l'attività dei circoli
Contro la violenza sulle donne promuovere la cultura del rispetto

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un crescendo di episodi di
violenza contro le donne, dalle atroci aggressioni allo stupro di
gruppo, avvenuti soprattutto nella città di Roma.
La violenza contro le donne è un fenomeno che assume ormai i connotati
di una vera e propria emergenza nazionale, costituendo la prima causa
di morte per le donne e le giovani donne. Come ha registrato una
recente ricerca dell'Istat, infatti, sono 7 milioni le donne tra i 16 e
i 70 anni ad avere subito, nel nostro Paese, violenza sessuale o fisica
nel corso della vita, pari a una donna su tre. Di queste, 5 milioni
hanno subito violenza sessuale, 1 milione ha subito stupri o tentati
stupri. La violenza di genere è soprattutto domestica e avviene ad
opera di familiari e conviventi. Ma certo quella che accade casualmente
in strada ad opera di sconosciuti non è meno drammatica.
C'è un grande problema di sicurezza nelle città per le donne, che
riguarda le periferie isolate e buie, la mancanza di servizi e
strumenti adeguati al contrasto tempestivo, la carenza di strutture per
il sostegno e la prevenzione.
Di fronte a questi dati così allarmanti ciò che vogliamo denunciare
sono la sottovalutazione della gravità del problema e un clima
culturale di svilimento della dignità femminile.
Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sull'ineliminabilità
dello stupro per le italiane sono inaccettabili, offensive per le donne
che ne sono drammaticamente vittime, lesive della dignità di tutte. Su
questo tema non tolleriamo battute e leggerezze. Quelle parole destano
gravissime preoccupazioni, perché sono insieme sintomo e causa di
questo clima che va combattuto in modo fermo e deciso.
Contro la violenza sulle donne è necessario lavorare sulla prevenzione
e promuovere una cultura del riconoscimento della libertà reciproca e
del reciproco rispetto tra uomini e donne.
Occorrono politiche concertate, dal trasporto pubblico e privato al
commercio, amministratori che promuovano iniziative sul territorio,
periferie meno abbandonate, una rete di sostegno. E' necessaria la
certezza della pena per chi commette questi reati, anche perché le
vittime possano sentirsi sicure. Ma ciò presuppone che si riconosca che
il problema esiste, che riguarda le relazioni stesse tra uomini e donne
e che richiede un impegno straordinario.
Gli interventi del governo in questo settore sono invece di segno
opposto. Non esiste più un piano contro la violenza di genere, non
vengono stanziate risorse per i centri antiviolenza, i 20 milioni di
euro del 2008 non sono stati reiterati per il 2009, le leggi sullo
stalking e sulla violenza sessuale vanno a rilento. Tutti gli
emendamenti dell'opposizione per introdurre già nel pacchetto sicurezza
misure più stringenti sono stati respinti.
Per questo chiediamo che:
- il ministro dell'interno Maroni venga al più presto in Parlamento a riferire sulla
grave emergenza della violenza contro le donne e sulle misure, anche finanziarie,
che il governo deve mettere in campo al più presto per contrastare il fenomeno e rendere le città più sicure per le donne;
- il Parlamento prenda al più presto in esame le proposte del Pd
contro la violenza sulle donne, a sostegno dei centri antiviolenza;
- la legge sullo stalking venga approvata al più presto;
- il governo metta in campo una campagna antiviolenza la quale
informi le donne sulle strutture e i servizi di prevenzione e contrasto
e preveda corsi di educazione al rispetto della differenza di genere
nelle scuole, per promuovere il rispetto della dignità e dei diritti
delle donne.
- Il Partito Democratico nelle prossime settimane lancerà una
campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne su tutto
il territorio nazionale per contribuire alla prevenzione e a una
cultura del rispetto del corpo femminile.
Roma, 26 gennaio 2009
Vittoria Franco


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