l'attività dei circoli
Voto unanime all’ODG contro l’abolizione delle province che oggi è stato votato in contemporanea in tutti i consigli provinciali d’Italia.
A L’Aquila il Presidente del Consiglio Angelo Raffaele nel discorso di
apertura ha rimarcato come la discussione sul modello di Paese scivola
e si confonde con la protesta sui costi della politica.
“Ma se il tema è il funzionamento delle nostre istituzioni e la
necessità è quella di riannodare un rapporto virtuoso con i cittadini
allora è essenziale ripartire dalla Costituzione che delinea 3 livelli
di governo in cui si articola la Repubblica, così come avviene in
Europa” ha affermato. “Ma ciò che sarebbe sicuramente utile e non più
procrastinabile, è identificare con puntualità le competenze esclusive
di ognuno e quindi il livello di governo che per dimensione può
assolvere meglio a quella funzione evitando che tutti facciano tutto”.
“La Provincia non è solo un confine,una targa automobilistica o un
cartello stradale – ha continuato Raffaele –“ prioritario per il
futuro sarà quindi l’ individuazione delle funzioni fondamentali ed
esclusive di Comuni, Province e Città Metropolitane e la scrittura di
una nuova Carta delle Autonomie Locali coerente con il nuovo Titolo V
della Costituzione.
In particolare chiediamo in qualità di Presidenti di Consiglio
Provinciale che venga ridefinito in modo organico il Ruolo delle
Province affinché attorno ad esse si concentrino tutte le funzioni di
governo di area vasta e di governo del territorio che non possono
essere svolte adeguatamente a livello comunale attraverso tributi
propri, compartecipazioni e fondi perequativi, abbandonando
definitivamente la logica della spesa storica con una progressiva
convergenza verso i costi standard”.
Alla riunione hanno partecipato diversi sindaci del territorio, fra cui quello di Avezzano Antonello Floris.
Per l’occasione è stata presentata una pubblicazione dal titolo “La
Provincia – Ente strategico per lo sviluppo locale” curata dal
dirigente provinciale Tiziano Amorosi. Il volume in 198 pagine analizza
funzioni, ruolo, organi, con l’aggiunta di un breve excursus storico.
E’ stato interamente realizzato dal personale della Provincia
dell’Aquila e rappresenta una novità editoriale perché è difficile
trovare un volume che racchiuda in maniera esaustiva tutti gli aspetti
di questo ente. “Anche per tali ragioni” – ha dichiarato Amorosi –“
forse non si ha una sufficiente conoscenza della Provincia come Ente e
si scivola spesso in campagne demagogiche che chiedono l’abolizione di
questo livello locale”.
Il volume riporta dati importanti per ben inquadrare la problematica della riorganizzazione dell’architettura istituzionale.
Elenca per esempio gli enti che nel territorio provinciale svolgono compiti e funzioni riconducibili alle province:
63 bacini imbriferi montani
191 consorzi di bonifica
1099 parchi ed aree protette
91 ATO acque
131 ATO rifiuti
290 unioni di comuni
356 comunità montane
Un altro elemento utile di valutazione potrebbero essere i dati di bilancio riguardo le spese affrontate per i vari soggetti:
Stato, 443 miliardi di euro +4,11 nel 2007 rispetto al 2006
Regioni, 160 miliardi di euro + 1,61
Comuni, 66 miliardi di euro -2,15
Province, 14 miliardi di euro - 6% rispetto al 2005
Altri enti pubblici, 78 miliardi di euro
Provocatoria ed ironica la proposta del consigliere Gabriele Perilli
che ha raffrontato il costo annuale dei due consiglieri regionali che
da quest’anno si sono aggiunti nell’aula abruzzese, pari a 250.000€, al
costo dell’intero Consiglio Provinciale dell’Aquila che è di 210.000.
“Si potrebbe abolire il Consiglio Provinciale dell’Aquila” – ha detto
–“ e lasciare che a gestire il territorio provinciale siano due
gerarchi”.
La Presidente Stefania Pezzopane ha concluso i lavori della seduta
sottolineando la professionalità ed il ruolo dei circa 600 dipendenti
in capo alla Provincia: “Spesso si parla a sproposito, senza tenere
conto delle conseguenze possibili di quel che si afferma. Se si
abolissero le province, molti dipendenti dovrebbero essere reimpiegati
in altri enti con spreco di risorse e di professionalità ormai
acquisite. O magari sostituire le province con altri organismi. Di una
riorganizzazione c’è bisogno, ma nella direzione di un maggior
decentramento e di un potenziamento delle deleghe. Le regioni devono
legiferare, gli enti locali devono amministrare”.
L’Aquila 30 gennaio 2009


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