Le elezioni regionali 2008
Mimmo Srour
Mahmoud Srour, per tutti oggi Mimmo, nasce il 25 dicembre 1948 a Tartous,uno dei più importanti porti della Siria. Quando è il momento di intraprendere gli studi universitari, a ventun anni, pensa di andare negli Stati Uniti, ma per alcuni problemi tra il suo paese e l’America, sceglie Italia.
Arriva in Italia con una nave da crociera partita da Beirut. Sulla nave i passeggeri sono inglesi e tedeschi, o comunque europei del nord. Tutti si fanno in quattro per dipingergli lo Stivale e tutti lo fanno approfittando di luoghi comuni, tanto da mettergli in alcuni casi quasi paura. Tanto che a un certo punto si chiede se sta facendo bene a trasferirsi proprio in Italia. Appena arriva, un episodio lo rassicura. Al porto di Bari prende un taxi, guidato ovviamente da uno del posto. Chiede di essere portato all’ufficio postale perchè dove spedire un telegramma ad alcuni amici che lo aspettano a Venezia per comunicare il suo arrivo. Giunto all’ufficio postale, vede una lunga fila: non ce l’avrebbe sicuramente fatta a spedire il telegramma e partire in tempo utile. Il taxista si offre gentilmente di spedirlo e Mimmo Srour gli chiede quanti soldi deve lasciargli. E' appena arrivato e non capisce il valore delle lire che ha nelle tasche. Il taxista gli dice una cifra. Quando è in grado di fare i suoi conti, capisce che la somma che il taxista gli ha chiesto è solo simbolica. Purtroppo difficilmente lo avrebbe rivisto ancora. Per Mimmo è la riprova che i luoghi comuni, con i quali sulla nave gli hanno dipinto l’Italia e gli italiani in nave, non corrispondono alla realtà.
Poi l’iscrizione alla Facoltà di Ingegneria Civile nel 1969 con i primi problemi per la lingua. Ricordi più o meno positivi si accavallano negli anni. Per uno studente fuori sede come lui, i periodi di vacanze come quelle di Natale, sono i più duri e i più tristi. Infatti, gli studenti che ne hanno la possibilità tornano a casa dalle loro famiglie. Mimmo invece rimane nella città universitaria che in quel periodo si svuotava. Ebbene, lui non trascorre mai le vacanze di Natale da solo. C’e sempre qualche compagno italiano che lo ospita a casa sua, presso la sua famiglia, dove viene trattato come un figlio. E come un figlio viene trattato anche dalle famiglie nella cui casa prende in fitto una stanza. Lui, dal canto suo, ogni volta che torna in Siria, soprattutto in estate, porta qualche amico italiano in vacanza presso la sua famiglia.
Verso la metà degli anni Settanta conosce la sua attuale compagna Giuseppina , che sposa nel 1977 in Chiesa, con un rito misto. Dalla loro unione nascono due figli, Danilo e Lucia. Un legame sbocciato e coltivato nella consapevolezza di portare avanti un matrimonio diverso per cultura. Un matrimonio più impegnativo degli altri. Negli anni, le sue radici vengono sempre fuori, nei racconti, nella visione della vita, della storia, dei problemi. In questo senso, e solo in questo, i suoi figli sono influenzati da lui. Senza mai imporre nulla, solo raccontando.
Gli anni dell’università sono anche gli anni in cui gli amici cominciano a chiamarlo Mimmo, nome in seguito divulgato con orgoglio. Gli stessi amici del paese di sua moglie che gli propongono di candidarsi alla carica di sindaco. Una elezione che prima di tutto è una grande prova d’affetto e di integrazione da parte del paese di Sant’ Eusanio Forconese. Lui, con quel nome tanto complicato da scegliere… Ma i suoi concittadini non badano al nome, pensano veramente di eleggere uno di loro. E' dopo la sua prima elezione però che i mass media si scatenano con numerose interviste alla gente del paese. Mille domande su un uomo venuto da tanto lontano. A quel punto oltre alla gioia spunta fuori la preoccupazione: per la prima volta da quando è arrivato in Italia, si sente uno straniero. E' una cosa nuova, strana. Ma poi prevale il buon senso, si sente ancora di più un uomo italiano, con una diversa cultura ma italiano. Quando è arrivato in Italia le cose erano molto diverse: allora non c’era una vera e propria immigrazione, gli stranieri, perlopiù studenti, erano pochi. L’Italia in pochi anni e’ passata dall’emigrazione all’immigrazione e la società, impreparata, ha dovuto adeguarsi.
Una della più grandi passioni di Mimmo Srour è la politica. Una politica vera che si mette al servizio della persone e non viceversa. Prima di approdare ai Popolari-Udeur, è iscritto nel Ppi con l’incarico di seguire le politiche del Mediterraneo conferitogli direttamente dalla segreteria nazionale di Franco Marini. Per i Popolari-Udeur, partito di cui è oggi Presidente regionale, nel 2000 è nominato dal Governo membro del Comitato organiz zativo della I Conferenza degli Italiani nel Mondo. Esperto in pro blemi del bacino del Mediterraneo è dalla primavera del 2005 Assessore per la Regione Abruzzo con dele ga ai Lavori pubblici, aree urbane e servizio idrico integrato e Relazioni con i Paesi del Mediterraneo.
Ha firmato numerosi interventi su giornali nazionali e internazionali sul dialogo tra le civiltà, sulla società multiculturale e multirazziale. «In molti in Italia e all’este ro soffiano sul fuoco dell’intolleranza e dello scontro tra civiltà» spiega. «Io mi ritengo un uomo del dialogo e della tolleranza. Per me l’integrazione e l’accoglienza hanno un valore assoluto». In una recente intervista aggiunge: «Non ho mai considerato la mia reli gione come un segno di appartenenza tale da creare barriere e steccati ideologici. La mia esperienza è quella di tanti uomini politici arabi che in Europa sono stati eletti in partiti moderati di ispirazione cattolico democratica». Si considera «un uomo di centro, per il quale la politica si basa sul dialogo e sulla mediazione». E conclude: «Non ho mai accettato l’integralismo. Gli integralisti nel mondo musulmano, del resto, sono una piccola rumorosa minoranza che sta cercando di prendere in ostaggio la maggioranza. A tal propo sito credo che l’occidente non abbia fatto abbastanza per aiutare questa maggioranza, spesso silenziosa e ignorata dai mezzi di infor mazione».
A febbraio 2007 è eletto Presidente della Commissione sul dialogo interculturale dell’Ufficio politico della Commissione intermediterranea.
Riferimenti
Comitato Elettorale a L’Aquila, in Via Manzoni (incrocio Nuovo Ospedale San Salvatore – Pettino)www.mimmosrour.it



