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i temi - Salute
Quello che si sta delineando per l’ospedale aquilano è un piano perverso, che se applicato aggraverà ancora di più una situazione pesante, che tormenta l’intero territorio provinciale.
L’accorpamento dei reparti e delle unità operative, previsti nel piano del manager aquilano Marzetti, i numerosi disservizi e le carenze riscontrate in questo e in altri ospedali del territorio provinciale, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, ci impongono un’azione energica nei confronti del Governo e della Regione.
L’assessore Venturoni venga a L’Aquila, incontri le istituzioni locali e dica con chiarezza quale linea intende adottare.
La Regione Abruzzo ha intenzione di ridurre l’impatto del piano di
rientro sanitario, che lo stesso presidente Chiodi ha ritenuto troppo
duro, o i manager della ASL hanno libero mandato di uccidere?
Quante delle decisioni adottate dei manager sono conseguenza della
rigidità del piano e quante invece sono frutto di decisioni
unilaterali, non concordate?
Non c’è dubbio che il piano di rientro dovrà comportare una
razionalizzazione delle spese per l’intera sanità abruzzese. Ma è
altrettanto vero che le scelte non possono essere subordinate solo a
logiche economiche, bypassando le reali esigenze.
A farne le spese come al solito saranno i cittadini, che già pagano lo
scotto di servizi carenti e personale insufficiente. Senza contare i
riflessi sui livelli occupazionali.
In attesa che l’assessore Venturoni ci dia ascolto, non resteremo
immobili. Entro la prossima settimana convocherò un incontro con i
sindacati. Subito dopo riunirò la Consulta provinciale della sanità,
per discutere a 360 gradi della situazione sanitaria su tutto il
territorio provinciale. Un incontro a cui invito a partecipare sin
d’ora l’assessore regionale alla Sanità e tutti i consiglieri regionali
eletti nel territorio.


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