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«Dunque le cifre tornano» è quanto dichiara il Vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, il quale sottolinea che «i dati resi pubblici ieri dal Presidente Chiodi in ordine al debito regionale devono essere depurati di circa 400-450 milioni di euro: infatti, il debito del sistema sanitario regionale, stimato in 2 miliardi e 655 milioni di euro al 2007, va ridotto di tale cifra».D’Amico continua: «le somme che la Regione ha pagato nel corso del 2008 per conto delle ASL, per il rimborso dal Governo di somme relative a debiti degli anni precedenti il 2006 e contabilizzate sui bilanci delle ASL nel 2008, restituiranno una riduzione del debito che permetterà di attestare la situazione reale della Regione non a 3 miliardi 982,7 milioni di euro, ma a circa a 400-450 milioni in meno: dunque in coerenza con i dati da me diffusi ieri».
«Condivido che la situazione sia problematica e comunque ritengo sia gestibile – prosegue l’esponente del Pd – apprezzo molto che il Presidente escluda il ricorso a maggiori imposizioni fiscali, un obiettivo al quale abbiamo tenuto in via prioritaria dal 2006; valuto positivamente anche la determinazione con la quale Chiodi chiederà la rimodulazione dell’accordo per il piano di risanamento del sistema sanitario, al fine di ottenerne una maggiore flessibilità, fino a mostrare una volontà di contrasto con il governo nazionale, ove si opponesse». «Ribadisco – dice ancora D’Amico – che nell’ambito del bilancio 2009 si potrebbe già chiedere l’iscrizione dei circa 60 milioni derivanti da maggiori entrate fiscali riferite agli anni 2006-2008, ottenendo di destinarli al sostegno del sistema economico regionale, piuttosto che a copertura dei debiti sanitari pregressi,ai quali si potrebbe invece fra fronte con misure finanziarie». «Su un ipotesi condivisibile – garantisce il Vicepresidente – nell’interesse dell’Abruzzo, siamo disposti ad un confronto costruttivo». «Una cosa è certa – conclude D’Amico – definita la fase di trasparenza e di informazione, rispetto alla quale mi sembra che le cifre sostanziali coincidano, credo che sia giunto il momento per il Governo e per le Istituzioni Regionali di fare presto e bene, per evitare che dopo il 2008 anche il 2009 sia un anno perso per gli abruzzesi».


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