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"Quello che sta accadendo in questi giorni al partito democratico abruzzese ha del grottesco. Con la nostra regione che è tra quelle che ha subito il maggiore incremento di richieste di cassa integrazione, quella che rischia di subire un esproprio del proprio territorio e trasformarsi in distretto minerario petrolifero con buona pace del turismo e della vitivinicoltura, quella che dopo aver subito una gravissima crisi istituzionale si è recata alle urne dove si è registrata una bassa affluenza allarmante, quella infine dove si susseguono da anni crisi e scandali legati alla politica, con tutto questo il maggior partito di opposizione dovrebbe avere senso di responsabilità, capire i propri errori e voltare pagina. Ed invece in Abruzzo il Pd subisce un continuo svuotamento degli organismi di partito, senza il rispetto delle regole e con le sempre immancabili logiche correntizie a farla da padrone". Queste le prima righe della dichiarazione congiunta che Marco De Amicis, 35 anni di Avezzano e Luigi Beccia, 24 anni di Montesilvano, rispettivamente fondatore e coordinatore per l'Abruzzo di Generazione U (la lista di giovani blogger che ha portato Mario Adinolfi alla direzione del Pd con le primarie del 2007).
De Amicis e Baccia hanno rilasciato all'indomani di un articolo uscito sul Messaggero che fa riferimento a tentativi di ricatto nei confronti del possibile nuovo segretario da parte della nomenclatura degli ex Ds e Margherita. "Proprio ora - continua De Amicis - che nel paese il partito democratico sembra dopo tanto intravedere un po’ di luce, nella nostra regione è ancora buio pesto. Chi si è già distinto come principale artefice dei disastri elettorali non sembra ancora rendersi conto che i cittadini, ormai, ci hanno voltato le spalle e ci chiedono di cambiare registro. La base non vuole una reazione, vuole una rivoluzione, e ad avere a cuore oggi il Pd in Abruzzo è più la base che la dirigenza. Ed allora Michele Fina può essere un segnale in questa direzione. Fina è giovane, è a contatto con la base più di quanto non lo sia la vecchia nomenclatura e soprattutto è in linea con il vento di cambiamento che sembra finalmente soffiare all'interno del Pd. Emblematico il successo mediatico riscontrato dalla giovane Debora Serracchiani da Udine alla scorsa assemblea dei circoli, ha detto le cose in faccia al segretario senza lasciarsi andare al disfattismo e mantenendo sempre un tono propositivo. Per non parlare del fenomeno Renzi in Toscana, dove un giovane organico al partito (come lo è Fina) ha deciso di sfidare il partito stesso in un'avventura come quella delle primarie che lo ha visto assoluto protagonista, incontrando il consenso del popolo democratico. Oggi c'è un trentaquattrenne che rischia di fare il sindaco di Firenze e noi non possiamo avere un trentenne alla guida del partito nella nostra regione? Avere un segretario giovane, ma non alle prime armi, deve essere però solo il primo di una serie di segnali che necessariamente dovranno susseguirsi subito dopo la nomina. Ma se chi ha un talento in mano ha il dovere morale di sfruttarlo, soprattutto in politica, va detto a tutti i responsabili della recente storia politica della nostra regione, che il nuovo segretario, chiunque esso sarà, andrà lasciato libero di operare senza i soliti accordi preventivi, triste fiore all'occhiello della politica abruzzese. L'esempio di Franceschini ci aiuti a riflettere, un vicesegretario nazionale eletto segretario in un momento di difficoltà che oggi incontra il consenso anche di quelli che alla fiera di Roma, e non erano pochi, lo hanno criticato. Sia il futuro segretario a scegliere il proprio vice. Veramente e senza accordi. Ed in questo senso ci auguriamo che la girandola dei soliti vecchi nomi finisca presto. Vogliamo rinnovare? e come pensiamo di farlo con i soliti Marini, Fioroni, Ginoble, Lolli o D'ambrosio? Chi può ancora credere che sarebbero in grado di fare bene? In questi giorni gli organi del partito sono esautorati dai telefoni "bollenti" dei capi-bastone locali che non si curano di quelle centinaia di militanti che si impegnano per il Pd abruzzese in prima persona perché hanno sposato un progetto e non una leadership. Un impegno che ci sentiamo di chiedere a Fina se sarà segretario - conclude Beccia - è che sia il segretario dei giovani, del Nuovo: che convochi immediatamente un'assemblea partecipata ed ascolti quei democratici nati con le primarie del 14 ottobre. Sia soprattutto il loro segretario, perché questo partito ha un disperato bisogno di guardare al futuro. E perché questa regione ha un disperato bisogno di un partito finalmente democratico".
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