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La trasformazione degli organi di governo a livello internazionale, la global governance e la crescita della democrazia nel mondo sono temi fondamentali della nostra epoca e dell’impegno di noi democratici. Per questo motivo ho il piacere di inviarti la mozione, primo firmatario Fassino, che siamo riusciti a far approvare in parlamento su questi temi. (Pierluigi Mantini)
CAMERA DEI DEPUTATI - LEGISLATURA XVI - MOZIONE 1/00065
MOZIONE N. 1-00065 FASSINO ED ALTRI
CONTRIBUTO DELLA PRESIDENZA ITALIANA ALLA DEFINIZIONE DELL'AGENDA DEL G8 DEL 2009
Approvata dall’Aula della Camera dei Deputati nella seduta di giovedì
27 novembre 2008, Integrata dall’emendamento Mecacci approvato nel
corso della seduta.
Mozione
La Camera, premesso che:
nel corso del 2009 si svolgerà il vertice annuale del G8, ospitato e
presieduto dall'Italia, che avrà una responsabilità centrale nella
fissazione dell'agenda e delle priorità del summit, concorrendo così in
maniera significativa alla ricerca di soluzioni e approcci condivisi ai
temi della governance mondiale e delle grandi questioni globali;
la necessità di costruire una governance efficace e democratica della
globalizzazione, così come di offrire una risposta coordinata e
complessiva alle grandi sfide transnazionali che sono di fronte a noi,
era già emersa negli anni passati, in relazione a questioni diverse,
dal governo dell'economia alla crisi ambientale, dal commercio
internazionale ai temi dello sviluppo, della pace e della sicurezza;
oggi la grave crisi finanziaria che ha investito l'intero pianeta ha
messo in evidenza la grave insufficienza dell'architettura
istituzionale globale in un nuovo mondo multipolare ed interdipendente,
rendendo improcrastinabile la riforma delle istituzioni, al fine di
restituire loro efficacia, legittimazione e rappresentatività,
garantendo il funzionamento di un multilateralismo aperto ma finalmente
efficace;
in particolare, dovranno essere oggetto di riforme profonde le grandi
organizzazioni internazionali che hanno competenze rilevanti nel
governo delle grandi issue globali: dalle Nazioni Unite, con la riforma
del Consiglio di sicurezza e il rilancio dell'Ecosoc, alla Banca
mondiale, al Fondo monetario internazionale, all'Organizzazione
mondiale del commercio, all'Organizzazione internazionale del lavoro o
all'Organizzazione mondiale della sanità;
lo stesso formato del G8, quale forum informale di discussione e
confronto tra le grandi economie del globo, deve fare i conti con
l'affermarsi di nuovi attori regionali e mondiali, tra cui la Cina,
l'India, il Brasile, il Messico, il Sudafrica o l'Egitto, il cui
coinvolgimento a pieno titolo nella struttura del vertice appare ormai
improrogabile, sia al fine di colmare un deficit di democrazia, sia per
evitare un indebolimento dell'efficacia del dialogo e della
cooperazione ricercata nello stesso G8;
il G7, poi divenuto G8 negli anni '90, con l'inclusione della Russia,
dopo la fine dell'Unione Sovietica, è nato come gruppo di Paesi più
sviluppati economicamente che fossero governati da istituzioni
democratiche;
la natura democratica dei Paesi partecipanti a questo forum e la
questione del rispetto dei diritti umani hanno formato oggetto di
discussione all'interno dei summit del G8, ad esempio nel summit di San
Pietroburgo del 2006, il primo presieduto dalla Federazione russa;
la promozione della democrazia e la difesa dei diritti umani, in
particolare il Medio Oriente, è oggetto di un'iniziativa ufficiale del
G8, denominata Forum del futuro, promossa anche dall'Italia, in
cooperazione con attivisti e organizzazioni non governative sia dei
Paesi membri del G8 che dei Paesi del Medio Oriente;
anche l'ultima riunione dei Capi di Stato e di Governo del G20, che si
è tenuta il 15 novembre 2008, è un'ulteriore riprova della necessità di
coinvolgere pienamente un numero più grande di Paesi e organizzazioni
regionali per affrontare in modo efficace le issue globali;
la diversa distribuzione del potere economico rende, quindi, necessario
un riallineamento tra peso economico e peso politico dei vari attori
sulla scena globale, tanto nei forum informali, come il G8, dove si
promuove il confronto per la definizione di un'agenda condivisa, quanto
nelle istituzioni multilaterali formali, in primo luogo le Nazioni
Unite, legittimate ad adottare ed attuare le decisioni riguardanti
l'intero pianeta;
in questo spirito, coerentemente con la politica nazionale di sostegno
all'Organizzazione delle Nazioni Unite e al metodo multilaterale, la
presidenza italiana del G8 può dare un importante contributo affinché
dal vertice della Maddalena esca un sostegno deciso degli otto Paesi a
una riforma democratica della governance mondiale, nel quadro delle
Nazioni Unite, che hanno istituito alla fine del mese di ottobre 2008
una task force di alto livello, presieduta dal premio Nobel Joseph
Stiglitz, allo scopo di esaminare le questioni relative
all'allargamento e ridefinizione del mandato, dei compiti e delle
attribuzioni delle istituzioni di Bretton Woods;
la nuova governance economica dovrà costruire nuove regole sulla
regolazione,la trasparenza e la vigilanza dei flussi finanziari da
parte di autorità internazionali e dovrà concorrere, altresì, a
restituire nuova centralità all'economia reale in luogo di un'economia
finanziaria a carattere prettamente speculativo;
sarà importante ridare slancio, attraverso il dialogo informale in seno
al G8, ai negoziati del Doha round, in cui è indispensabile trovare un
equilibrio virtuoso tra le esigenze di apertura dei mercati dei Paesi
sviluppati per le merci provenienti dalle economie emergenti e dai
Paesi in via di sviluppo e le richieste di maggiore trasparenza e
garanzie sui nuovi mercati per beni e servizi più avanzati prodotti dai
Paesi più sviluppati;
tra i temi da porre certamente in agenda, vi è l'insufficiente sviluppo
economico, sociale e umano di tante aree del mondo e delle popolazioni
che vi vivono: un tema che dovrà essere al centro del dibattito anche
del prossimo G8, con l'impegno a perseguire con determinazione e
maggiori sforzi la realizzazione degli obiettivi del millennio, gli
otto traguardi essenziali in campo economico, educativo e sanitario per
i Paesi più poveri che i 191 Stati membri dell'Organizzazione delle
Nazioni Unite si sono impegnati a raggiungere per l'anno 2015;
la lotta alle diseguaglianze e un nuovo sviluppo economico e sociale
dei Paesi del sud del mondo rappresentano, inoltre, una condizione
sostanziale per contrastare la crescita del fondamentalismo religioso e
politico e per combattere il terrorismo, che resta un problema
drammaticamente aperto e che richiede, oltre ad una maggior
cooperazione tra gli Stati sul piano investigativo e su quello
dell'intelligence, anche una più ampia strategia politica capace di
affrontare le grandi contraddizioni sociali ed economiche;
particolare rilievo in seno al vertice rivestirà, poi, il tema della
lotta ai cambiamenti climatici, sia a seguito del presumibile diverso
approccio della nuova amministrazione americana, sia in conseguenza
dell'approssimarsi di importanti scadenze politiche internazionali,
quali il vertice di Copenhagen e la scadenza del trattato di Kyoto,
rispetto ai cui parametri e standard l'Italia vanta già un enorme
ritardo, dovuto alla mancata adozione dei necessari provvedimenti per
rispettare gli impegni assunti e rispetto ai quali si rischia di
incorrere in pesanti sanzioni a livello internazionale;
altra questione strategica è certamente quella della lotta alla
proliferazione nucleare, della sicurezza e del disarmo, anche in vista
della conferenza di revisione del trattato di non proliferazione
prevista per il 2010, che vede nel G8 un forum privilegiato per il
raggiungimento di un alto grado di consenso, stante la presenza di ben
quattro potenze nucleari;
su questo argomento alcuni autorevoli esponenti politici di differente
estrazione hanno firmato il 24 luglio 2008 un appello pubblico
bipartisan su Il Corriere della Sera, per la totale eliminazione delle
armi nucleari;
collegata al tema della sicurezza è anche la questione dell'accesso
all'acqua quale diritto umano fondamentale, da preservare ed
assicurare, anche attraverso soluzioni di cooperazione innovativa tra
Paesi e condivisione transnazionale delle risorse, al fine di prevenire
conflitti nelle zone più difficili, quali il Medio Oriente o alcune
regioni africane;
il tema dei flussi migratori assume oggi proporzioni enormi a causa
delle condizioni di sottosviluppo di larghe aree del globo, nonché
delle diffuse instabilità economiche, generando insicurezze e
intollerabili violazioni dei diritti dell'uomo;
pertanto, sarebbe auspicabile promuovere una riflessione anche al seno
al G8 circa il temi dei flussi migratori e una più efficace governance
internazionali in materia, finalizzata all'adozione, nelle competenti
sedi internazionali, di strumenti giuridici vincolanti e condivisi che
assicurino una regolamentazione deglistessi e promuovano il rispetto
dei diritti dell'uomo in particolare dei lavoratori migranti;
IMPEGNA IL GOVERNO:
nella definizione dell'agenda del prossimo G8 e nella conduzione della
relativa presidenza, ad adottare ogni iniziativa utile a sostenere che
il processo di riforma delle istituzioni di Bretton Woods avvenga nel
quadro delle Nazioni Unite, assicurando l'ampliamento della
rappresentatività di tali istituzioni e della loro democraticità,
nonché l'adeguamento del loro mandato al rispetto dei principi della
Carta Onu, sostenendo il lavoro svolto dalla speciale task force di
recente istituita a questo scopo;
a garantire che il tema della promozione dei diritti umani e della
democrazia sia mantenuto nell'agenda del G8, anche in ipotesi di
ampliamento della sua membership, con specifiche iniziative volte a
garantire che lo sviluppo economico avvenga nel rispetto dei diritti
umani e civili, a partire da quelli sindacali;
a rafforzare il sostegno, anche economico, all'iniziativa del Forum del
futuro del G8, quale strumento per sostenere processi di riforma
democratica in Medio Oriente;
a garantire l'adeguato sostegno del G8 al raggiungimento degli
obiettivi del millennio e degli impegni internazionali assunti dai vari
Paesi membri, in tema di destinazione di una quota di prodotto interno
lordo all'aiuto pubblico allo sviluppo e alla lotta contro le pandemie,
attraverso un adeguato stanziamento delle risorse pubbliche necessarie
al raggiungimento degli obiettivi individuati entro il 2015;
ad intraprendere un'azione coordinata in campo ambientale, per
l'attuazione dell'accordo di Kyoto, che in vista della Conferenza Onu
di Copenhagen del 2009 faciliti il raggiungimento di un nuovo accordo
globale che impegni anche le economie emergenti ad una significativa
riduzione dei gas ad effetto serra e che, promuovendo la competitività
internazionale del sistema produttivo europeo, consenta, altresì, di
inaugurare un nuovo corso anche in tema di trasferimento tecnologico
per l'efficienza energetica e lo sviluppo di fonti di energia pulita;
ad adoperarsi insieme ai partner del G8 per il rafforzamento del regime
generale di non proliferazione delle armi di distruzione di massa anche
in vista della Conferenza per la revisione del trattato di non
proliferazione nucleare prevista per il 2010, con l'obiettivo di
rilanciare la messa al bando di ogni tipo di esplosioni nucleari
sperimentali, lo sblocco dei negoziati nella conferenza del disarmo di
Ginevra e la creazione di ampie zone denuclearizzate nelle aree di
crisi;
a far emergere, nell'agenda delle discussioni del G8 e negli impegni
finali, l'attenzione al tema dell'accesso alle risorse idriche e della
ricerca di forme condivise e transnazionali di gestione delle stesse,
sul modello sperimentato in Europa con la creazione della Comunità
europea del carbone e dell'acciaio, per il raggiungimento di una
gestione comune e non conflittuale delle risorse idriche.
(Mozione n. 1-00065)(Ulteriore nuova formulazione) «Fassino, Soro,
Sereni, Bressa, Maran, Villecco Calipari, Gozi, Merloni, Barbi,
Colombo, Corsini, D'Alema, Fedi, Narducci, Arturo Mario Luigi Parisi,
Pistelli, Porta, Rigoni, Tempestini, Vernetti».
Integrato dall’emendamento Mecacci approvato nel corso della seduta della Camera dei Deputati del 27 novembre 2008.


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