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Egregio Presidente Casini, le scrivo per esprimerle apprezzamento per le parole che ha voluto pronunciare da Parma sui problemi dell'Aquila. Lei ha detto quello che tanti cittadini aquilani cercano di denunciare da mesi. Giuste considerazioni di merito sulla ricostruzione del centro storico, dell'identità di una città e di un territorio. [...]
LETTERA APERTA A PIER FERDINANDO CASINI
Egregio Presidente Casini, le scrivo per esprimerle apprezzamento per le parole che ha voluto pronunciare da Parma sui problemi dell'Aquila. Lei ha detto quello che tanti cittadini aquilani cercano di denunciare da mesi. Giuste considerazioni di merito sulla ricostruzione del centro storico, dell'identità di una città e di un territorio. In più, alla luce delle manifestazioni dei cittadini, Lei ha denunciato una rappresentazione falsata ed esagerata della realtà la quale ha convinto l'Italia che i nostri problemi siano risolti e costretto i nostri cittadini ad alzare la voce per tornare a farsi sentire". Comincia così la lettera scritta da Michele Fina, segretario provinciale del partito democratico, indirizzata a Pier Ferdinando Casini e pubblicata sul profilo facebook del Pd dell'Aquila. "Ho davvero molto apprezzato la sua onestà intellettuale - continua Fina - d'altra parte, dal 6 Aprile ad oggi, il suo partito in Parlamento ha condiviso e sostenuto tutte le mozioni e gli ordini del giorno presentati dal Pd e dall'Idv sul terremoto: decreto Abruzzo, copertura finanziaria, tasse, rilancio dell'economia e governance. Alla luce di tutto questo mi corre l'obbligo però di chiederle come mai ha deciso di sostenere come candidato Presidente della Provincia un esponente del Pdl che ha come slogan “Vinceremo per Berlusconi”? I suoi rappresentanti locali pubblicamente hanno palesato forti perplessità sul candidato stesso. Perché le sue scelte locali hanno così smentito la sua linea nazionale? Al contrario di quanto affermato da lei, il 'suo' candidato sostiene che le manifestazioni dei cittadini dei giorni scorsi siano solo strumentalizzazioni politiche. Conosco la risposta ufficiale a queste mie domande, è la politica stessa con le sue troppo spesso innaturali alleanze, che richiama ad un accordo siglato con il Pdl prima del terremoto. Ma ad oggi le sembra possibile che un accordo politico a garanzia di qualche posto nelle altre Province d'Abruzzo sia più importante della necessità di garantire una classe dirigente locale adeguata per L'Aquila e autonoma da Roma? Le ho voluto rivolgere queste domande proprio alla luce delle sue dichiarazioni di Parma, nella speranza che le sue risposte possano servire, come sempre meno spesso accade alla politica, a fare chiarezza.
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