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l'attività dei circoli



11-01-2009
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DALLA CRISI RIPARTA IL PROGETTO DEL PD

La crisi colpisce ogni giorno di più. Il paragone con il 1929 dà la percezione della dimensione straordinaria di questa fase. Oggi appare a tutti insostenibile il fatto che interi settori e tipologie di lavoro siano del tutto privi di ammortizzatori sociali: i precari, le aziende sotto i 15 dipendenti, il commercio…

Constatiamo che oltre sette milioni di persone vivono in famiglie in difficoltà, a causa di una iniqua distribuzione del reddito a danno di pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi. Il tema politico che ne consegue è chiaro: se, come dicono gli esperti, il 2009 e il 2010, saranno interessati dalle turbolenze della crisi, è evidente che bisogna ragionare su quale nuova economia e società vogliamo che si sviluppino con la ripresa. La crisi rimette in discussione i parametri della gestione della economia e della società e la stessa struttura del rapporto tra "Stato e mercato". Al contempo, si dimostrano fragili le teorie sul rigore senza alternative. Si può gestire questa drammatica fase, senza mettere... nel conto massicce politiche di investimento e, dunque, senza la crescita del debito? In tema di pensioni, in prossimità dell'introduzione del sistema contributivo, il problema non è l'aumento obbligatorio e generalizzato della età pensionabile, ma la realizzazione di efficaci formule di flessibilità in uscita; mentre, per quella in entrata, la proposta del cosiddetto " contratto unico di accesso", non è scambiabile con una generale monetizzazione del licenziamento individuale. Sono queste riflessioni solo alcune "tracce" di un percorso culturale e politico che deve impegnarci a tutti i livelli ma, certamente, a partire dal gruppo dirigente. Quali sono i luoghi, le occasioni, le forme con le quali questa discussione si sviluppa, prende corpo e si diffonde? E non pensiamo, forse, che dalla risposta a questi grandi temi possano emergere, anche più facilmente, indicazioni per spinose e controverse questioni (quale, ad esempio, la collocazione internazionale del Pd) che, se affrontate con i residui di ideologismo novecentesco ci lasciano arenati nel marasma presente? E la stessa discussione, urgente e decisiva, sulla forma partito non risentirebbe positivamente di un ancoraggio ad una definizione delle priorità politiche che danno un volto alla rappresentanza, oltre le astrattezze di un dibattito tra "leggero" o "radicato"? Girando nei territori si incontrano malessere e disorientamento, ma tanta, voglia di militanza, di partecipazione; tanta domanda di identità e di progettualità. Dalla condizione concreta della gente, dalla condivisione convinta della loro quotidianità, delle ansie e delle speranze, nasce l'idea di futuro e prende corpo il Partito Democratico.
Cesare Damiano - PierPaolo Baretta 12/01/2009