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La recente riforma introdotta dall’art. 16 della legge 14 settembre 2011 n. 148, pone questioni di riorganizzazione urgente dei comuni sotto i 1.000 abitanti e vincola alla formazione di unioni comunali, o alla stipula di convenzioni per la gestione associata dei servizi, con una base dimensionale superiore ai 5.000 abitanti , ridotta a 3.000 per i comuni che” appartengano o siano appartenuti a Comunità Montane”. Tale norma incide fortemente sull’assetto strutturale ed organizzativo dei comuni, con particolare riflesso per le aree montane della Regione Abruzzo. I Sindaci del Partito Democratico della provincia dell’Aquila hanno pertanto elaborato la seguente base di proposta per il confronto con la Giunta regionale e l’assessore delegato ,e con tutti i sindaci delle aree montane della regione Abruzzo, al fine di individuare percorsi istituzionali attuabili ed orientati ad una politica di coesione e di crescita e di sostenibilità. Queste le proposte:
1. La Regione deve esercitare la “facoltà“ di individuare limiti demografici al meglio corrispondenti con le esigenze di organizzazione dei comuni nei territori e nel quadro di un disegno coerente di riorganizzazione di tutti i servizi locali;
2. la Regione deve definire con i Comuni, per lo svolgimento delle funzioni associate, ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene”, con criteri funzionali adeguati e condivisi con le amministrazioni locali;
3. nelle ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene” deve essere esercitata da parte dei Comuni la facoltà di procedere con convenzioni di servizio piuttosto che con Unione di comuni;
4. è necessario definire dimensioni ottimali, anche al di sotto dei 3000 abitanti, soprattutto per le aree montane caratterizzate da piccolissimi comuni (es. nei comprensori del Gran Sasso e della Majella).
5. ”dimensioni territoriali ottimali ed omogene” definite per la gestione associata dei servizi comunali, devono essere integrate in maniera funzionale e condivisa con gli ambiti sociali e sanitari;
6. il Partito Democratico ribadisce l’importanza delle Unioni dei comuni montani, costituite ai sensi della legge regionale n. 10/2008. Esse possono costituire aggregazioni comunali di area più vasta solo se, attraverso gli organi costituiti dall’Assemblea dei Sindaci, corrispondono ad una dimensione ottimale condivisa per la gestione associata dei servizi e, contemporaneamente, vengono individuate dalla Regione Abruzzo quali soggetti istituzionali di riferimento per la delega di significative competenze con le relative risorse, per il sostegno della montagna abruzzese. Ciò anche e soprattutto nella prospettiva della definizione di aree vaste strutturate per Unioni di comuni allorché si definisse il processo di abolizione delle province, attivato dalla stessa legge 148/2011.
7. i sindaci del Partito Democratico infine, chiedono che in ogni caso la Regione Abruzzo si associ con le altre Regioni italiane per il ricorso presso la Corte Costituzionale avverso l’art.16 della legge 148/2011, in ragione dei numerosi e palesi elementi di incostituzionalità in esso contenuti.


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