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“La conferenza Stato-Regioni sugli ammortizzatori sociali è stata nuovamente rinviata di una settimana a testimonianza della confusione del governo su come mantenere l’impegno assunto con l’annuncio degli 8 miliardi destinati a questo scopo. La verità è che non c’è alcuna nuova risorsa, ma si tratta soltanto di un prelievo secco dal Fondo Fas e dal Fondo sociale europeo”.
“La Quinta Commissione consiliare - rileva il Consigliere regionale del PD, Giovanni D’Amico - ha ascoltato questa mattina il dr. Redigolo, Commissario per l’attuazione dell’accordo tra la Regione Abruzzo ed il Governo per il sistema sanitario regionale. Ho avuto così modo di esprimere al dr. Redigolo l’apprezzamento per la sua relazione, la quale conferma che l’esperienza del centro sinistra, di cui ho fatto parte, ha definito un sistema di gestione del bilancio regionale nel quale tutti i fattori critici sono stati riportati sotto controllo, in linea con il Piano di risanamento. Questo risultato consente oggi al nuovo Governo regionale di bloccare la crescita del prelievo fiscale con una prospettiva di riduzione ed annullamento delle aliquote aggiuntive. Il Commissario ha, infatti, confermato – ha sottolineato D’Amico - che il disavanzo del Servizio Sanitario dell’Abruzzo, rilevato al 31.12.2006 per un ammontare di 294 milioni di euro, è sceso al 31.12.2008 a 165 milioni di euro.
I Consiglieri regionali del PD Ruffini e Sclocco hanno presentato un’interpellanza, indirizzata all'Assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, sulla sospensione delle procedure di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private. I due consiglieri hanno ricordato che la L.R. n. 32/2007 rientrava fra gli impegni assunti dalla Regione Abruzzo nel vigente Piano di risanamento del Sistema Sanitario Regionale 2007-2009. L’ attuazione della legge è stata resa possibile dall’approvazione dei Manuali di autorizzazione ed accreditamento, nonché delle relative procedure delle strutture sanitarie e socio-sanitarie con DGR 591/P del 1 luglio 2008. Ma con Deliberazione n. 3 del 19 gennaio 2009, e cioè il giorno prima della scadenza del termine, il Commissario ad acta Gino Redigolo ha deciso di integrare detto Manuale, in particolare rispetto alla definizione del “regime sanzionatorio”, alla “definizione certa del personale indispensabile all’esercizio delle attività” .
Il Partito Democratico mette a disposizione dei cittadini le tabelle, non ancora ufficiali, relative ai tagli di docenti operati dal Ministero della Pubblica Istruzione per l'a.s. 2009/2010 nelle varie Regioni e nei diversi ordini di scuola. Come vedete, non si tratta più nemmeno di tagli, ma di una devastazione insostenibile, la cui attuazione è "scaricata" sui territori regionali, provinciali e sulle scuole, senza alcuna consultazione preventiva e lasciando a queste la responsabilità di scardinare il sistema dell'istruzione pubblica. I tagli sono gravissimi in particolare al Sud, ma sono pesantissimi anche al Centro Nord dove, a fronte di un significativo aumento degli studenti, si tagliano migliaia di insegnanti.
Il PD avvierà una mobilitazione nazionale su questo tema e sulle altre emergenze sulla scuola.
“Sono ormai alcuni mesi che stiamo denunciando la terribile devastazione in corso nella scuola pubblica italiana e conseguentemente in quella abruzzese. La parola tagli non appare piu’ appropriata per descrivere la situazione di rovina nella quale il governo sta lasciando cadere il sistema della nostra istruzione pubblica”. Lo dice il deputato del Pd Giovanni Lolli. “I tagli fatti con l’accetta sulla scuola, cosi’ come certificati nella circolare degli organici distribuiti nelle varie regioni e nei vari ordini di scuola - elementari, medie e superiori - oltre ad essere insostenibili - rileva il parlamentare abruzzzese - sono anche vergognosi e rappresentano un problema che il Governo non puo’ pensare di scaricare cosi’ duramente e senza un minimo di ritegno sulle regioni, gli enti locali e sulle scuole. Solo in Abruzzo, sono 1400 i posti di lavoro che saranno tagliati dal primo settembre e di questi, 472 rappresentano personale precario (300 insegnanti e 172 personale ATA).
La comunita' montana Valle Peligna ricorrera' al Tar Abruzzo contro il decreto Bertolaso con il quale e' stata individuata la zona 'cratere' del terremoto d'Abruzzo.
Lo annuncia Antonio Carrara, presidente della stessa Comunita' montana, territorio in cui ricadono 16 comuni, oltre quello di Sulmona, esclusi dalla perimetrazione della zona terremotata.
"I danni registrati nei comuni - dice il presidente -, quantificabili e certificabili sia dopo il sisma del 6 aprile scorso che con le successive scosse, non possono portare all'estromissione del territorio dalla lista 'cratere' di cui al decreto Bertolaso. Il terremoto non fa distinzioni e questo vorremmo accadesse in positivo nelle valutazioni in corso".
Ad allarmare il presidente Carrara e' stata l'adozione della percentuale sulle rilevazioni: "Se in un paese con 50 case 10 risultano lesionate in maniera grave, siamo a un 20 per cento, ma basteranno poche centinia di migliaia di euro per renderle nuovamente agibili.
Mentre in un grande comune della Valle Peligna la stessa percentuale vorrebbe dire centinaia di edifici lesionati, in maniera piu' o meno grave, con necessita' di diversi milioni di euro per il ristoro dei danni subiti".
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