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l'attività dei circoli



25-11-2008
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25 novembre: Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

IL 25 NOVEMBRE METTIAMO FUORI DALLE FINESTRE UN TELO BIANCO Ed ACCENDIAMO UNA CANDELA AFFINCHE' ILLUMINI IL BUIO DELL'INDIFFERENZA!

STORIA DI VALENTINA: UCCISA DUE VOLTE! "Ho visto morire mia figlia due volte: la prima, quando hanno abusato di lei, quella maledetta sera di giugno di sei anni fa. La seconda stamattina quando si è tolta la vita perché neanche la psicoterapia l'aveva salvata dal senso di vuoto per non avere più un'anima e un corpo suo".

Lo ha dichiarato in un colloquio con il quotidiano 'La Stampa' Bruna Cavalli, madre di Valentina, la ragazza di 29 anni che si è impiccataa Torino, stuprata sei anni prima a Milano.
"E' giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subito una violenza sessuale - continua la madre di Valentina Cavalli - perché non sono solo lacrime e botte, quello purtroppo è solo l'inizio. Poi c'è tutto il resto, che è ancora peggio. Per Valentina, ma anche per noi che le vogliamo bene, è stata una tortura.'Mamma, sai cos'è che mi sconvolge di piu'?', mi domandava. 'E' che quei due non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti'". "Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere - conclude Bruna Cavalli - perché, mi diceva mia figlia, 'la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto'".
Valentina Cavalli, originaria di Casale Monferrato, si è uccisa impiccandosi alla porta del suo alloggio, un pian terreno in via Giulia di Barolo.
La ragazza,come riportato dai giornali era stata violentata sei anni fa, mentre era appartata con il fidanzato in un parcheggio, da due ragazzi milanesi. Lei aveva scelto di lasciare Milano e aveva provato a rifarsi una vita in Piemonte iscrivendosi all'università. Da sempre aveva denunciato il fatto, aveva collaborato alle indagini.Il processo è ancora in corso: i due autori della violenza sono stati condannati in primo grado e in appello, ma non sono finiti in prigione, perché incensurati. Un terzo giovane, che aveva fatto il palo durante lo stupro, non è stato condannato. Giovedì, Valentina aveva superato l'ultimo esame prima della specializzazione in neuropsichiatria.Prima del gesto, ha mandato un sms ai genitori scrivendo di avere un forte mal di testa.
Ha ragione Giovanna Zucconi quando su la Stampa scrive: "Ogni stupratore è sempre un assassino. Se anche la sua vittima continua a respirare, per anni o per decenni, ne avrà comunque uccisa la vitalità più intima. Lei sarà morta, pur vivendo."