nostro caso ci ha trovato impreparati. Ricordo che siamo in una regione montuosa fatta di tanti piccoli comuni, la maggior parte dei quali, montani. E’ doveroso tuttavia sottolineare che l’eccezionalità del tempo non può e non deve essere presa come scudo per coprire le gravi condizioni delle nostre infrastrutture. Penso ad esempio alla viabilità ferroviaria, in particolare della linea Pescara – Roma. L’Odissea a cui sono stati sottoposti i passeggeri non è che la logica conseguenza di un continuo e progressivo degrado che, nella normalità, i pensolari sono costretti a subire. Cosa aspettarsi dunque quando già nella norma il viaggio in treno è un’avventura? Quando già nella norma si rischia di rimanere bloccati da un momento all’altro e quando i ritardi vengono misurati in ore? Lo stessa riflessione deve essere fatta per quanto riguarda la circolazione stradale. La chiusura della A24 e A25 e soprattutto la drammatica vicenda che ha coinvolto centinaia di persone rimaste bloccate sulle autostrade abruzzesi, non può essere considerata esclusivamente il frutto della causalità. Le pianificazioni, e la prevenzione hanno proprio questa funzione, ovvero far rientrare in una regolarità ciò che potrebbe essere eccezionale. Chiudere le principali arterie per il flusso del traffico significa rendere difficili aiuti, significa rendere difficoltosi se non impossibili interventi, significa mettere in pericolo la vita dei cittadini che pagano affinché queste situazioni non si verifichino.

Ma l’isolamento della Regione non ha riguardato solo l’ambito della mobilità. L’isolamento ha riguardato anche l’informazione, più interessata alle goffagini e ai deliri di sindaci incapaci di prendersi cura dei propri cittadini che alla drammatica situazione del centro Italia e, nel nostro caso, dell’Abruzzo. Ci sono voluti tre giorni prima che si potesse parlare di emergenza. Tre giorni che hanno visto interi paesi senza elettricità, senza collegamenti stradali e in alcuni casi emergenza alimentare e idrica.  Ripeto, gestire non significa mettere toppe ma occuparsi anche e soprattutto della manutenzione. Non è normale che si chiudano per giorni e giorni le tratte ferroviarie come quella di Avezzano – Roccasecca perché sono caduti alberi sui binari. Qual’è il ruolo e la responsabilità dei gestori?

La manutenzione nelle infrastrutture deve essere fatta giorno per giorno in modo tale da arginare e rendere minimo gli effetti dell’evento imprevisto. Lo stesso deve valere per autostrade, strade statali e provinciali. Non ci si può rendere conto di essere emergenza solo dopo drammatici epiloghi, quando si giunge a morire per il freddo o per malori a causa di strade bloccate. Ad Avezzano l’Amministrazione comunale di centro destra, dopo l’esperienza negativa del 2010, si è nuovamente fatta trovare impreparata e carente soprattutto nella organizzazione degli interventi. Per due giorni la città è rimasta bloccata, e ad oggi ci sono ancora quartieri periferici e frazioni bloccati dalla neve. Ci auguriamo che il Sindaco Floris si sia reso conto del malumore e dello stupore manifestato dall’intera città in merito alla conduzione delle operazioni. Anche pezzi della maggioranza, come l’assessore Gallese, hanno richiamato il sindaco Floris per i gravi ritardi, soprattutto nei quartieri e nelle frazioni. Ciò che ci aspettiamo da amministratori e da cittadini è che si ponga una volta per tutte al centro della pianificazione territoriale la gestione ‘ordinaria’ di prevenzione e di intervento. Solo in questo modo Avezzano può essere il modello e il punto di riferimento per il nostro territorio Marsicano”.

 

Approfittando dell’assenza di contraddittorio l’ex ministro Giovanardi, ospite della trasmissione di Piero Chiambretti, ha gettato ancora una volta veleno sull’Aquila e sugli aquilani, dopo essersi già prodotto in esternazioni altrettanto offensive quando è stato intervistato dalla trasmissione “Gli intoccabili”. Proprio lui, che da uomo di governo era sodale e referente politico di personaggi che sono sotto inchiesta per tentata truffa ai danni dello Stato, peraltro in riferimento ai fondi per il sociale stanziati dal suo stesso dicastero, ha osato offendere la comunità aquilana e i suoi amministratori con affermazioni clamorosamente e notoriamente false. Ha dichiarato infatti, approfittando del fatto che non c’era nessuno in grado di controbattere, che “gli amministratori locali” non gli avrebbero inviato i progetti e che continuano a non inviarglieli. A parte il fatto che Giovanardi dimentica di non essere più, per fortuna,  sottosegretario e che pertanto non si comprende perché, oggi, dovremmo inviarglieli, l’affermazione è falsa e vergognosa, tanto più poiché è stata esternata con i consueti modi offensivi e da urlatore a cui ci ha abituati. Il Comune dell’Aquila, e lui lo sa bene, ha presentato i progetti per ben tre volte al suo ministero. Una prima nel 2009, per l’intero ammontare della disponibilità, pari a 12 milioni di euro, vedendosi approvato tuttavia solo uno dei due progetti presentati, vale a dire quello per il Centro servizi anziani del Comune. Fu invece respinto il secondo progetto, relativo alla realizzazione di una struttura con finalità di social housing, da realizzare all’interno di un immobile da recuperare (l’edificio ex Ipab in piazza Palazzo). Ma non basta. A fine 2010 sono stati presentati altri numerosi progetti per gli oltre 9 milioni di euro ancora disponibili, progetti che, come previsto dalla normativa di riferimento, riguardavano strutture e servizi per l’infanzia, la famiglia e la terza età. Solo successivamente all’invio di questi progetti, rispetto ai quali, va detto, non ci è mai stata fornita alcuna risposta, il commissario alla Ricostruzione Chiodi emanò un bando, relativo all’accesso ai medesimi fondi Giovanardi, che prevedeva finanziamenti non già per 12 milioni, come dice l’ex sottosegretario, ma per circa 9 milioni di euro. Il Comune dell’Aquila, e siamo alla terza volta, ha presentato in quell’occasione ben sette progetti, insieme con numerosi altri Comuni del cratere sismico, nonostante il bando prevedesse criteri di selezione imprecisi e penalizzanti per quanto ci riguardava. Ebbene, dei sette progetti nessuno viene approvato ma, certamente, le cose sarebbero andate in maniera diversa se la commissione incaricata della selezione, e nominata dalla struttura di Giovanardi, non avesse proceduto secondo criteri che non erano pubblici e che hanno penalizzato sia il Comune dell’Aquila che gli altri (tanto è vero che sono stati presentati dei ricorsi). Giovanardi dovrebbe accalorarsi, piuttosto, per spiegare perché non ha fatto nulla per la città dell’Aquila, della quale, ormai è una certezza, non gli importa un bel nulla, perché non ha approvato nessuno dei progetti che gli sono stati presentati per ben tre volte, e di cui ora vergognosamente lamenta la mancanza, e perché, infine, intrattenesse rapporti con personaggi finiti sotto inchiesta per aver cercato di mettere le mani sui fondi per i terremotati. Sciacalli che, nelle intercettazioni della magistratura, parlavano del Comune dell’Aquila come del “fortino da espugnare” e che si presentavano agli amministratori locali parlando a nome e per conto dell’ex sottosegretario.

  Responsabile Nazionale PD alla ricostruzione;

  Assessore alle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila

  Stefania Pezzopane