l'attività dei circoli
Si è svolta ieri, presso la sala Silone dell’Emiciclo, una conferenza stampa indetta dal gruppo regionale del Pd cui hanno partecipato, oltre ai Consiglieri regionali del partito (il Capogruppo Camillo D’Alessandro, il Vicepresidente del Consiglio Giovanni D’Amico e i Consiglieri Claudio Ruffini, Marinella Sclocco, Franco Caramanico, Giuseppe Di Luca e Giuseppe Di Pangrazio), i parlamentari abruzzesi Ginoble, Legnini, Lolli e Lusi. Il tema al centro dell’attenzione la penalizzazione dell’Abruzzo nelle recenti decisioni prese dal Governo nazionale. In particolare, è stato posto l’accento sulla delibera del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) di venerdì scorso che ha stanziato 17,8 miliardi di euro per opere strategiche in tutta Italia: lista nella quale non compare la nostra Regione.
I parlamentari del Pd hanno anche richiamato l’attenzione sui 350 milioni di euro già disponibili per alcune infrastrutture regionali e successivamente cancellati dall’esecutivo Berlusconi nel giugno del 2008, tra di esse l’ammodernamento della tratta abruzzese della ferrovia Roma-Pescara e la metropolitana dell’Aquila. I rappresentanti del Pd sono stati concordi nel sottolineare come "a distanza di nove mesi dall’insediamento del Governo nazionale di centro-destra e a tre da quello regionale, l’Abruzzo abbia perso peso nel panorama politico italiano, al punto da non poter disporre di alcuna risorsa finanziaria di diretta emanazione statale". Per quanto riguarda il dissesto finanziario annunciato in conferenza stampa dal Presidente chiodi ad intervenire è il Capogruppo regionale del Pd Camillo D'Alessandro. "Se oggi ci troviamo con l'ipotesi del dissesto finanziario, e' perche' il debito complessivo della Regione, nei cinque anni della Giunta Pace, si e' sestuplicato. Nella Giunta Pace - sottolinea D'Alessandro - l'assessore al Bilancio era l'attuale braccio destro del presidente della Regione, Gianni Chiodi". Sul fronte del deficit della sanita',"Pace ha anche lasciato - aggiunge il capogruppo - la Regione con cinque volte piu' debiti di quelli che aveva trovato al suo insediamento e in quel periodo il presidente della commissione Sanita' era l'attuale senatore Fabrizio di Stefano. Il disastro di cui parla Chiodi - conclude D'Alessandro - e' quindi responsabilita' del centrodestra e degli uomini che attualmente siedono in Giunta, in Consiglio Regionale e in Parlamento". L'attuale esecutivo regionale, precisa Legnini, "deve sbattere i pugni sul tavolo del Governo se vuole il sostegno dell'opposizione in modo da avere i soldi che spettano all'Abruzzo. Un anno e mezzo fa c'erano gli stessi problemi di oggi e bisogna ripartire dalla linea allora concordata con il governo nazionale. Non potendo aumentare le tasse o chiedere contributi a fondo perduto - spiega il senatore - si decise di attingere a fondi straordinari presenti nel bilancio dello Stato per rimpinguare i conti della Regione. Tali stanziamenti - conclude Legnini - ammontano a 350 milioni, di cui 150 dalla revoca della legge 488 e 200 destinati alle infrastrutture, ma Berlusconi li ha cancellati un mese fa. L'unica via per uscire dalla situazione attuale e' recuperare quei soldi, non aumentare le tasse e progettare subito il taglio della spesa corrente della Regione, riducendone drasticamente gli enti strumentali". Gli fa eco Lusi, che punta il dito contro "il vero scempio accaduto venerdi' scorso quando il Cipe non ha licenziato, su 17,8 miliardi di euro, neanche mille lire per l'Abruzzo. E questo perche' - prosegue - la Giunta regionale, stando agli uffici del Cipe, non ha presentato alcuna richiesta di intervento attraverso il ministero delle Infrastrutture. Ogni giorno che passa - conclude Lusi - si tolgono soldi all'Abruzzo e Chiodi non sembra volere disturbare il manovratore Berlusconi che non risponde neanche alle nostre interrogazioni parlamentari". Per Lolli "e' il momento di fare un primo bilancio dei risultati raggiunti dalla filiera politica Governo-Regione e di capire quanto conta l'Abruzzo con il centrodestra rispetto a quando c'era il centrosinistra. Abbiamo una Regione e dei parlamentari che non contano piu' niente".


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