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26-03-2009
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PD Abruzzo: Generazione U interviene sulla scelta del nuovo segretario.

"Quello che sta accadendo in questi giorni al partito democratico abruzzese ha del grottesco. Con la nostra regione che è tra quelle che ha subito il maggiore incremento di richieste di cassa integrazione, quella che rischia di subire un esproprio del proprio territorio e trasformarsi in distretto minerario petrolifero con buona pace del turismo e della vitivinicoltura, quella che dopo aver subito una gravissima crisi istituzionale si è recata alle urne dove si è registrata una bassa affluenza allarmante, quella infine dove si susseguono da anni crisi e scandali legati alla politica, con tutto questo il maggior partito di opposizione dovrebbe avere senso di responsabilità, capire i propri errori e voltare pagina. Ed invece in Abruzzo il Pd subisce un continuo svuotamento degli organismi di partito, senza il rispetto delle regole e con le sempre immancabili logiche correntizie a farla da padrone". Queste le prima righe della dichiarazione congiunta che Marco De Amicis, 35 anni di Avezzano e Luigi Beccia, 24 anni di Montesilvano, rispettivamente fondatore e coordinatore per l'Abruzzo di Generazione U (la lista di giovani blogger che ha portato Mario Adinolfi alla direzione del Pd con le primarie del 2007).

De Amicis e Baccia hanno rilasciato all'indomani di un articolo uscito sul Messaggero che fa riferimento a tentativi di ricatto nei confronti del possibile nuovo segretario da parte della nomenclatura degli ex Ds e Margherita. "Proprio ora - continua De Amicis - che nel paese il partito democratico sembra dopo tanto intravedere un po’ di luce, nella nostra regione è ancora buio pesto. Chi si è già distinto come principale artefice dei disastri elettorali non sembra ancora rendersi conto che i cittadini, ormai, ci hanno voltato le spalle e ci chiedono di cambiare registro. La base non vuole una reazione, vuole una rivoluzione, e ad avere a cuore oggi il Pd in Abruzzo è più la base che la dirigenza. Ed allora Michele Fina può essere un segnale in questa direzione. Fina è giovane, è a contatto con la base più di quanto non lo sia la vecchia nomenclatura e soprattutto è in linea con il vento di cambiamento che sembra finalmente soffiare all'interno del Pd. Emblematico il successo mediatico riscontrato dalla giovane Debora Serracchiani da Udine alla scorsa assemblea dei circoli, ha detto le cose in faccia al segretario senza lasciarsi andare al disfattismo e mantenendo sempre un tono propositivo. Per non parlare del fenomeno Renzi in Toscana, dove un giovane organico al partito (come lo è Fina) ha deciso di sfidare il partito stesso in un'avventura come quella delle primarie che lo ha visto assoluto protagonista, incontrando il consenso del popolo democratico. Oggi c'è un trentaquattrenne che rischia di fare il sindaco di Firenze e noi non possiamo avere un trentenne alla guida del partito nella nostra regione? Avere un segretario giovane, ma non alle prime armi, deve essere però solo il primo di una serie di segnali che necessariamente dovranno susseguirsi subito dopo la nomina. Ma se chi ha un talento in mano ha il dovere morale di sfruttarlo, soprattutto in politica, va detto a tutti i responsabili della recente storia politica della nostra regione, che il nuovo segretario, chiunque esso sarà, andrà lasciato libero di operare senza i soliti accordi preventivi, triste fiore all'occhiello della politica abruzzese. L'esempio di Franceschini ci aiuti a riflettere, un vicesegretario nazionale eletto segretario in un momento di difficoltà che oggi incontra il consenso anche di quelli che alla fiera di Roma, e non erano pochi, lo hanno criticato. Sia il futuro segretario a scegliere il proprio vice. Veramente e senza accordi. Ed in questo senso ci auguriamo che la girandola dei soliti vecchi nomi finisca presto. Vogliamo rinnovare? e come pensiamo di farlo con i soliti Marini, Fioroni, Ginoble, Lolli o D'ambrosio? Chi può ancora credere che sarebbero in grado di fare bene? In questi giorni gli organi del partito sono esautorati dai telefoni "bollenti" dei capi-bastone locali che non si curano di quelle centinaia di militanti che si impegnano per il Pd abruzzese in prima persona perché hanno sposato un progetto e non una leadership. Un impegno che ci sentiamo di chiedere a Fina se sarà segretario - conclude Beccia - è che sia il segretario dei giovani, del Nuovo: che convochi immediatamente un'assemblea partecipata ed ascolti quei democratici nati con le primarie del 14 ottobre. Sia soprattutto il loro segretario, perché questo partito ha un disperato bisogno di guardare al futuro. E perché questa regione ha un disperato bisogno di un partito finalmente democratico".



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adalgiso, 01-04-2009, 11:04
Dopo aver letto su Il Messaggero di oggi l'intervista all'ex assessore regionale Mimmo Srour ( oltre 4000 preferenze alle ultime regionali) e della sua uscita dal PD entro nel web e trovo l'annuncio dei compagni della Basilicata: PD 1500 dimissioni dal partito mercoledì 01 aprile 2009 da Administrator in NAZIONALE Commenti: 0 non valutato - 31 mar- Il "senso di disagio e di incomprensione con l’attuale dirigenza del Partito" e la volonta' di "riprendersi la propria libertà d’azione, avviando un autonomo percorso". Percio' oltre 1500 iscritti, dirigenti nazionali, regionali, provinciali e comunali lucani abbandonano il partito. La comunicazione e' stata formalizzata con una lettera al segretario nazionale, Enrico Franceschini. Domanda:DOVE SI STA PORTANDO LA BRILLANTE IDEA ALLA BASE DEL PD ?
 
antonello, 28-03-2009, 13:03
Altro spessore morale e politico che gli fanno dire: "comincio da militante, non sono interessato a candidarmi ad alcunche'. La mia e' una scelta dettata da motivazioni politiche e personali. Mi metto a disposizione di un progetto che va rafforzato, ovvero quello di riunire la sinistra alternativa al Pd. Non e' certamente una scelta facile ma ho purtroppo dovuto constatare che nel Pd sono venuti meno il rispetto e la solidarieta' umana." Prendete esempio tecnici aquilani delle cooptazioni a gettone.
 
antonello, 26-03-2009, 23:03
Dal sito de Il Capoluogo vi passo quello che di noi sidice e su cui non sarebbe sbagliato fare un ragionamento, altrimenti vi saranno altri Mantini. PD Abruzzo: Generazione U, sia nuovo segretario a scegliere suo vice silvio_3062 | 25 mar : 20:06 Commenti: 67 Replica a questo Carissimi Marco e Luigi, al vostro validissimo discorso manca una riflessione approfondita delle ultime vicende interne al PD abruzzese e aquilano in particolare. Manca un'analisi sul perché Michele si sia prestato ad appoggiare la ricandidatura della signora Pezzopane alla carica di presidente della provincia aquilana. Come può essere possibile, dopo lo sfascio morale ed elettorale che la dirigenza regionale del PD, guidato dalla signora Pezzopane, ha prodotto riaffidare la nostra rinascita a tale personaggio? Solo per le clientele? Carissimi non si è vecchi solo per l'età ma anche, ed io direi soprattutto, per i metodi da prima repubblica usati nel gestire il partito. Vedete, carissimi, se Michele non avesse permesso o, comunque si fosse opposto, alla ricandidatura della signora, ( la quale non poteva non sapere cosa stessero combinando i suoi compagni di banco ) , poteva essere un segretario regionale valido e credibile, oggi non lo è più. E', appare troppo legato alle vecchie logiche che ci hanno devastato l'immagine e non solo quella. Re: PD Abruzzo: Generazione U, sia nuovo segretario a scegliere suo vice Marco De Amicis | 26 mar : 21:06 Commenti: 1 Replica a questo Caro Silvio, dici cose comprensibili, ma non condivisibili. Il paragone torna alla Toscana, Michele come Matteo, la Pezzopane come Lapo Pistelli. Oggi ancora non è possibile che un giovane sbucato dal nulla possa correre per cariche importanti, ma reputo già molto che un giovane cooptato e cresciuto in casa possa, ad un certo punto, giocarsi la partita da solo. Michele è un buon inizio per un nuovo modo di far politica nella nostra regione, proprio perchè lui nuovo del tutto non è. Del resto chi ti scrive ha coordinato la campagna alle primarie per Mario Adinolfi e si è accorto molto presto che nel nostro paese è ancora presto per pensare che dal nulla nel giro di due anni un Obama sconosciuto venga a guidare le folle. Per me è già tanto che a giocarsi la guida della piccola folla abruzzese sia uno al primo tentativo. Un suo giudizio sull'operato della Pezzopane, peraltro, non aggiungerebbe o leverebbe niente alla sua idea di Pd, immagino. Un saluto
 

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