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D’Alema lancia Costantini: vinceremo perché siamo gli unici ad avere un progetto. «Berlusconi? Fa finta di governare il paese ma crea solo disastri»
«Questa è una campagna elettorale difficile, in cui avvertiamo la necessità di vincere la sfiducia e lo scetticismo. Qui in Abruzzo c’è bisogno di un governo forte e credibile e la risposta non può essere il centrodestra perché è proprio lì l’origine dei problemi che questa regione sta vivendo». Così ha esordito Massimo D’Alema, leader del Pd, ieri sera all’Aquila per sostenere Carlo Costantini, candidato presidente del centrosinistra. Un D’Alema accolto quasi con una ovazione dal popolo del Pd che ha gremito il cinema Massimo. Con lui, sul palco, Costantini e i candidati aquilani del Partito democratico.
«Noi» ha aggiunto D’Alema «sentiamo il peso di ciò che è accaduto. Osserviamo con fiducia il lavoro della magistratura, non pronunciamo sentenze. Ci siamo assunti le nostre responsabilità politiche. Lo abbiamo fatto indicando la necessità di un rinnovamento che non significa far piazza pulita di una classe dirigente, ma sottoporla al giudizio dei cittadini. Voi avete scelto le persone, sperimentate e nuove, attraverso le quali avviare una diversa esperienza istituzionale e di governo. Ci siamo assunti le nostre responsabilità riflettendo su questi anni. Luci ed ombre. Se pensiamo alle ragioni di questa sconfitta della democrazia, al fondo di questa autocritica c’è che rispetto all’esperienza e ai metodi di governo del centrodestra abbiamo cambiato troppo poco. E non è ritornando a quei metodi e a quel personale politico che si offre un’alternativa oggi necessaria».
Poi l’affondo su Berlusconi. «Abbiamo vissuto alcuni mesi in cui in modo straordinariamente efficace, come in un reality, Berlusconi ha fatto finta di governare il Paese con un dispendio di mezzi e parate. Ha fatto finta di risolvere il problema della sicurezza, così come le altre emergenze. Ogni giorno una decisione, salvo che nulla è stato fatto. E man mano che andiamo avanti emerge la fragilità delle sue “ricette”. Certamente non si può attribuire alla destra italiana la responsabilità della crisi economica - che pure fa emergere tutta l’inadeguatezza del governo - ma mi limito a considerare che ogni volta che Berlusconi va al governo accade una sequela di disgrazie. Un evento che, da meridionale, mi limito a considerare non positivo». Una battuta accolta dalla platea (presenti tra gli altri il segretario regionale Luciano d’Alfonso, Giovanni Lolli e il rettore Ferdinando di Orio) con un lungo applauso.
Poi il ritorno all’Abruzzo.
«Non sarà l’Ohio, ma sicuramente il voto costituisce un test cruciale per capire se Berlusconi avrà un’altra cambiale in bianco o se invece, sul nostro progetto, saremo in grado di tornare a raccogliere la fiducia della nostra gente. Ciò che si sperimenta qui è importante per lo sviluppo del paese. Qui si muoverà la politica nazionale ed è decisivo scuotere l’opinione pubblica».
Un discorso interrotto da un uomo che ha cominciato a inveire contro di lui e a gridargli «qui non stiamo a “Porta a Porta”, basta parlare dei problemi nazionali». “Un’incursione” stoppata dalla platea che lo ha zittito, mentre D’Alema, per nulla scomposto, lo ha “liquidato” dicendogli: «Ho l’impressione che lei sia un po’ troppo nervoso». Qualche attimo di pausa, poi D’Alema ha ripreso sui temi economici. Quindi un plauso «al senso di responsabilità, al giusto sacrificio di chi, pur avendo vinto le primarie, ha deciso di mettersi da parte sol perché indagato». Un riferimento chiaro a Di Matteo. Infine la mancata alleanza con l’Udc. «Mi spiace perché credo che un nuovo centrosinistra si costruisce anche attraverso un dialogo al centro con l’Udc». Un intervento interrotto più volte dagli applausi. Tanti anche quelli riservati al segretario Michele Fina e aCostantini. «Oggi il primo partito è quello degli arrabbiati e dei delusi» ha detto Costantini «e noi tutti dobbiamo fare uno sforzo per recuperare la loro fiducia. I riformisti di tutta Italia ci guardano ed io sono convinto della vittoria perché siamo gli unici ad avere un progetto per l’Abruzzo».(Il Centro, 12 novembre 2008)


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