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i temi - Enti Locali
Antonio Carrara. Il Presidente della Comunità Montana Peligna contrario all’abolizione degli enti, ma favorevole a una radicale riforma
Il dibattito sulle province rischia di essere viziato da una forte
componente demagogica che tende a semplificare e, di fronte alla
difficoltà di realizzare un serio disegno riformatore, trova la
scorciatoia dell’abolizione delle stesse. E’ facile far balenare ai
cittadini che si potrebbero risparmiare alcuni miliardi di euro (
3-4-5-14) senza dire quali sarebbero i risparmi effettivi, considerato
che le funzioni dovrebbero essere comunque garantite. E’ altrettanto
semplicistico dire che le funzioni possono essere attribuite ai comuni
che le dovrebbero esercitare associandosi. Ci sono funzioni di
carattere sovra-comunale che sono state giustamente attribuite alle
province perché riguardano servizi (vedi le scuole o le strade) che
sono rivolte ai cittadini di un ambito territoriale più vasto del
singolo comune e che quindi non sarebbe né efficace né giusto far
gestire al comune stesso. La semplificazione, che capisco e che ha
origine, oltre che dalla demagogia strumentale, anche da una legittima
esigenza di dare mano a qualche cambiamento necessario, non porta da
nessuna parte e può fare alla lunga più danni di quelli che vorrebbe
risolvere, basti pensare alla confusione nella quale sono state
trascinate le Comunità Montane nell’ultimo anno, affrontando il tema a
colpi di tagli e di riforme rabberciate. Considero più che stucchevole
la posizioni di molti amministratori che pensano di risolvere il
problema ribaltando su altri enti la necessità di razionalizzare: Le
province sulle Comunità Montane e viceversa, le province nei confronti
della Regione e dei tanti enti strumentali.
Abolire le province produrrebbe la nascita di una pluralità di enti e
organismi vari a cui affidare le diverse funzioni ottenendo un rimedio
peggiore del male. Non ci lamentiamo tutti della miriadi di enti
presenti sul territorio? E allora perché non affidare alle province
molte di queste funzioni, semplificando, razionalizzando e garantendo
al contempo una gestione democratica delle stesse? Segnalo che in
Abruzzo mentre ci lamentiamo dei troppi enti e organismi presenti sul
territorio ci apprestiamo a costituire 8 consorzi obbligatori che
svolgeranno la funzione di autorità d’ambito per la gestione dell’acqua
e dei rifiuti. Non sarebbe stato più serio, efficace ed economico
individuare nelle 4 province l’autorità d’ambito sia per l’acqua che
per i rifiuti, liberando i comuni, soprattutto i più piccoli, da due
incombenze notevoli?
Per fortuna le province sono previste in Costituzione e quindi la
discussione sulla loro eventuale abolizione dovrà essere
necessariamente più seria di quella affrontata per le Comunità
Montane. Il senatore Pastore è convinto che dobbiamo abolire le
province così non eleggiamo più presidenti e consigli. Io penso
esattamente l’opposto: proprio perché le province hanno organismi
eletti democraticamente e direttamente dal popolo, dobbiamo fare in
modo che il grande ruolo che hanno assunto sul piano politico lo
abbiano anche sul piano amministrativo avendo funzioni vere e più
importanti di quelle che attualmente gestiscono (l’acqua e i rifiuti
sono tra queste). Ma soprattutto, e questo vale per le province ma
anche per gli altri enti, devono essere definite le funzioni esclusive
per evitare duplicazioni o funzioni puramente ornamentali. Sono queste
ultime che fanno dire a molti cittadini aboliamo le province. Le
materie sulle quali non hanno un potere effettivo di incidere vanno
eliminate dalla competenza delle Province: trovo del tutto inutili le
funzioni di coordinamento, osservatorio, promozione su materie che
gestiscono efficacemente i comuni. Purtroppo, inseguendo un po’ troppo
acriticamente le posizioni della Lega, stiamo ridisegnando
un’organizzazione della Repubblica nella quale tutti gli enti sono
autonomi (comuni, Province, Regioni, città Metropolitane, Comunità
Montane), tutti fanno tutto e ognuno si sceglie di fare le cose che
giudica più convenienti – per esempio sul piano del consenso -, con il
risultato che il più delle volte sulle questioni veramente importanti
nessuno fa niente.
Condivido molte delle cose che ha scritto il presidente dei giovani
industriali d’Abruzzo, credo che si debba andare nella direzione da Lui
auspicata, ma la soluzione non è l’abolizione delle Province, piuttosto
un ruolo sul piano amministrativo più forte ed incisivo delle stesse
con competenze vere sulle questioni che stanno a cuore ai cittadini e
alle imprese. Solo così sarà possibile eliminare una serie di enti
intermedi evitando una deriva tecnicistica e consentendo ai comuni la
possibilità di unirsi per la gestione di quei servizi che per loro
natura devono stare ad un livello più vicino ai cittadini. In questo
quadro, in una Regione prevalentemente montana e dove nei 103 comuni
più piccoli risiedono solo il 4% dei cittadini, le Comunità Montane
potranno essere una risorsa e non un peso di cui liberarsi.
Antonio Carrara
Presidente Comunità Montana Peligna
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