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l'attività dei circoli



09-03-2009
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Giovanni D'Amico sul debito regionale:

"Se il Presidente degli Stati Uniti utilizzasse le stesse tecniche comunicative del Presiedente Chiodi, deprimerebbe l’economia mondiale in maniera irreversibile. Pur nella gravi difficoltà di bilancio, - dice Giovanni d'Amico in una nota - che più volte ho avuto modo di illustrare con dati tecnici io credo che bisogna stimolare e sostenere gli abruzzesi a farcela con le loro forze: quindi non deprimerli definitivamente. Ci sono tutti i margini per cui dal 2011 dopo la chiusura del piano di risanamento sanitario la regione torni in equilibrio e giochi un funzione di stimolo per nell’economia gia in questa fase difficile di risanamento, come è stato negli anni fra il 2005 e il 2007.

Il debito regionale non è di 4 miliardi, ma, carte alla mano è di circa 3.600,00. Diminuito di 363,50 milioni di euro tra il 2006 e il 2008.A questo si deve aggiungere la diminuzione dai bilanci delle ASL dei debiti pregressi pagati nel corso del 2008 per circa 650 milioni , grazie all’incasso di somme dal governo nazionale a seguito del piano di risanamento. Una ulteriore diminuzione la si potrà registrare con l’ accertamento definitivo dei debiti fino al 2005, che il governo regionale dovrebbe sollecitare alle ASL di chiedere. Il debito regionale è quindi stimabile anche al di sotto dei 3 miliardi. È vero che l’impegno sul piano di risanamento sanitario riduce in maniera drastica le risorse disponibili nel bilancio regionale. L’anno scorso tale limiti lo si è superato soprattutto con la reiscrizione delle economie. Anche quest’anno si potrebbe ovviare in parte con la reiscrizione di economie. In realtà sarebbero stati necessarie nel biennio 2009- 2010 le entrate del fondo straordinario legge ex 488 che recentemente il Ministro Tremonti ha revocato creando un danno evidente per la nostra Regione. Dunque continuo a sostenere, considerato che esistono altri strumenti per compensare il debito sanitario fino al 31. 12. 2006, e continuo pensare che sarebbe opportuno attivare un tavolo di confronto con il Ministro dell’economia per chiedere di restituire alla disponibilità del bilancio regionale le maggiori entrate che si sono evidenziate con l’applicazione delle aliquote aggiuntive. In tal modo si darebbe anche una prima risposta alle forze sociali in ordine a politiche di sostegno anticrisi e di indiretta restituzione del maggior carico fiscale in Abruzzo. E’ necessario, in una fase di crisi così grave, stimolare nei cittadini una propensione attiva e la Regione, pur nelle grandi difficoltà in cui opera, deve svolgere una funzione positiva. Il Partito Democratico , dall’opposizione, resta comunque orientato a dare un contributo nell’interesse generale degli abruzzesi".