l'attività dei circoli
L’esondazione del fiume Aterno aggrava ancora di più uno stato d’emergenza da cui non siamo mai completamente usciti, tanto che il Comune dell’Aquila è stato costretto a chiedere lo stato di calamità.
È impressionante quello che è accaduto nei giorni scorsi. Strade allagate, campi trasformati in piscine, appartamenti del progetto CASE, a Sassa come in altre frazioni, come palafitte. Anche il fortino della Guardia di Finanza, che ci ha accolto durante l’emergenza terremoto, non è rimasto impermeabile all’onda dell’Aterno. I danni sono ingenti, per le abitazioni e il commercio. Le attività commerciali, che con notevole sforzo avevano rialzato le saracinesche dopo il 6 aprile, sono state costrette a riabbassarle, accusando un altro duro colpo.
E di nuovo torniamo a fare i conti con i senza tetto, gli “sfollati bis”, come sono stati etichettati. Per fortuna non abbiamo di fronte le cifre impressionanti del dopo sisma. Per fortuna gli aquilani sfollati sono solo 14, tutti ospitati negli alberghi della città. Nessuno al momento è stato dirottato sulla costa. Il Comune dell’Aquila ha esortato la struttura commissariale a scongiurare un nuovo esodo fuori le mura. Se ci dovesse essere altre necessità, che abbiamo messo in conto se l’emergenza dovesse superare i livelli di guardia, vanno soddisfatte a L’Aquila.
Quello che mi indigna è che ancora una volta, per ironia della sorte, il grido d’allarme dei mesi passati è stato lasciato cadere nel vuoto.
Già dopo il 6 aprile, quando a causa del sisma, molte strade erano franate, avevo chiesto risorse economiche, come Presidente della Provincia, per la messa in sicurezza di alcune arterie e di alcune zone del territorio. I danni ora sono ingenti. Poco tempo fa il Comune dell’Aquila ha lanciato un nuovo grido d’allarme alla struttura commissariale per la messa in sicurezza del fiume Aterno.
Adesso siamo costretti a chiedere lo stato di calamità per far fronte ai danni, causati da una nuova emergenza. Sarebbe stato meglio se queste risorse ci fossero state accordate prima, per prevenire il danno
Questo a testimonianza di quanto una terra fragile, come la nostra città, ha bisogno di politiche concrete e non di spot elettorali. Ha bisogno di risorse certe e non di vane promesse.
Stefania Pezzopane
Responsabile nazionale PD per la ricostruzione


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