l'attività dei circoli
Con la svendita di Alitalia si è concluso un tipico imbroglio all'italiana.
Con l'acquisto del 25% da parte di Air France-Klm, anche il tassello partner straniero trova la sua giusta collocazione e si può dire con certezza che oggi, 13 gennaio 2009 è nata la nuova Alitalia. Una vittoria mediatica di Berlusconi e dell'italianità? Niente affatto. Si è trattata di una clamorosa sconfitta e una svendita senza precedenti. E intanto i francesi ringraziano.
Nella giornata di ieri, la maggioranza le ha provate tutte per fare in
modo che Air France non avesse la meglio. Letizia Moratti, sindaco di
Milano, annunciava una fantomatica offerta da parte di Lufthansa
all'ultimo momento. Berlusconi smentiva. Nel valzer degli annunci e
delle smentite si è giunti fino alla definitiva partecipazione di Air
France-Klm in serata per una somma vicino ai 320 milioni. Un accordo
definito straordinario da parte del Presidente di Alitalia, Roberto
Colaninno e per questo approvato all'unanimità da parte del consiglio
di amministrazione. “La partnership - ha dichiarato Colaninno -
garantirà un'assoluta autonomia gestionale di Alitalia rispetto ad Air
France e si sviluppa su tre contratti: il primo sull'investimento; il
secondo sulle modifiche statutarie conseguenti all'entrata di Air
France con Alitalia e il terzo è l'accordo industriale”.
È sembrato un clamoroso successo per la politica dell'italianità
proposta dal governo: è stata confermata la priorità strategica di
Malpensa, a condizione della riorganizzazione del suo sistema
aeroportuale, garantito l'asse Roma-Milano con la trasformazione di
Linate in “city airport” specializzato nella tratta tra le due città e
e definito l'hub di Fiumicino come enclave strategico per le rotte nel
Mediterraneo, Sud America e Estremo Oriente.
Ma se si analizzano bene tutte le singoli vicissitudini che hanno
portato all'accordo attuale si vede chiaramente come Alitalia sia stata
svenduta. E i francesi lo confermano.
“Merci Silvio” è il titolo dell'editoriale di François Vidal per Les
Echos in cui si legge chiaramente come sia stato Jean-Cyrill Spinetta,
presidente di Air France-Klm, il vero vincitore nell'acquisto del 25%
di Alitalia. Con la compagnia italiana, Air France-Klm si è assicurata
il quinto mercato aereo europeo e uno tra i più redditizi con più di 24
milioni di passeggeri, undici dei quali sono viaggiatori
internazionali. L'obbiettivo strategico non era, e non è, Malpensa ma
Roma per creare un asse di hub complementari con Parigi “Charles De
Gaulle” e Amsterdam “Schipol”.
Con la partnership in Alitalia, il colosso franco-olandese ha messo in
scacco sia i rivali tedeschi di Lufthansa che, sebbene non abbiamo mai
presentato un'offerta per l'acquisto di Alitalia, avrebbero visto con
favore la creazione della dorsale Berlino-Vienna- Milano, sia quelli
inglesi di British Airways tuttora in difficoltà con la conclusione
della alleanza con gli spagnoli di Iberia.
I cugini d'oltralpe hanno rimarcato la nota più lieta per loro e
difficile da digerire per noi. Grazie a Silvio Berlusconi la compagnia
aerea francese ha fatto un grande affare a non comprare Alitalia per
1,5 miliardi nell'aprile del 2008. Il nostro premier ha fatto in modo
che Air France potesse acquisire una società risanata e riorganizzata e
non quella che perdeva un milione al giorno. E tutto questo ad un
prezzo altamente concorrenziale, ossia 320 milioni che non sono affatto
uno sproposito viste anche le buone prospettive future. E a questo va
aggiunto il fatto che Air France non si dovrà accollare il problema
delle casse integrazione e degli esuberi del personale. Insomma un vero
regalo!!!
Insomma è stato un successo per Cai, per il governo e per Air France.
Un fallimento per i cittadini italiani che pagheranno i 3 miliardi di
debiti della vecchia compagnia aerea. Ma poco importa agli occhi di
questo governo che guarda solo i propri interessi.
L'avviamento della nuova Alitalia sembra sia stata buono nonostante
qualche di disagio a Linate e Malpensa e la cancellazione di alcuni
voli. Restano le polemiche con i dipendenti e i loro sindacati che ieri
hanno manifestato mettendo in atto un simbolico funerale per celebrare
l'ultimo giorno di operatività della ex compagnia di bandiera e
salutare il decollo di Cai.
La posizione del Partito Democratico è rimasta ferma e costante durante
tutto il teatrino messo in scena dal governo. Per Massimo D'Alema
l'accordo definitivo con Air France e l'intera vicenda Alitalia “è
stato un tipico imbroglio". "Berlusconi ne ha fatto una bandiera
elettorale e alla fine si è arrivati all'unica soluzione ragionevole –
ha chiarito D'Alema - cioè che nel giro di qualche anno ci sarà una
fusione tra Alitalia e Air France così come aveva individuato Prodi. La
differenza, è che i francesi non pagheranno la fusione perché il costo
dell'operazione è stato già scaricato sui cittadini italiani".
“Come volevasi dimostrare, si chiude una vicenda scandalosa che rasenta
l’imbroglio”. E’ quanto ha dichiarato il ministro ombra delle
Infrastrutture, Andrea Martella, a proposito dell’ok di Cai ad Air
France. “I cittadini pagano più di 3 miliardi, le tariffe aumentano e
c’è meno occupazione. Un risultato disastroso il cui responsabile è
Silvio Berlusconi”.
“Una presa in giro durata fino all’ultimo – ha concluso il deputato del
PD – con la disputa all’interno della maggioranza e gli annunci di
altre offerte inesistenti. Formigoni e Moratti sono stati trattati a
pesci in faccia, ne traggano le conseguenze”.
Per Cesare Damiano, viceministro ombra del Lavoro, “l’italianità a
termine della nostra compagnia di bandiera, perché fra quattro anni
Alitalia sarà venduta, è costata quasi 4 miliardi di euro alle famiglie
italiane facendo, inoltre, pagare un duro prezzo occupazionale in un
momento di crisi economica. Un danno ed una presa in giro per il paese
ed i cittadini. La Francia ci ha addirittura ringraziato per il regalo
fatto dal governo Berlusconi. Al paese restano i debiti, un conflitto
tra Malpensa e Fiumicino e le tratte Milano-Roma, comparativamente le
più care di Europa e un accordo siglato dai sindacati confederale, che,
nonostante l’ultimatum e la fretta di concludere del ministro Sacconi,
si dimostra di difficile gestione e si trascina da mesi. Cosa pensa di
fare il Governo? Di fronte a tutto ciò è necessario che l’esecutivo
informi il parlamento.
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