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"La giornata internazionale di mobilitazione studentesca è un appuntamento fondamentale per la rivendicazione dei diritti degli studenti" così intervengono Mario Mazzetti, segretario provinciale del Partito Democraticio, e Andrea Fidanza, responsabile università del PD, che parteciperanno al corteo in centro storico organizzato da Epicentro Scuola Attiva e dall' UDU L' Aquila "per richiedere maggiori finanziamenti sul DSU, un controllo serio sul mercato degli affitti, una nuova legge regionale sul dirittio allo studio scolastico e, soprattutto, più borse di studio visto che quelle del 2010/11 sono ferme al 60% mentre quelle per l' attuale anno accademico incredibilmente presentano un drammatico 0%. Perchè la nostra Regione non investe nemmeno un euro sul finanziamento agli studenti sostenendo le spese delle famiglie?" chiedono Mazzetti e Fidanza."Inoltre a sette mesi dall' apertura del centro polifunzionale donato dal Canada a Lenze di Coppito, gestito dall' ADSU, ancora non sono a disposizione degli studenti la palestra, con attrezzature nuove e inutilizzate, e il campo in parquet da calcetto e basket: inutili ritardi burocratici -conclude il PD- che alimentano una sterile polemica, mentre gli studenti hanno bisogno di un impegno diretto e concreto per assicurare loro i servizi che gli spettano".

"Il Partito Democratico esprime soddisfazione per la conferma della prossima attivazione delle linee autobus dedicate agli universitari" così interviene Andrea Fidanza, responsabile università per il Partito Democratico della Provincia dell' Aquila. "Finalmente ci son giunte notizie certe dalla sge che aveva tutta la documentazione per attivare le corse già da inizio settembre ma che, nonostante le numerose proteste e sollecitazioni da parte dell' UDU, ancora non dava risposte. Ci tengo a sottolineare - continua Fidanza - il ruolo fondamentale e di responsabilità che ha avuto il PD in questa vicenda. Infatti grazie a diversi incontri convocati dal vice Presidente del Consiglio Regionale Giovanni D' Amico con l' Assessore Morra e dirigenti ARPA (l' ultimo dei quali lo scorso 8 novembre) si è riusciti ad accelerare un processo che accusava l' estremo ritardo di due mesi. Il Partito Democratico - conclude - ancora una volta ha dimostrato la sua vicinanza ai temi di diritto allo studio e sarà presente alle manifestazioni del 17 novembre al fianco degli studenti per rivendicare, tra gli altri problemi che quotidianamente chi ha scelto di continuare i propri studi all' Aquila si trova ad affrontare, la copertura totale delle borse di studio, che ad oggi, rasentando l' assurdo, vedono una graduatoria senza idonei beneficiari".

La recente riforma introdotta dall’art. 16 della legge 14 settembre 2011 n. 148, pone  questioni di riorganizzazione urgente dei comuni sotto i 1.000 abitanti e vincola alla formazione di unioni comunali, o alla stipula di convenzioni per la gestione associata dei servizi, con una base dimensionale superiore ai 5.000 abitanti , ridotta a 3.000 per i comuni  che” appartengano o siano appartenuti a Comunità Montane”. Tale norma incide fortemente  sull’assetto strutturale ed organizzativo dei comuni, con particolare riflesso  per le aree montane della Regione Abruzzo. I Sindaci del Partito Democratico della provincia dell’Aquila hanno pertanto elaborato la seguente base di proposta per il confronto con la Giunta regionale e l’assessore delegato ,e con tutti i sindaci delle aree montane della regione Abruzzo, al fine di individuare percorsi istituzionali attuabili ed orientati ad una politica di coesione e di crescita e di sostenibilità. Queste le proposte:

1.    La Regione deve esercitare la “facoltà“ di individuare  limiti demografici al meglio corrispondenti con le esigenze di organizzazione  dei comuni nei territori e nel quadro  di un disegno coerente  di riorganizzazione di tutti i servizi locali;

2.    la Regione deve definire con i Comuni,  per lo svolgimento delle funzioni associate, ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene”, con criteri funzionali adeguati e condivisi con le amministrazioni locali;

3.    nelle  ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene” deve essere esercitata da parte dei Comuni la facoltà di procedere con convenzioni di servizio  piuttosto che con   Unione di comuni;

4.    è necessario definire dimensioni ottimali, anche al di sotto dei 3000 abitanti, soprattutto per  le aree montane caratterizzate da piccolissimi comuni (es. nei comprensori del Gran Sasso e della Majella).

5.    ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene” definite per la gestione associata dei servizi  comunali, devono essere integrate in maniera funzionale e condivisa con gli ambiti sociali e sanitari;

6.    il Partito Democratico  ribadisce  l’importanza delle  Unioni dei comuni montani,  costituite ai sensi della legge regionale n. 10/2008. Esse  possono costituire aggregazioni comunali  di area più vasta solo se, attraverso gli organi costituiti dall’Assemblea dei Sindaci, corrispondono ad una dimensione ottimale condivisa per la gestione associata dei servizi e, contemporaneamente, vengono individuate dalla Regione Abruzzo quali soggetti istituzionali di riferimento per la delega di significative competenze  con le relative risorse, per il sostegno della montagna abruzzese. Ciò  anche  e soprattutto nella prospettiva della definizione di aree vaste   strutturate per Unioni di comuni allorché si definisse il processo di abolizione delle province, attivato dalla stessa legge 148/2011.

7.    i sindaci del Partito Democratico infine, chiedono che in ogni caso  la Regione Abruzzo si associ con le altre Regioni italiane per il ricorso presso la Corte Costituzionale avverso l’art.16 della legge 148/2011, in ragione dei  numerosi e palesi elementi di incostituzionalità in esso contenuti.

“Sono le ore 19 e ancora dal Governo non giungono notizie positive. Se il Consiglio dei Ministri non approverà la proroga della sospensione e la norma finanziaria necessaria, vorrà dire che per questo Governo sono più importanti gli evasori fiscali da condonare che L’Aquila e la sua gravissima crisi economica e sociale. Occorre subito un provvedimento che stabilisca l’abbattimento del 60% delle tasse da restituire., altrimenti gli aquilani saranno costretti a versarle tutte e subito”. È quanto torna a chiedere l’assessore comunale Stefania Pezzopane, responsabile nazionale PD per la ricostruzione dell’Aquila.
“Vorremmo sapere da Chiodi, Letta e compagnia cosa dobbiamo dire a quei cittadini che in queste ore stanno chiedendo la restituzione di ben 5 rate nel solo mese di ottobre e di altrettante nel mese di novembre. Una vera stangata per  le famiglie aquilane. Adesso hanno dimenticato le promesse di trattare L’Aquila come Marche, Umbria e Molise, non mettessero la scusa della crisi finanziaria, è veramente ridicolo. Sono Chiodi e il Governo che hanno sempre detto che si faceva in tempo, che noi facevamo allarmismo e che in ogni caso avrebbero trovato la copertura. E’ a tutti evidente che, farla sei mesi o un anno fa sarebbe stato più semplice. Ma non l’hanno voluta fare e se non la fanno adesso, la beffa sarà ancora più grande perchè gli aquilani saranno tartassati 2 volte da questo Governo. Se non arriveranno le giuste notizie dal Consiglio dei ministri sono pronta e non certo da sola a forme di protesta eclatanti.  Non mi sono certo spaventata per il recente avviso di garanzia per aver manifestato con 20mila aquilani”.


 

Riteniamo false, strumentali ed offensive le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Presidente e dalla Vice Presidente della Giunta Provinciale nei confronti delle minoranze, accusate di essere contro gli interessi del territorio ed impegnate in una campagna di bassa strumentalizzazione politica. Affermazioni accompagnate da un'errata, volutamente errata, utilizzazione dei verbali delle  Commissioni, in particolare di quella di Vigilanza, omettendo di dire che la Commissione Territorio, per Statuto competente ad esprimere un parere in materia, nella seduta del 18 ottobre scorso ha votato a maggioranza (compreso UDC e FLI, oltre il PD e IDV) per la revoca della delibera di fine agosto. Cosa ben diversa dal semplice ritiro dalla discussione come annunciato dal Presidente Del Corvo. Nel merito, se avessimo voluto strumentalizzare la vicenda ben altro sarebbe stato il nostro atteggiamento dopo aver appreso dai giornali che sull’area industriale di Sulmona insistevano terreni di proprietà della famiglia della Vice Presidente. Il nostro, come possono testimoniare i componenti delle Commissioni Consiliari, è stato un atteggiamento responsabile e costruttivo, finalizzato a mettere in sicurezza l’intero iter seguito, sia per salvaguardare le persone coinvolte che per garantirne l’impugnabilità delle nuove norme da parte di terzi. E’ a tutti noto, infatti, che regola fondamentale della Pubblica Amministrazione è quella che impone a chiunque ne faccia parte, sia esso pubblico dipendente che amministratore, di astenersi dal partecipare a procedimenti che possono riguardarlo anche quando le finalità sono di interesse generale. Non essendoci una certezza sull'integrità e correttezza del procedimento seguito, a fronte di un seppur minimo dubbio abbiamo chiesto di eliminarlo con un atto di autotutela mediante la revoca della delibera di fine Agosto, oltre a verificare la validità della Conferenza dei Servizi di Marzo 2011. Il tutto per il bene del territorio e per garantire l’effettiva applicazione delle nuove norme nel più breve tempo possibile. D’altronde, chiediamo, se la Giunta era ed è certa della regolarità formale e sostanziale del procedimento seguito perché la Delibera di Giunta n. 161 del 29 Agosto non è stata mai portata e non la si porta all’attenzione della Commissione Territorio per i pareri del caso? Ricordiamo che il suo esame era previsto per il 13 settembre per poterla approvare nel Consiglio Provinciale di fine settembre. Per quale ragione, chiediamo inoltre, alla Commissione Territorio del 23 settembre si propone l’avvio di un iter parallelo e sostitutivo a quello adottato dalla Giunta Provinciale? Una proposta ritenuta di dubbia legittimità e comprensibilità da parte di tutti i commissari dei Gruppi di Minoranza PD e IDV e di Maggioranza UDC e FLI, considerato che le proposte di modifiche alle NTA del Nucleo di Sulmona sono perfettamente identiche a quelle già approvate dalla Giunta Provinciale il 29 agosto scorso. Non era e non è, di fatto, un prendere atto che qualche problema il precedente procedimento lo avesse? Per queste ragioni rigettiamo al mittente le accuse di voler ritardare e impedire l’approvazione di un atto importante per lo sviluppo della Valle Peligna, in particolare quando esse provengono da coloro i quali per un anno e mezzo hanno tenuto fermo un procedimento avviato con la Conferenza dei Servizi del 23 marzo 2010 e sbloccatosi solo grazie ad un “Atto stragiudiziale di diffida” inviato da un privato all’Amministrazione Provinciale il 20 luglio 2011. Perché un anno e mezzo di ritardo?

Insieme ad altri europarlamentari del gruppo, il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo David Sassoli sarà presto a L'Aquila per fare il punto della situazione, insieme al Comune dell’Aquila e alle forze sociali, sulla Zona Franca.Lo comunica la Responsabile PD per la Ricostruzione, Stefania Pezzopane.“I nostri rappresentanti in Europa ci relazioneranno sullo stato dell’arte e sulle iniziative che il PD ha già preso e continuerà ad adottare per il riconoscimento della Zona Franca in città. Ricordo alcune iniziative già condivise con l’on. Sassoli sulla Zona Franca. In particolare quella tenutasi nella sala ANCE (settembre 2009) in cui l’europarlamentare incontrò sindaci, organizzazioni sindacali e di categoria, enti ed istituzioni culturali e alcune imprese, per ascoltare le loro esigenze e le loro richieste.
In una mia successiva visita a Bruxelles, presentammo le proposte ad alcuni funzionari della Commissione Europea, in un incontro insieme agli europarlamentari David Sassoli e Andrea Cozzolino (marzo 2010).Abbiamo tenuto costanti rapporti con i nostri rappresentanti in Europa.Anche gli eurodeputati PD, Serracchiani e Milana, nella loro recente visita aquilana, hanno voluto stigmatizzare l’atteggiamento del governo italiano, che non ha assolutamente coinvolto sulla questione della Zona Franca, tutte le forze politiche rappresentate nel Parlamento Europeo, che se interessate avrebbero potuto svolgere un’azione di pressing.Nel frattempo hanno rimarcato l’impegno del PD, che in queste settimane, sta monitorando l’operato di Governo e  Regione Abruzzo a Bruxelles, per il riconoscimento della Zona Franca e sta verificando quali documenti abbiano trasmesso alla Commissione Europea, per rimediare alla brutta figura della bocciatura, di qualche settimana fa”.

Nell’attuale fase di crisi economica e politica, il Partito Democratico è mobilitato per lanciare sui territori e al Paese una proposta politica alternativa all’attuale Governo, in attesa della grande manifestazione nazionale del 5 novembre a Roma denominata “Ricostruire l’Italia”. Week end intenso per i democratici nella Marsica con una serie di iniziative politiche, nell’ambito del programma proposto dal livello regionale e nazionale del partito. Sabato 8 ottobre il circolo di Capistrello ha organizzato l’iniziativa pubblica “Economia e politica: le ragioni della crisi” mettendo al centro della riflessione l’attuale situazione internazionale e le possibili risposte politiche alla crisi che stiamo vivendo. “Siamo in una fase di intenso lavoro – ha dichiarato il segretario provinciale Mario Mazzetti – per attivare sul territorio tutte le energie migliori del partito e preparaci ai prossimi appuntamenti. Dobbiamo essere numerosi alla grande manifestazione del prossimo 5 novembre a Roma per dire basta a questo governo e dimostrare all’Italia che c’è un’alternativa possibile”. Diversi gli interventi di iscritti e simpatizzanti che hanno testimoniato la preoccupazione per il futuro. “L’Italia dei prossimi anni sarà molto diversa da quella che abbiamo conosciuto – ha dichiarato il Sen. Luigi Lusi – dobbiamo essere capaci di fare proposte, in taluni casi necessarie anche se impopolari. Su pensioni, lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione, lotta all’evasione e sviluppo dobbiamo avere una parola chiara e credibile, scongiurando il rischio di far pagare ai giovani un prezzo troppo alto”. Anche a Balsorano, domenica 9 ottobre, il circolo del Pd ha voluto chiamare a raccolta i propri iscritti per affrontare i temi di più stringente attualità. Un dibattito molto intenso e appassionato durante il quale è stata anche annunciata la candidatura a sindaco per le prossime amministrative di primavera. Il candidato, indicato dal segretario Francesco Tuzi e dall’assemblea, è Mauro Tordone, stimato funzionario impegnato da anni nella pubblica amministrazione che ha voluto salutare i presenti con queste parole: “Con la candidatura a sindaco assumo un impegno gravoso e di responsabilità. Con il sostegno del Pd, delle altre forze politiche e di tanti sostenitori sono sicuro di poter costruire una squadra capace per lo sviluppo e la crescita di Balsorano”  

Sabato 5 novembre a Roma ( in P.zza San Giovanni),è prevista una grande manifestazione del PD, in cui saranno presentate le nostre proposte per il futuro del paese, dove il “nostro popolo” sarà chiamato a dire basta all’esperienza fallimentare del governo di Centrodestra. In preparazione a tale evento e per coinvolgere tutto il nostro partito, i nostri iscritti, i nostri elettori e soprattutto i cittadini, stiamo organizzando pullman in tutta la Provincia. Per aderire alla manifestazione e chiedere informazioni, telefona allo 0863/444128 oppure scrivi a partitodemocraticoaq@gmail.com

"Tra qualche giorno inizierà il nuovo anno accademico e la Regione sembra non accorgersene - così interviene Andrea Fidanza, responsabile università per il Partito Democratico della Provincia dell' Aquila - La scarsità di alloggi pubblici e privati e il lievitare dei prezzi dei posti letto accompagnati da un aumento degli affitti in nero costringono numerosi studenti ancora a viaggiare. Il pendolarismo universitario anche se sopportato negli ultimi due anni non può essere una risposta degna di un' Amministrazione Regionale agli studenti che hanno scelto di rimanere all' Aquila, nonostante tutte le difficoltà, per completare il loro ciclo di studi. Oggi gli studenti pendolari sono obbligati non solo a pagare regolarmente l' abbonamento ARPA da e per L' Aquila (senza nessun incentivo), ma anche l' abbonamento AMA per i trasporti interni al capoluogo: ennesima spesa insostenibile per i giovani e che dimostra quanto la Regione sia lontana dai temi di Diritto allo Studio. Il Partito Democratico chiede a gran voce all' Assessore Regionale ai trasporti, Giandonato Marra, di farsi carico di questa problematica! Le soluzioni - continua Fidanza - potrebbero essere innanzitutto agevolazioni nel costo dell' abbonamento ARPA e soprattutto la istituzione di corse dedicate che trasportino gli universitari fino alle sedi dell' ateneo di Coppito, Reiss Romoli, ex Optimes e Bazzano. In questo modo gli studenti potrebbero risparmiarsi almeno il trasporto intraurbano caratterizzato da tagli alle corse e aumento delle tariffe." Concludendo l' esponente del PD sottolinea che "gli universitari pendolari vivono soprattutto in Marsica. Urgono quindi corse dedicate Avezzano-Università e Lecce dei Marsi- San Benedetto dei Marsi - Celano- Università".

 Le indagini della Magistratura sulla ipotesi di una presunta truffa ai danni dello Stato, con particolare riferimento all’utilizzo dei fondi per interventi di natura sociale per i Comuni del cratere, stanno provocando un legittimo moto di indignazione tra i cittadini e nell’opinione pubblica in generale. Non è nostra intenzione entrare nel merito della vicenda giudiziaria poiché spetta alla Magistratura compiere ciò che è necessario per l’individuazione delle precise ed eventuali responsabilità dei soggetti ed Enti coinvolti dall’inchiesta. Riteniamo, tuttavia, che le forze politiche ed istituzionali non possano sottrarsi dalla responsabilità di effettuare una riflessione critica sul fatto di non avere valutato e vigilato a sufficienza su fenomeni speculativi messi in atto da soggetti estranei al nostro territorio, aventi l’unico scopo di accaparrarsi le risorse stanziate per la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Si è sottovalutato, in particolare, la stranezza relativa alla costituzione di Fondazioni, Società o raggruppamenti, tutti con la finalità di contribuire alla rinascita civile, sociale e culturale del territorio, o al suo sviluppo come si disse per la Fondazione “Abruzzo Solidarietà e Sviluppo” quando si propose l’adesione alla stessa da parte della Provincia dell’Aquila. Un’adesione che si impose con tempi ultra celeri, sia in sede di Commissione Statuto e successivamente in sede di Consiglio Provinciale. A nulla valsero i nostri inviti alla maggioranza a rinviare la discussione e l’approvazione dello Statuto e Regolamento, in considerazione della scarsa chiarezza della vicenda e per la presenza di soggetti esterni, Enti e privati, sconosciuti ai più per l’assenza di documentate e certificate referenze. Proprio perché oltre un anno fa esprimemmo motivate preoccupazioni e dubbi, che oggi sembrano trovare conferma da quel che leggiamo a proposito delle indagini, riteniamo opportuno che la Provincia esca come Socio dalla Fondazione e che l’Assessore Mauro Fattore, se non lo ha già fatto, si dimetta dagli organismi della stessa.

A rischio l’approvazione delle modifiche alle Normative Tecniche Attuative del Nucleo Industriale di Sulmona/Pratola, precedentemente prevista per il Consiglio Provinciale di fine mese.Dopo il battage pubblicitario dei giorni scorsi, la declamazione dei meriti dell’Attuale Amministrazione, gli interventi di plauso delle organizzazioni sociali e datoriali locali, si profila una battuta d’arresto che allunga lteriormente un procedimento avviato da oltre due anni e che si è sbloccato  solo a seguito di un “Atto stragiudiziale di diffida” da parte di un privato.A pagarne le conseguenze, ancora una volta, la Valle Peligna e l’esigenza di dare impulso ad un nuovo sviluppo economico e occupazionale.E’ accaduto, infatti, che nella Commissione Territorio di ieri non è stata portata in esame, per i pareri del caso, la Delibera di Giunta Provinciale di approvazione delle modifiche da apportare alle Normative Tecniche del Nucleo Industriale.Fatto ritenuto inaccettabile e fortemente stigmatizzato dai commissari dei Gruppi di Minoranza.E’ di una gravità inaudita che per problematiche e scontri sotterranei all’interno della Maggioranza si interrompa un iter regolamentare e si impedisca a tutti i Consiglieri di entrare nel merito di quanto deciso dalla Giunta.Per quali ragioni? Per fare cosa? Probabilmente, da quello che è a nostra conoscenza, di superficialità nella gestione dell’intero iter procedimentale e deliberativo seguito a causa di presunti conflitti di interesse denunciati da alcuni nei giorni scorsi. Il Gruppo PD non è disponibile ad assistere passivamente ad uno spettacolo, ad una prassi e comportamenti che ledono ed inficiano la trasparenza, l’imparzialità e la linearità dell’azione amministrativa. Alla Maggioranza e alla Giunta chiediamo di effettuare con la dovuta attenzione gli opportuni approfondimenti, le dovute correzioni del caso anche attraverso una revoca motivata degli atti assunti, affinché non si verifichino ritardi e si salvaguardi l’obiettivo di dotare il Nucleo di Sulmona/Pratola di una normativa aggiornata e moderna.Una modifica che prioritariamente deve essere apportata è la cancellazione dalle nuove norme della previsione di poter realizzare termovalorizzatori all’interno del Nucleo, assolutamente non condivisibile da parte nostra e, riteniamo, dall’intera comunità peligna. GRUPPO CONSILIARE PD - PROVINCIA L’AQUILA

L'inserimento nella prossima legge finanziaria di uno slittamento della restituzione delle tasse congelate per il terremoto del 2009 e' stato l'argomento centrale di un incontro tra gli enti locali, che si e' tenuto oggi al ridotto del teatro comunale dell'Aquila. All'incontro, promosso dall'onorevole Giovanni Lolli, hanno preso parte - tra gli altri - anche il sindaco Massimo Cialente, il Presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, e il Presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo. Oltre che della questione fiscale, si e' parlato anche di attivita' produttive e di rilancio della cultura. Sul fronte della restituzione delle tasse non versate in seguito al sisma, si e' ricordato che per effetto di un recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che prevede la restituzione di una buona parte delle imposte entro il 16 dicembre. "E in ogni caso, restituire le tasse - ha dichiarato Lolli - anche in 120 rate sarebbe un duro colpo per la citta' gia' aspramente messa alla prova dal terremoto del 6 aprile 2009". Secondo i dati emersi, con la rateizzazione delle tasse, un dipendente pubblico con due figli a carico e un reddito annuo lordo di 20 mila euro si vedrebbe detratti dallo stipendio, mensilmente, 255 euro, un dipendente privato 260 euro all'incirca e un pensionato 214 euro. "E' necessario - ha dichiarato Lolli - chiedere una nuova proroga, e se opportuno concentrare la nostra battaglia sulla finanziaria". Per quanto riguarda le attivita' economiche, Lolli ha avanzato l'idea di portare una richiesta in Parlamento affinche' si concedano a tutte le aziende, che operano sul nostro territorio, dei vantaggi economici netti qualora assumessero a tempo indeterminato. I beni e le attivita' culturali, secondo Lolli, potrebbero essere incentivati dai fondi dell'Arcus, la societa' per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo. L'Arcus, societa' interamente dello stato, fino a poco tempo fa prelevava il 5 % dai lavori pubblici, oggi invece, volge solo il 3% a favore dei beni culturali. La proposta di Lolli parte proprio da questo punto, e vuole suggerire al Parlamento di riportare la percentuale al 5% cosi' da avere il 2% di fondi aggiuntivi a favore dell'Aquila. Il sindaco, Massimo Cialente, si e' mostrato del tutto concorde con le idee di Lolli, sottolineando l'importanza del dibattito e l'urgenza con cui ci si deve muovere per rilanciare lo sviluppo di questo territorio. "Sono tutte proposte giustissime quelle di Lolli e del resto la Municipalita' sta avanzando queste richieste da tempo - ha commentato il sindaco - noi non possiamo sostenere il carico della restituzione delle tasse. Il nostro territorio e' ancora devastato sia socialmente, che economicamente. Basti pensare che, in una sorta di citta' cantiere, sono numerosi gli operai in cassa integrazione. Gli interventi di Stato devono riguardare anche le infrastrutture e il turismo, che possono essere il volano del nostro rilancio. Certo, non dobbiamo esimerci dal rimboccarci le maniche e fare, ognuno di noi, piu' di quello che normalmente siamo chiamati a fare".

L’Aquila, 3 agosto 2011 – “Più di 8 milioni di euro di fondi straordinari per il terremoto sono stati stanziati alla Provincia dell’Aquila con l’OPCM n° 3945 del 13.06.2011, ma l’Amministrazione Del Corvo li ha distribuiti in mille rivoli alcuni dei quali poco comprensibili come lo stanziamento di 30.000,00 € a Trasacco per il Premio Pietro Taricone, 20.000,00 per un convegno sul Federalismo, 20.000,00 al Comune di Aielli per intitolare una P.zza al Prefetto Guido Letta , 50.000,00 di spese per comunicazione istituzionale, 70.000,00 per aumento del cartellone Estivo,  milioni di euro a sindaci di comuni amici per la sistemazione di strade  comunali mentre si negano fondi per la viabilità provinciale, 125.000,00 € per il Consorzio di Bonifica di Avezzano,Ente Regionale, e che quindi dovrebbe pensarci la Regione, 50.000,00 per un campionato di Hockey a Roccaraso”.Dichiara Enio Mastrangioli, capogruppo PD alla Provincia, durante la conferenza Stampa  che si è tenuta questa mattina presso la sede del PD dell’Aquila, alla quale hanno partecipato anche il Segretario Provinciale PD Mario Mazzetti ed i consiglieri provinciali Stefania Pezzopane ,Lorenzo Berardinetti, Fabrizio D’Alessandro e Amedeo Fusco. “Senza un regolare processo di confronto in Consiglio” prosegue Mastrangioli “l’Amministrazione Provinciale ha deliberato in sede di Giunta  lo stanziamento dei fondi evitando così un controllo capillare da parte dei consiglieri  e leggendo la delibera si capisce il perché, infatti, non sono state ripartite risorse su nessun intervento straordinario.  Noi consiglieri del PD più volte abbiamo sottolineato l’importanza e l’urgenza  di destinare fondi per la rimozione delle numerose frane che rendono impercorribili  alcune strade del nostro comprensorio e  di erogare un contributo di 1 milione di euro agli Enti d’Abito Sociale per poter riattivare servizi essenziali alle persone disagiate che verranno tagliati a causa della riduzione dei fondi operata dalla Regione Abruzzo. L’amministrazione Del Corvo non ha tenuto conto delle vere esigenze della nostra Provincia ma bensì ha preferito distribuire il contributo principalmente al raggiungimento di obiettivi personalistici e clientelari.” I Gruppi di centrosinistra all’interno del Consiglio Provinciale manderanno alla segreteria Generale dello Stato e al Sottosegretario Gianni Letta questa delibera per informarli di come vengono utilizzati i fondi per il terremoto che, nei tavoli per la ricostruzione, tanto combattiamo per avere. Chiederemo inoltre al Sottosegretario Letta se ritiene opportuno lo stanziamento di 20.000,00 destinati al Comune di Aielli per conferirgli la Cittadinanza onoraria e per l’intitolazione di una P.zza ad un suo parente. Gli Enti preposti al controllo devono conoscere come sono stati sperperati i soldi destinati alla ricostruzione e ad interventi necessari per far ripartire l’intera Provincia.

Avezzano. “La soppressione dell’Arssa è frutto dello svuotamento delle aree interne di cui si sono resi complici anche i consiglieri marsicani di maggioranza”. Questo il bilancio presentato ieri mattina dal vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico, e dal consigliere, Giuseppe Di Pangrazio. Un triste epilogo per quello che era da sempre un punto di riferimento per l’agricoltura marsicana e per l’economia del territorio. ”Si é consumato l’ennesimo massacro al territorio marsicano che ha visto protagonista un ente fondamentale per lo sviluppo del territorio marsicano”, ha spiegato il consigliere regionale del Pd, Di Pangrazio, “è un vero e proprio scippo che viene fatto su un ente che andava protetto. La maggioranza con voto favorevole anche dei consiglieri della Marsica ha cancellato l’Arssa, grazie a una legge di riforma che in realtà è di soppressione. Abbiamo presentato degli emendamenti all’articolo 3 con il quale avevamo previsto una struttura speciale di supporto ma non é stata possibile realizzarla. Abbiamo dovuto ripiegare chiedendo di lasciare all’Arssa due o più servizi, con l’aggiunta della ricerca e dello sviluppo e della green economy. Queste proposte sono passate ma ora la maggioranza deve metterle in pratica. Abbiamo puntato i piedi anche sui beni che devono restare inalienabili perché rappresentano la storia di questo territorio. Vogliamo puntualizzare che questo territorio é ricco di consiglieri regionali che si dovrebbero occupare di salvaguardare quello che c’é e non favorire la spoliazione della Marsica”. L’incertezza del futuro lavorativo dei 100 dipendenti preoccupa i rappresentanti istituzionali che più volte hanno tentato di proporre nuove riorganizzazioni che potessero rilanciare l’Arssa e scongiurare la soppressione. “Avevamo chiesto un rinvio della votazione per trovare altre soluzioni ed evitare la cancellazione dell’Azienda regionale per i servizi di sviluppo agricolo”, ha precisato D’Amico, “ma la maggioranza doveva chiudere e votare per non rinominare un commissario. L’area interna sta rimanendo vuota a vantaggio dello scivolo dell’asse verso la costa. La riorganizzazione dell’Arssa a nostro avviso doveva essere vincolata da regole precise. L’emendamento da noi proposto, poi firmato dalla maggioranza, deve essere preso in esame quando si andrà a discutere in sede sindacale il sistema di riorganizzazione. All’Arssa resteranno due o più servizi che potrebbero anche portare a un potenziamento dell’Azienda. Le nostre proposte di accorpare l’Arssa e il Crab e trasferire alcuni poteri al Consorzio di Bonifica, sono state del tutto trascurate”, ha continuato D’Amico, “per questo abbiamo votato contro la legge di soppressione dell’Arssa. Stiamo diventando la periferia di questo nuovo sistema che sta svuotando le aree interne. Il territorio prima o poi chiederà spiegazioni ai rappresentanti istituzionali marsicani. Noi consiglieri del Pd abbiamo ottenuto che venisse scritto ciò che la legge non prevedeva e siamo pronti a lavorare per la riorganizzazione dell’assessorato che riguarderà da vicino tutti i dipendenti”.

“Le prossime ore saranno decisive per il CRAB, che avrà l’ ultima chance per essere salvato dalla Regione” Così interviene Andrea Fidanza della Direzione Regionale del Partito Democratico riguardo il rischio liquidazione da Gennaio 2012 del Consorzio di Ricerche Applicate alla Biotecnologia di Avezzano. “Domani, infatti – continua l’ esponente del PD- in Consiglio Regionale verranno discussi gli emendamenti al progetto di legge sulla “Razionalizzazione e rideterminazione dei servizi di sviluppo agricolo”(n. 286/11) che prevede, tra l’ altro, la soppressione dell’ Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo (ARSSA) di Avezzano: scelta assurda che cancellerebbe 200 anni di storia e lascerebbe senza ricollocazione 239 dipendenti.La proposta del Partito Democratico è quella di trasformare l’ ARSSA da Ente a Dipartimento, cioè una struttura sul posto dedicata alla ricerca, innovazione, competizione e sviluppo rurale, alla quale collegare anche il CRAB che diversamente verrebbe lasciato alla deriva.Il provvedimento della Regione con cui vengono stanziati circa 2.500.000 euro per tutti i centri di ricerca abruzzesi è, infatti, di facciata, essendo le somme destinate espressamente ad attività di ricerca rendicontata e quindi non utilizzabili dal consorzio marsicano. Dopo l’ addio dell’ Ateneo aquilano che, preso atto della persistente difficoltà finanziaria, ha dovuto recedere dal consorzio, ora l’ ultimo atto utile per salvare il centro di ricerca marsicano e i 26 dipendenti, ricercatori altamente qualificati, che da sette mesi non ricevono lo stipendio, è approvare questo emendamento.Invito tutti i consiglieri marsicani della destra – conclude Fidanza- a far ragionare l’ assessore competente, Mauro Febbo, e il Presidente Chiodi che evidentemente, distratti e presi dallo spoliare in continuazione le zone interne dell’ Abruzzo, magari trasferendo altrove gli stessi servizi e con costi maggiori, non si rendono conto di quanto la nostra zona perderebbe se di colpo sparissero ARSSA e CRAB”.