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l'attività dei circoli



09-03-2010
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LA COSCIENZA CRITICA DEGLI AQUILANI E' L'UNICA CHE PUO' SALVARCI

Dopo alcuni giorni di verifiche tecniche e riunioni istituzionali sulla problematica macerie, dobbiamo ai cittadini dell'Aquila parole definitive di verità, sul passato e sul da farsi. Questo perché credo che coloro che sono chiamati al compito della rappresentanza non debbano tacere, per quieto vivere, di fronte alle legittime domande poste dai cittadini.

LA COSCIENZA CRITICA DEGLI AQUILANI E' L'UNICA CHE PUO' SALVARCI

Dopo alcuni giorni di verifiche tecniche e riunioni istituzionali sulla problematica macerie, dobbiamo ai cittadini dell'Aquila parole definitive di verità, sul passato e sul da farsi. Questo perché credo che coloro che sono chiamati al compito della rappresentanza non debbano tacere, per quieto vivere, di fronte alle legittime domande poste dai cittadini. Quando si tace, si chiude un occhio, si chiede pazienza a coloro che pazienza non ne hanno più, si aumenta il solco tra le persone e le Istituzioni, le quali diventano meno credibili e meno utili a tenere unita la società.

Sulle macerie dunque: alla luce dell'evidente lentezza nel processo di smaltimento, la Provincia dell'Aquila, già nei primi giorni di Novembre 2009, ritenne doveroso promuovere una riunione operativa con tutti i soggetti competenti in materia e con i Comuni del cratere. L'incontro fu ideato e preparato in particolare dai funzionari della Provincia, i quali già avevano garantito un supporto fondamentale nella prima emergenza al lavoro della Funzione Ambiente della Protezione Civile, ispirando molti contenuti delle ordinanze in materia. Gli stessi funzionari e tecnici provinciali avevano, con me, tenuto numerose assemblee con i Sindaci del cratere e prodotto linee guida per la gestione delle macerie, in ottemperanza al compito di coordinamento che ci era affidato. Chiaramente il problema centrale non era coordinare i Sindaci visto che la stragrande maggioranza delle macerie erano proprietà di un solo Comune. Per questo l'incontro di Novembre, concordato con il Vicecommissario, Prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli. Dell'esito dell'incontro e del piano d'azione in sette punti gli organi d'informazione diedero ampia notizia. In conclusione della riunione si decise, inoltre, che si sarebbe tenuto un “vertice” entro pochi giorni con Commissario all'emergenza, Prefetto, Presidente di Regione, Presidente di Provincia, Sindaco e Assessori al ramo dei vari livelli. L'incontro effettivamente si tenne e partorì un “Tavolo Ambiente” coordinato dalla Regione chiamato a lavorare quotidianamente alla risoluzione del problema. In più, si stabilì, su mia proposta, che il Comitato Operativo fosse informato ogni sera sul quantitativo di macerie smaltire, al fine di monitorare miglioramenti o peggioramenti. Del prodotto del lavoro del Tavolo Ambiente tutti sanno perché almeno ogni settimana ne abbiamo letto la cronaca pubblica.

Arriviamo ad oggi: i cittadini, stufi, decidono di protestare; scendono in piazza richiamando l'attenzione dei media nazionali i quali già avevano dimenticato L'Aquila. Siamo convocati a Roma dal Ministro dell'Ambiente. Una riunione, invero, abbastanza surreale. Quattro ore per scoprire l'ovvio e decidere l'ovvio: Tutti i poteri in capo a colui che per mesi ha coordinato il Tavolo Ambiente, con la novità che nel frattempo è diventato Commissario; deroghe sulle caratteristiche dei siti che già conoscevamo tanto che da settimane giravano bozze di ordinanze che le contemplavano; siti da allestire individuati da mesi e già comunicati anche pubblicamente numerose volte. Il messaggio è tranquillizzante; le macerie sono per strada.

La verità è che l'unica novità è stata la protesta civile, composta, esemplare dei cittadini, senza la quale ci sarebbero state ancora decine di riunioni infruttuose, altre stanche bozze di ordinanze e altre ipotesi di siti da scartare. Le Istituzioni devono lavorare insieme ma da sole non bastano.

P.S. Purtroppo ci sono state le solite strumentalizzazioni elettorali da parte di chi si è divertito a decidere, a suo comodo, il responsabile; scegliendo la Provincia come se a coordinare tutti gli Enti fosse la Provincia e non la Regione. Ma si vota per la Provincia. Tanto è vero che gli argomenti sono stati del tipo: “comunisti”, “protagonismo imbarazzante”, “gli assessori per pochi giorni”, “candidati o non candidati”, “simboli di partito” e, ciliegina sulla torta “Berlusconi scritto nella storia dell'Aquila futura”. Tutto questo in riferimento alla problematica macerie. Una grettezza inqualificabile espressa da coloro che, d'altra parte, non si sono mai visti o sentiti sul terremoto e, dopo le elezioni, torneranno a non vedersi e non sentirsi.

Michele Fina
Assessore all'Ambiente
Provincia dell'Aquila

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