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l'attività dei circoli



03-02-2009
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Salviamo l’Università

Sul destino dell’Università di Sulmona, negli ultimi giorni, abbiamo assistito a prese di posizioni che dimostrano un interesse di molti a evitarne la chiusura. E’ un fatto significativo sul quale vale la pena riflettere.
Mi verrebbe da dire che sull’Università di Sulmona ormai tutto è stato pensato, detto e proposto ma ben poco è stato fatto quando doveva essere fatto. Di idee fantasiose è pieno il mondo e di pensosi giudizi di chi è convinto di saperla sempre più lunga degli altri, anche sui destini dell’Università, è piena Sulmona.
   

La verità è semplice: Sulmona e soprattutto chi l’amministra ha dimostrato di non essere convinta che l’Università sia una scelta sulla quale investire. Con la Presidenza del Prof. Fabrizio Politi il Consorzio ha fatto tutto quello che poteva fare: ha ripianato i debiti, ha razionalizzato le spese; ha avviato i corsi di laurea dopo la riforma; ha ampliato la propria base sociale con l’ingresso della Carispaq, della Comunità Montana dell’Alto Sangro e della Regione Abruzzo. Rimangono due problemi: una sede dignitosa, che non ha mai avuto, e maggiori risorse finanziarie. Non sono questioni irrisolvibili e, nonostante tutto, continuo a pensare che non dobbiamo rassegnarci a perdere l’Università come destino inevitabile. Lo dobbiamo alla città e al territorio ma  anche ai tanti giovani che rischiano, in un periodo di dura crisi economica,  di dover rinunciare agli studi Universitari per la difficoltà a sostenere i costi di un trasferimento fuori sede.
La sede. Della sede “storica” in ristrutturazione se ne sono perse le tracce e quella provvisoria è totalmente inadeguata  e ormai provvisoria da troppi anni. E’ stata individuata da tempo una soluzione alternativa: si è liberata la sede dell’OPM, una struttura perfettamente funzionale, ristrutturata spendendo ingenti risorse pubbliche e oggi inutilizzata. Il commissario prefettizio dott.sa Crisi ha inoltrato, un anno fa,  una tempestiva richiesta per averne l’uso. L’attuale Sindaco di Sulmona, investito della questione dal consiglio d’amministrazione e dall’assemblea dei soci del Consorzio, appena dopo il suo insediamento aveva riconfermato quella scelta come l’unica soluzione possibile. Sono passati 7 mesi e nulla è successo e il 26 gennaio all’assemblea dei soci, presente Sindaco e Rettore, non è restato altro che prendere atto che non ci sono le condizioni per aprire le iscrizioni alle nuove immatricolazioni. La decisione, come hanno chiarito Rettore e Preside della Facoltà, è una decisione che si potrà rivedere nel prossimo anno accademico ma bisogna fare presto, il sindaco di Sulmona deve assumere la permanenza dell’Università a Sulmona come un impegno prioritario e noi saremo con Lui a sostenerlo, se vorrà.
Maggiori risorse economiche sono necessarie, attualmente il consorzio gestisce 160.000 euro all’anno: non bastano per andare avanti dignitosamente. Possiamo chiedere alla Regione Abruzzo di contribuire alle spese annuali ordinarie così come fanno gli altri soci? Possiamo chiedere alle due banche presenti nel consorzio di fare uno sforzo maggiore di quello modestissimo che attualmente fanno? Io penso di si. Sono obiettivi praticabili e possono evitare la chiusura dell’Università a Sulmona.

Sulmona,  2 febbraio 2009                                                 

Antonio Carrara (Presidente Comunità Montana Peligna)