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l'attività dei circoli



30-01-2009
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Successo del PD: approvata dalla Camera la legge contro lo stalking.

Dopo un lungo e intenso impegno, iniziato nella scorsa legislatura, abbiamo approvato all’unanimità la legge contro lo stalking, fortemente voluta dal Partito Democratico.

Il provvedimento prevede l’introduzione nel codice penale della nuova fattispecie delittuosa degli atti persecutori, dando in questo modo adeguato inquadramento e punizione a condotte concrete ormai frequenti, ma allo stato non classificabili in ipotesi di reato che ne rispecchino l’effettiva offensività e pericolosità.

Tale previsione colma l’intollerabile vuoto del nostro ordinamento penale che non punisce quei comportamenti persecutori che, come tutti i dati confermano, rappresentano il primo anello di una catena di violenze e abusi nei confronti delle donne e allinea la nostra legislazione a quella di molti altri Paesi e offre alle donne perseguitate da comportamenti ossessivi, soprattutto da parte di ex partner, uno strumento di tutela in più.

Troppo spesso, dalle cronache quotidiane apprendiamo di notizie di donne uccise dai loro persecutori, che avevano più volte denunciato alle forze dell’ordine, che però non hanno gli strumenti di intervento e di indagine adeguati per impedire che gli atti persecutori si possano trasformare in qualcosa di ancora più tragico.

In Italia - ci riferisce l’ISTAT - oltre due milioni di donne (18%) ha subito questo genere di violenza che si sviluppa soprattutto per la fine di una relazione. Nel 68% dei casi l’aguzzino è l’ex partner. La persecuzione più diffusa (68, 5%) è quando lui vuole a tutti i costi parlare con lei che invece non ne vuole sapere. Il 61,6% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla; il 57% l’ha aspettata fuori casa, davanti a scuola o fuori dal lavoro; il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati; il 40,8% l’ha seguita o spiata. Possono essere vittime anche gli uomini, non solo le donne.

Siamo di fronte ad un fenomeno socialmente e culturalmente complesso, che va affrontato nella sua dimensione pubblica, perché la promozione e la tutela dei diritti delle donne sono requisiti fondamentali per costruire una autentica democrazia, e che non può, dunque, essere fronteggiato solo con l’unica arma della repressione, ma necessita di campagne preventive, di informazione, formazione (sin dai livelli più bassi della scolarità), di educazione (anche delle donne migranti che devono conoscere i propri diritti e doveri) e con l’allargamento della rete di assistenza, ascolto, aiuto.

Per questo abbiamo anche proposto ordini del giorno per impegnare il governo a mettere in campo adeguati stanziamenti finanziari che permettano di prevenire e contrastare il fènomeno degli atti persecutori e violenza sulle donne, promuovendo una cultura fondata sul rispetto e la libertà di genere in tutti gli ambiti sociali e a predisporre codici etici a garanzia dell’immagine e dei diritti delle donne nell’informazione e nella pubblicità.

di Pierluigi Mantini