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Gli indicatori economici sono “tempestosi e il governo minimizza”. E’ quanto afferma l’ex ministro del Welfare, Cesare Damiano (Ds) in un comunicato.
I dati di ottobre dell’Istat - afferma Damiano che copre il ruolo di
vice-ministro del lavoro del governo ombra - “confermano la gravita’
della crisi, Confcommercio parla di una frenata dell’economia italiana
superiore a quella degli altri paesi europei e Confindustria di crollo
della produzione industriale nel mese di novembre” mentre “i dati Inps
sulla cassa integrazione ordinaria, sempre nel mese di novembre,
registrano un dato triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente”.
“Nonostante questi indicatori tempestosi - afferma Damiano - il governo
non solo vara decreti anti-crisi del tutto insufficienti e
congiunturali, ma minimizza. Il ministro Sacconi e’ arrivato a
dichiarare, di fronte alla crescita impetuosa della cassa integrazione
ordinaria, che: ‘ci si preoccupa di piu’ quando cresce la cassa
straordinario’. Forse sarebbe opportuno ricordare che molte aziende
preferiscono chiedere la cassa ordinaria perche’, altrimenti, debbono
predisporre piani di ristrutturazione che prevedono anche investimenti.
Inoltre, la cassa straordinaria puo’ essere utilizzata per un massimo
di tre anni nell’arco di un quinquennio fisso. L’attuale e’ iniziato
nel 2005 e scade nel 2010. Puo’ darsi che molte imprese abbiano gia’
esaurito del tutto o in parte il periodo di cassa
disponibile. Per di piu’, la cassa ordinaria puo’ essere richiesta con
la semplice causale del calo delle commesse, che in questo momento e’
del tutto giustificata”.
Secondo Damiano, “quello che occorre e’ un intervento straordinario e
strutturale, prima che sia troppo tardi. Va stanziata una cifra pari ad
un punto percentuale di Pil da dividere in tre parti: sostegno al
potere d’acquisto delle famiglie, ammortizzatori sociali universali,
incentivi alle imprese e ai settori strategici”.


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