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La comunita' montana Valle Peligna ricorrera' al Tar Abruzzo contro il decreto Bertolaso con il quale e' stata individuata la zona 'cratere' del terremoto d'Abruzzo.
Lo annuncia Antonio Carrara, presidente della stessa Comunita' montana, territorio in cui ricadono 16 comuni, oltre quello di Sulmona, esclusi dalla perimetrazione della zona terremotata.
"I danni registrati nei comuni - dice il presidente -, quantificabili e certificabili sia dopo il sisma del 6 aprile scorso che con le successive scosse, non possono portare all'estromissione del territorio dalla lista 'cratere' di cui al decreto Bertolaso. Il terremoto non fa distinzioni e questo vorremmo accadesse in positivo nelle valutazioni in corso".
Ad allarmare il presidente Carrara e' stata l'adozione della percentuale sulle rilevazioni: "Se in un paese con 50 case 10 risultano lesionate in maniera grave, siamo a un 20 per cento, ma basteranno poche centinia di migliaia di euro per renderle nuovamente agibili.
Mentre in un grande comune della Valle Peligna la stessa percentuale vorrebbe dire centinaia di edifici lesionati, in maniera piu' o meno grave, con necessita' di diversi milioni di euro per il ristoro dei danni subiti".
La scelta del consiglio della Comunita' montana nel promuovere causa al Tar, e' stata adottata dopo l'intuizione del centro studi "B. Andreatta" di Sulmona che, tramite il consigliere comunale di Sulmona Antonio Iannamorelli, si era messo a disposizione dei comuni della zona colpita dal terremoto ma esclusi dal decreto n.3 del Commissario delegato per l'emergenza in Abruzzo, Guido Bertolaso.


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