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03-02-2009
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Pezzopane su Sanità aquilana

Quello che si sta delineando per l’ospedale aquilano è un piano perverso, che se applicato aggraverà ancora di più una situazione pesante, che tormenta l’intero territorio provinciale.
L’accorpamento dei reparti e delle unità operative, previsti nel piano del manager aquilano Marzetti, i numerosi disservizi e le carenze riscontrate in questo e in altri ospedali del territorio provinciale, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, ci impongono un’azione energica nei confronti del Governo e della Regione.

L’assessore Venturoni venga a L’Aquila, incontri le istituzioni locali e dica con chiarezza quale linea intende adottare.
La Regione Abruzzo ha intenzione di ridurre l’impatto del piano di rientro sanitario, che lo stesso presidente Chiodi ha ritenuto troppo duro, o i manager della ASL hanno libero mandato di uccidere?
Quante delle decisioni adottate dei manager sono conseguenza della rigidità del piano e quante invece sono frutto di decisioni unilaterali, non concordate?
Non c’è dubbio che il piano di rientro dovrà comportare una razionalizzazione delle spese per l’intera sanità abruzzese. Ma è altrettanto vero che le scelte non possono essere subordinate solo a logiche economiche, bypassando le reali esigenze.
A farne le spese come al solito saranno i  cittadini, che già pagano lo scotto di servizi carenti e personale insufficiente. Senza contare i riflessi sui livelli occupazionali.
In attesa che l’assessore Venturoni ci dia ascolto, non resteremo immobili. Entro la prossima settimana convocherò un incontro con i sindacati. Subito dopo riunirò la Consulta provinciale della sanità, per discutere a 360 gradi della situazione sanitaria su tutto il territorio provinciale. Un incontro a cui invito a partecipare sin d’ora l’assessore regionale alla Sanità e tutti i consiglieri regionali eletti nel territorio.



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