Il Consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio (Pd) ha incontrato oggi una delegazione di rappresentanti sindacali della scuola per un esame della situazione che potrebbe determinarsi in Abruzzo a seguito del piano di riorganizzazione della struttura scolastica. Presenti all’incontro Pino Belmonte e Sandro Giovanruscio (CGIL), Ennio Taglieri (Uil). Maria Rosaria Lupi (Snals) e consiglieri regionali del PD. Nel corso della riunione sono stati analizzati i tagli che il piano produrrebbe di regione in regione. In particolare in Abruzzo è prevista una perdita di circa 1400 posti di lavoro a partire dal 1° settembre. Tra questi vi sono mille insegnanti circa precari, di ruolo e personale Ata per il quale è previsto un taglio del 17% per il prossimo triennio. Ai rappresentanti del PD è stata richiesta una forte spinta da parte del Consiglio regionale a sostegno di questa vertenza.
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I più importanti paesi europei, come la Francia, la Germania e la Spagna, combattono la crisi economica sostenendo i settori strategici della vita economica nazionale. Altri hanno incentivato per lo più i fattori che alimentano la crescita e lo sviluppo. Ovunque il dibattito politico si concentra su come rilanciare consumi, industria e attività produttive, a partire dalle specificità proprie di ciascun Paese.
Sul destino dell’Università di Sulmona, negli ultimi giorni, abbiamo assistito a prese di posizioni che dimostrano un interesse di molti a evitarne la chiusura. E’ un fatto significativo sul quale vale la pena riflettere.
Mi verrebbe da dire che sull’Università di Sulmona ormai tutto è stato pensato, detto e proposto ma ben poco è stato fatto quando doveva essere fatto. Di idee fantasiose è pieno il mondo e di pensosi giudizi di chi è convinto di saperla sempre più lunga degli altri, anche sui destini dell’Università, è piena Sulmona.
La chiusura dei primi anni dei Corsi di Laurea di Economia al Polo Universitario di Sulmona, decisa dal Consiglio di Facoltà dell' Università di L'Aquila, per mancanza di una sede idonea e di adeguati finanziamenti è l' ennesima goccia su un vaso che già trabocca da troppo tempo; essa non può più essere considerata come un problema della sola città di Sulmona.
La notizia della chiusura del Corso di Laurea in Ingegneria Agro-industriale a Celano non ci coglie di sorpresa, visto che già il 18 dicembre scorso il Consiglio di Facoltà aveva già preso la decisione, che ieri è stata semplicemente ratificata dal Senato Accademico. Del resto, a chi come me ha da sempre sostenuto una precisa posizione in merito, tale decisione suona assai prevedibile, se non inevitabile.
La legge Gelmini votata dalla Camera davvero non può definirsi una riforma dell’Università. È un provvedimento un po’ migliorato dal Senato ed occorre riconoscere una qualche disponibilità in quella sede all’ascolto dell’opposizione....
Sabato 15 Novembre 2008 ore 11,00 a L’Aquila presso la Sede del PD in via Paganica, 3 è indetta una conferenza stampa sui tagli del governo alla scuola e sulle iniziative del PD della Provincia dell’Aquila. Interverranno Giovanni Lolli, Stefania Pezzopane, Michele Fina e Roberto Riga.
"Siamo curiosi di sapere che cosa dovesse dire in gran segreto il ministro Gelmini agli industriali. Perchè il ministro dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?". Se lo chiede il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei di Palazzo Madama, che prosegue: "Pensa davvero che i danni alla politica del governo in materia di scuola vengano dal fatto che i giornali raccontano agli italiani come sono andate le cose?".
Premessa
La situazione universitaria italiana si è fatta incandescente. I pesantissimi tagli finanziari, il blocco quasi totale del turn over, la spinta verso la trasformazione delle università pubbliche in fondazioni di diritto privato alimentano forti proteste. In effetti questi primi provvedimenti governativi sono profondamente deleteri.
Cosa è successo veramente a Piazza Navona? Come mai un camioncino pieno di spranghe è riuscito a superare l’attenzione della polizia e avvicinarsi indisturbato ai manifestanti? Come è possibile che le imponenti misure di sicurezza non siano riuscite a impedire quella degenerazione violenta di pochi e a salvaguardare la manifestazione pacifica di tanti?
Il Partito Democratico della Provincia dell' Aquila è dalla parte degli studenti che hanno manifestato il 30 ottobre contro la riforma scolastica del Ministro Gelmini, approvata in Senato lo scorso mercoledì.
Promuoveremo un referendum per abrogare il decreto Gelmini sulla scuola. Questo l’annuncio fatto da Walter Veltroni a nome del PD ai giornalisti a poche ore dall’approvazione della legge al Senato.
Una risposta all’intransigente arroganza del governo.
"Il Governo aveva assicurato al Paese che non avrebbe toccato i piccoli Comuni e le scuole dei piccoli Comuni, che non avrebbe tolto il tempo pieno, che non avrebbe mandato a casa nessun insegnante, che avrebbe investito sulla sicurezza degli edifici scolastici e che avrebbe reso detraibili i libri di testo. Nulla di tutto questo è vero".
Le giravolte del premier, che invita la polizia ad intervenire nelle scuole e convoca il ministro dell’interno Maroni per impartire direttive e poi, sconfessato anche dagli alleati di governo, prova a smentire se stesso, sono un esempio di carenza di leadership dinanzi alla prima vera prova di opposizione sociale dall’inizio della legislatura....
Gli studenti di scuola e università protestano democraticamente contro la riforma della Gelmini. E Berlusconi minaccia rappresaglie fisiche: «Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine». È questa la politica preferita del governo di destra, come del resto fa già con l’opposizione, che come detto da Berlusconi o dice come vuole lui o non ci deve essere.


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