Il Commissario del PD provinciale, on. Arnaldo Mariotti, appreso dell'aggressione verbale e delle minacce cui è stato oggetto il capo gruppo PD in Consiglio Provinciale, Enio Mastrangioli, da parte del Presidente Del Corvo, esprime sostegno politico e soliderietà da parte di tutto il Partito e personale al Capo gruppo e dirigente politico del PD.L'atteggiamento violento e prepolitico del Presidente della Provincia danneggia l'istituzione, è sintomo di debolezza politica e culturale,mette a nudo tutta l'inadeguatezza di certi personaggi di fronte all'alto compito del ricoprire ruoli delicati e di responsabilità ai vertici delle istituzioni.Il Partito Democratico, ricorda a tutti ed in particolare alle forze del centrodestra che non si lascierà intimidire da minacce e reazioni scorrette e violente, non indietreggerà di un millimetro nella costituzionale battaglia per correttezza amministrativa, per la trasparenza nelle azioni e la produttività del denaro pubblico. A questi principi ed al mandato ricevuto dagli elettori, gli eletti del PD si atterranno.
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Sette luglio 2010. Gli aquilani scendono in piazza a Roma per la proroga delle tasse, una legge sulla ricostruzione e il sostegno all’economia. Sette luglio 2011, dopo le manganellate di un anno fa, eccoci di nuovo in piazza a sostenere le nostre ragioni, a portare avanti i nostri diritti, a sollecitare ancora l’avvio della ricostruzione, quella vera, sempre al palo. I comitati cittadini promuovono una nuova manifestazione per L’Aquila e il PD ancora un volta ci sarà. Case, lavoro, ripresa economica, sospensione delle tasse, Zona franca. Le richieste sono sempre le stesse, segno evidente che le risposte non sono mai arrivate, né dal governo, né dal Commissario per la ricostruzione che è al tempo stesso Presidente di questa regione. A L’Aquila l’emergenza continua, anzi dilaga. I dati sulla disoccupazione e sulla cassa integrazione sono un campanello d’allarme di una gravità assoluta, che fanno tremare i polsi. Cresce la disoccupazione, addirittura quella dei più giovani, dai 14 ai 29 anni, arriva al 24%. La media nazionale è del 7%. E non è migliore la situazione dei trentenni o dei quarantenni, imprigionati nella drammatica condizione di precarietà, da cui non emergono senza prospettive di ripresa. Dopo il terremoto la cassa integrazione ha avuto un’impennata vertiginosa. Si contano circa 17.000 cassintegrati, mentre si sa nulla di preciso dalla Zona Franca per L’Aquila, se non frammentarie rassicurazioni date a mezza bocca, da chi cerca solo di rabbonire gli animi. Sul fronte della restituzione delle tasse non versate nel periodo della primissima emergenza, dobbiamo registrare ancora un’altra disparità. Il Governo proroga per i cittadini di Lampedusa il pagamento delle tasse fino al 30 giugno 2012, per gli aquilani si pretende la restituzione del 100% di quanto sospeso, da novembre 2011. In altre regioni colpite da eventi sismici la restituzione è avvenuta dopo molti anni, al 40%. Sono trascorsi quasi due anni e mezzo, ma delle legge speciale per L’Aquila non c’è traccia. Le firme per la legge d’iniziativa popolare sono approdate al Parlamento, ma se non si accelerano i tempi per la discussione in Aula si rischia di approvare una legge già obsoleta. E nell’assenza di norme organiche, tutto viene stabilito con ordinanze disordinate, unidirezionali e non partecipate, che non tengono conto delle reali esigenze della popolazione. Creano solo disperazione e rabbia, che abbiamo visto esplodere in questi giorni nell’odissea di molte famiglie, sfrattate dal progetto CASE o dalle caserme. Siamo al paradosso della “guerra tra poveri”. La caserma Campomizzi si trasforma in uno scenario di guerra tra sfollatati e studenti; si occupano alloggi lasciati vuoti; intere famiglie vengono espulse dal progetto CASE o MAP senza che nel frattempo la loro vera abitazione sia stata ancora riparata. Il Comune dell’Aquila è in attesa da oltre un anno di 50 appartamenti del Fondo Immobiliare, che un’ordinanza del governo ci aveva assicurato per le famiglie in difficoltà economica. Siamo stati costretti a fare un bando, da cui abbiamo reperito solo 22 appartamenti, a fronte di 122 richieste. In assenza di questi alloggi siamo riusciti, dopo molte insistenze, ad ottenere un aiuto per le famiglie più povere, che sono drammaticamente aumentato dopo il 6 aprile. Una parte dei 250 mila euro del Fondo immobiliare servirà a dare un contributo per pagare l’affitto alle famiglie in difficoltà che riescono a trovare un casa in affitto e stipulare un contratto. Ad aggravare questa situazione ci si mettono anche i tagli della Regione, che azzera nel piano sociale triennale, il fondo per l’inclusione sociale; taglia i fondi della legge regionale 431/98, con cui si poteva dare un sostegno al reddito alle famiglie indigenti. E poi la lentezza nella ristrutturazione degli alloggi popolari, quasi 1500 appartamenti ATER i cui lavori sono al palo. Circa la metà è classificata B o C e potrebbe essere riparata davvero in poco tempo, consentendo a chi alloggia ancora in albergo o sulla costa di rientrare finalmente a casa. L’altra metà è classificata E. I legittimi proprietari o affittuari alloggiano adesso nel progetto CASE o nei MAP. Se anche questi venissero ristrutturati celermente, si libererebbero centinaia di alloggi antisismici che si potrebbero usare per far fronte all’emergenza sociale. Di fronte a questa polveriera, pronta ad esplodere, le risposte di Governo e Regione sono insufficienti. Se torniamo di nuovo in piazza per far sentire ancora la nostra voce, per continuare la nostra battaglia, è per alzare il livello d’attenzione, anche e soprattutto a livello nazionale. L’Aquila non può passare nel dimenticatoio. Non può essere archiviata dal Governo, come un “miracolo” risolto, che passa in secondo piano, dopo le passerelle mediatiche ed elettorali. Vogliamo far rinascere questa città, con tutto ciò che avevamo prima, anzi meglio.
Disponibile il sistema di attribuzione dei delegati
In riferimento all’ART.4 comma 1 del Regolamento Regionale; considerando che l’Assemblea Provinciale uscente è stata commissariata, la sottoscrizione della candidatura deve avvenire soltanto attraverso il 3% degli scritti, certificati dalla Commissione di Garanzia Provinciale alla data del 1 Luglio 2011.
Le candidature devono pervenire entro e non oltre le ore 20,00 di Sabato 2 Luglio presso la sede PD Provinciale di Avezzano - via XX Settembre,119.
Scadenziario e regolamento per la celebrazione dei congressi di circolo e di quartiere.
Parte il 5 luglio la Festa nazionale democratica della Cultura a L'Aquila. Il programma prevede l'apertura con il Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani e vedrà le presenze, nei giorni successivi, di molti dirigenti come Massimo D'Alema il 9 luglio, Giovanna Melandri il 6 luglio, Fausto Raciti l'8 luglio, Walter Veltroni il 7 luglio, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente e Giovanni Lolli. La festa si concluderà il 10 luglio con un'iniziativa pubblica con il responsabile nazionale della cultura Matteo Orfini, Guglielmo Epifani e Franco Marini. Saranno giorni di dibattiti ma anche di concerti con Bandabardò, il 5 luglio, Marlene Kuntz, l'8 luglio, Orchestraccia il 7 luglio; previsto poi un omaggio a Rino Gaetano, il 9 luglio in occasione dei trent'anni dalla sua scomparsa e un incontro con lo scrittore Gianrico Carofiglio. Ci saranno anche dei workshop di scrittura in collaborazione con la scuola Holden, di cinema con il regista Giuseppe Piccioni e di fotografia in collaborazione con l'Agenzia Contrasto. Inoltre sarà dato ampio spazio a progetti d'arte contemporanea.
Lunedì 6 Giugno a L’Aquila, alle ore 17, presso l’Hotel 99 Cannelle si svolgerà il FORUM PROVINCIALE DEL LAVORO con Stefano FASSINA Responsabile nazionale Dipartimento Economia e Lavoro del PD. L'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici organizzata dal Partito Democratico della Provincia dell’Aquila affronterà i problemi della crisi dell'industria, l'esperienze con le agenzie interinali, le incertezze di vita dei precari e dei cassaintegrati. Parteciperanno lavoratori , rappresentanti di categorie economiche e sindacali, disoccupati e precari, amministratori e dirigenti del PD.
Con l’approvazione del Piano Sociale triennale 2011 – 2013 da parte della Regione Abruzzo l’Ambito Sociale “Montagna Aquilana”, che comprende i 16 comuni dell’ex Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli, subirà un drastico taglio di risorse. Si passerà da 574 mila euro assegnati annualmente nel triennio precedente a 256 mila euro. Ciò significa tagliare i servizi alle persone bisognose, ai portatori di handicap, agli anziani, all’infanzia, cioè a tutti coloro che hanno bisogno di tutela e protezione sociale.Significa scaricare i costi della crisi sulle fasce sociali più deboli con pesanti tagli al lavoro e all’occupazione.Sarò presente domani 20 Maggio alle ore 11 a Pescara presso la Presidenza della Giunta Regionale in Viale Bovio insieme ai Sindaci dei comuni aquilani, agli Enti d’Ambito Sociali e agli operatori delle cooperative sociali.Faccio appello a tutti i consiglieri provinciali a partecipare all’iniziativa e spingere il governo regionale a cambiare questa scelta che sarebbe dannosa per le nostre comunità già duramente colpite dal terremoto.
Il Capogruppo del Pd, Giuseppe Di Pangrazio, il vicepresidente al consiglio regionale Giovanni D’Amico ed i consiglieri comunali Amatilli, Chicarella e Tinarelli hanno organizzato per mercoledì 18 maggio, dalle 18 alle 20, presso la sala conferenze del Comune di Avezzano, un incontro-dibattito con i Sindaci, con i consiglieri provinciali e comunali del territorio marsicano, per discutere di quanto accade nella sanità marsicana, con particolare riferimento all’ospedale civile di Avezzano. L’incontro-dibattito costituirà occasione per fare il punto della situazione alla luce del Piano di Riordino Sanitario e del decreto n. 15 del 14 aprile 2011 avente ad oggetto il “Programma Operativo 2010 ex L. n.191/2009 e ss.mm”. “Il Piano ed il decreto in questione -evidenzia Di Pangrazio- non fanno altro che depotenziare l’ospedale di Avezzano, punto di riferimento di tutto il territorio marsicano e struttura dotata di reparti di eccellenza. E’ bene pertanto confrontarsi sull’argomento e far in modo che i Sindaci, quali rappresentanti della collettività e dell’interesse pubblico, esprimano la propria opinione su quella che dovrebbe essere l’offerta sanitaria nella Marsica per garantire ai cittadini un livello adeguato di assistenza”.Considerata la contrarietà della popolazione, dei rappresentati dei vari Comuni e delle Istituzioni –conclude Di Pangrazio- sarebbe opportuno, da parte del Presidente Chiodi, fare un inversione di rotta, apportare le necessarie modifiche al Piano di Riordino dimostrando serietà e vicinanza ai cittadini restituendo un livello sufficiente di assistenza sanitaria alla popolazione della Marsica.
Grande successo ha riscosso l'iniziativa del Primo Maggio a Celano organizzata dai Giovani Democratici in collaborazione con l' Archivio Sforza, la CGIL e la Fondazione Di Vittorio per celebrare il 61° Anniversario dell’Eccidio dei braccianti Paris e Berardicurti. La manifestazione, che si è svolta nella giornata di ieri con un' importante mostra documentaria e fotografica dove sono state esposte documentazioni inedite dei giorni delle contestazioni, dell’eccidio e della riforma agraria del Fucino. Anche Gianni Di Cesare, segretario regionale della CGIL, ha preso parte all' iniziativa ed ha voluto sottolineare i problemi dei tanti giovani abruzzesi che vivono la disoccupazione e il precariato. Nel pomeriggio i Giovani Democratici hanno depositato una corona alla targa commemorativa di Paris e Berardicurti presso il rione Orto Presutti e hanno concluso la giornata del primo maggio nella piazza centrale insieme a Umberto Trasatti (segretario provinciale CGIL) e Andrea Borghesi (Fondazione Giuseppe Di Vittorio) ricordando che hanno scelto di posticipare di un giorno la commemorazione dell' eccidio proprio perché "Paris e Berardicurti, quando furono colpiti, stavano attendendo di sapere se erano stati scelti per il turno di lavoro del giorno seguente. Attualizzando la vicenda ancora oggi migliaia di giovani vivendo la precarietà del lavoro sono costretti ad una precarietà della vita: senza certezze, senza futuro e con l' impossibilità di crearsi una famiglia". Molti gli esponenti del Sindacato e della Politica che hanno preso parte alla manifestazione tra gli altri Arnaldo Mariotti ed Americo di Benedetto del Pd provinciale.
Giornata ricca di appuntamenti a Luco dei Marsi in occasione della festa dei lavoratori. Domenica primo Maggio alle ore 9 presso la sala consiliare del Comune di Luco si terrà una tavola rotonda con rappresentanti sindacali,di organizzazioni di categoria,di enti locali e società civile per discutere di alcuni problemi che investono la Marsica e la provincia quali le infiltrazioni criminali,l’usura, il terremoto,i comitati d’affari e la corruzione con l’obiettivo di individuare percorsi di contrasto e strategie comuni. Alle ore 11 in Piazza Umberto I’ si terrà un comizio dal titolo “Contro le mafie,per il lavoro e la legalità”con il Presidente Nazionale di Libera Don Luigi Ciotti e il sostituto procuratore della Repubblica Maurizio M.Cerrato.
CELANO “Sangue Innocente: dall’ eccidio di Celano alla riforma agraria” questo il titolo scelto dai Giovani Democratici e dall’Archivio Sforza per celebrare il 61° anniversario dell’assassinio di Agostino Paris ed Antonio Berardicurti. Era il periodo delle contestazioni contadine nel Fucino. Contestazioni volte a rivendicare il diritto al lavoro e che portarono alla riforma agraria. La sera del 30 Aprile 1950 mentre i braccianti si raccoglievano in piazza IV Novembre, per conoscere i loro turni di lavoro nello “sciopero alla rovescia”, le guardie di Torlonia, spalleggiate dai fascisti, spararono sulla folla e sotto i colpi caddero i due giovani braccianti celanesi. “Ci tenevamo ad organizzare questa iniziativa e non a caso abbiamo deciso di celebrarla, non nella sua data canonica (30 Aprile ndr) ma il 1° Maggio, giorno dedicato alla festa di tutti i lavoratori: quelli precari, quelli disoccupati, i lavoratori autonomi ed i lavoratori invisibili senza né tutele né garanzie; perché a 61 anni da quella brutta pagina” dicono i Giovani Democratici di Celano “noi, oltre che ricordare quel periodo così importante per il Fucino e per la nostra storia vogliamo soprattutto attualizzare quella vicenda. Agostino ed Antonio stavano attendendo di sapere se erano stati scelti per il turno di lavoro del giorno seguente, che poi non è molto differente da quello che vivono oggi migliaia di giovani quotidianamente. La precarietà del lavoro ci costringe alla precarietà di una vita senza futuro soprattutto in un territorio come la Marsica, così ricco di risorse ma povero di prospettive”. Nell’arco di tutta la giornata del 1° Maggio, fanno sapere gli organizzatori, sarà allestita in piazza IV Novembre a Celano una importante mostra documentaria e fotografica, curata interamente dall’Archivio Sforza, dove verranno esposte documentazioni inedite dei giorni delle contestazioni, dell’eccidio e della riforma agraria del Fucino. A conclusione della giornata sono previsti gli interventi di Andrea Borghesi della Fondazione Giuseppe di Vittorio e del Segretario della Camera del Lavoro della Provincia dell’Aquila Umberto Trasatti.
Con Deliberazione n. 75/1 del 25 Marzo 2011 il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Sociale Regionale triennale e in questi giorni gli Ambiti stanno ricevendo la ripartizione dei fondi.Le risorse messe a disposizione dall’Assessorato delle Politiche Sociali della Regione Abruzzo per la gestione del Piano di Zona dell’Ambito Sociale N. 11 denominato “Montagna Aquilana” subiscono un drastico taglio e risultano insufficienti a garantire la continuità dei servizi sociali finora erogati.In concreto per finanziare le attività del Piano di Zona, l’Ambito Sociale “Montagna Aquilana”, che comprende i 16 comuni dell’ex Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli, riceverà per il triennio 2011 – 2013 meno della metà delle risorse del precedente piano.Complessivamente le risorse assegnate ammontano annualmente a € 256.000 mentre nel precedente triennio ammontavano a € 574.000 all’anno.Con queste risorse assegnate, più la compartecipazione del 20% dei Comuni, che porterà la somma a € 331.000 non si riuscirà a garantire nemmeno il sostegno alla frequenza scolastica, il segretariato sociale, il servizio sociale professionale, l’affido familiare e l’assistenza ai minori allontanati dalle famiglie.Alcuni servizi, che sono stati l’orgoglio di questo Ambito, saranno ridotti all’osso, le ore di assistenza domiciliare agli anziani che l’Ambito riuscirà ad assicurare in futuro saranno meno di un terzo di quelle garantite fino ad oggi, mentre dei 6 centri di aggregazione per minori operanti nell’Ambito se ne potrà finanziare uno solo. A questo dobbiamo aggiungere che negli ultimi anni, con grandi sforzi e sapendo mettere a frutto sinergie e risorse proprie di alcuni comuni, questo Ambito era riuscito anche ad attivare un Centro diurno per diversamente abili, adesso questo Centro dovrà, se non chiudere, ridurre drasticamente le attività, oppure richiedere risorse alle famiglie degli ospiti, già fortemente provati dal disagio e dalla difficoltà economica ad avere nel proprio nucleo un diversamente abile.E’ paradossale che una classe politica dirigente nazionale, regionale e locale, evidenzi la necessità di ricostruire il tessuto sociale della nostra comunità duramente colpita dal terremoto, quando la Regione Abruzzo governata da Chiodi e dal PDL toglie le risorse agli Ambiti Sociali Aquilani.La cosa più giusta sarebbe di riportare in essere i precedenti criteri di riparto, ma se ciò non fosse possibile, bisognerà mettere in campo un sistema perequativo che assegni agli ambiti maggiormente disagiati, anche se poco antropizzati, i fondi sufficienti a mantenere qualitativamente e quantitativamente i precedenti livelli dei servizi sociali.Chiederò, che la problematica venga discussa in sede di Commissione Attività Sociali e di Consiglio Provinciale.
Fabrizio D’Alessandro
Consigliere Provinciale PD
“La vicenda della ex OLIT ha una conclusione amarissima sia per i lavoratori, che per lo sviluppo industriale ed economico della Marsica.”Così il Vice Presidente D’Amico, in una lettera al segretario FIM Cisl Tangredi di Avezzano, rende pubblica l’ennesima dimostrazione del disimpegno della Giunta Chiodi relativamente alle politiche industriali.“Ho perseguito in questi tre mesi - si legge nella lettera - l’obiettivo di convincere l’Assessore Gatti ad intervenire per l’ulteriore proroga del periodo di mobilità in deroga dei lavoratori ex OLIT. Purtroppo l’Assessore ed i tecnici dell’assessorato dicono di non poter intervenire per il caso ex OLIT in quanto dovrebbero altresì farlo per tutti i lavoratori in analoga condizione in Abruzzo. Cosa per la quale non disporrebbero di risorse sufficienti. Non so se ciò sia corrispondente a fatti tecnici insormontabili, pur ritenendo che, visto l’abbandono più completo in cui sono stati lasciati i lavoratori ex OLIT, qualche soluzione si sarebbe potuta e dovuta cercare” .“La Regione Abruzzo - rileva il Vice Presidente – aveva pieno titolo per intervenire nella vicenda avendo ‘acquisito' lo stabilimento ex OLIT, gestito dal Consorzio Industriale di marsicano, anche sulla base di valutazioni economiche e produttive qualificanti come le elevate competenze tecniche del personale. Questa vicenda dimostra ancora una volta come Chiodi e la sua Giunta si muovano in totale estraneità dal territorio e in totale assenza di un progetto di sostegno e promozione industriale per la Marsica e per l’Abruzzo”.
Signor Presidente, vorrei che dedicaste un po' di attenzione ad un aspetto particolare di questo provvedimento, quello che ci sarà su quei processi che hanno un grande valore civile nel nostro Paese, quelli contro i responsabili dei disastri. Ve ne cito tre: processo per gli otto morti della ThyssenKrupp, processo per i ventitrè morti di Viareggio nell'incidente ferroviario, processo per i morti dell'Aquila, convitto nazionale, casa dello studente, case cadute. Sono processi lunghi e complessi, vi ricordo che quando ci fu l'amnistia questo tipo di reati fu escluso dall'amnistia. Con questa proposta di legge quei processi sono tutti avviati alla prescrizione, valutate questo effetto collaterale che determinerete di togliere alle famiglie di questi morti la possibilità e la speranza di avere giustizia


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