l'attività dei circoli
"Siamo curiosi di sapere che cosa dovesse dire in gran segreto il ministro Gelmini agli industriali. Perchè il ministro dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?". Se lo chiede il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei di Palazzo Madama, che prosegue: "Pensa davvero che i danni alla politica del governo in materia di scuola vengano dal fatto che i giornali raccontano agli italiani come sono andate le cose?".
"Questo - afferma il sen. Di Giovan Paolo - è un governo che ha fatto
più volte marcia indietro, vedi immigrazione e università, forse ora un
suo esponente ha preso una decisione e si è impegnata a mantenerla. Un
atteggiamento così poco limpido nei confronti della stampa non lo
ritroviamo in alcun altro Paese europeo governato dal centro destra".
I 20 GIORNI FATICOSI DI MARIASTELLA GELMINI
Sono stati 20 giorni faticosi per Mariastella Gelmini per le proteste e
le forti polemiche sulle sue riforme di scuola e università. Ma anche
con una legge portata a casa nonostante tutto, e un nuovo corso per
ridare efficienza agli atenei, grazie ad un decreto tecnico per le
urgenze a ad un ddl da portare avanti con il dialogo.
E se le piazze sono ancora "calde" della protesta di ieri degli
studenti, prova generale dello sciopero generale dei sindacati di
università e ricerca del 14 novembre, oggi il ministro è stata al
centro di una nuova polemica, per un incontro di Confindustria a
Sanremo.
Riunione già prevista a porte chiuse, hanno spiegato gli organizzatori,
ma con i giornalisti, speranzosi di un suo intervento pubblico fuori
Roma dopo giorni di assenza, che sono stati "allontanati" dalle forze
dell'ordine. Con tanto di protesta di Fnsi, Associazione ligure della
stampa e opposizione.
Ma con pronta replica di Confindustria che ha spiegato come il ministro
non sia stato responsabile della "chiusura delle porte" del convegno
dell'Hotel Royal, "riservatezza" che è stata applicata in tutti e due i
giorni di lavoro dei direttori dell'organismo imprenditoriale. Chiamata
fuori per Gelmini anche da fonti di Viale Trastevere: il ministro era
soltanto ospite e non mai chiesto di allontanare i giornalisti.
Ma la Federazione Nazionale della Stampa ha giudicato "inaccettabile"
l'episodio: "Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo
atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare. Se oggi il ministro
Gelmini avesse rispettato i giornalisti - ha spiegato la Fnsi - si
sarebbe risparmiata una lezione scadente e una brutta notizia che
comunque dobbiamo raccontare". Mentre il senatore del Pd Roberto Di
Giovan Paolo si è chiesto "perche' il ministro dell'Istruzione ha paura
dei giornalisti?".
In realtà, il ministro Gelmini ha tenuto negli ultimi 20 giorni due
conferenze stampa a Palazzo Chigi, il 22 ottobre e due giorni fa, e ha
parlato al Senato; oltre agli interventi su agenzie, tv, quotidiani e
periodici. Ma è dal 20 ottobre che non partecipa ad un evento pubblico
non istituzionale. Il giorno prima aveva ricevuto gli applausi degli
studenti padani, ma il 20 al suo arrivo ad un convegno al teatro Monza
era stata contestata in piazza da alcune centinaia di persone. Eppure
il 15 ottobre aveva inaugurato l'anno accademico al Campus Biomedico di
Roma senza alcun problema. Inoltre, il ministro a Viale Trastevere ha
visto a più riprese le associazioni degli studenti e dei genitori.
Ma il diradarsi di presenze ad eventi (era attesa da atenei da Nord a
Sud) è stato sicuramente per seguire i consigli di chi, per motivi di
sicurezza, le ha chiesto di non partecipare a incontri pubblici che
potevano causare disordini.
Il primo segnale, in tal senso, era venuto in occasione
dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Lateranense il
29 ottobre, quando lo stesso ateneo vaticano spiegò che il ministro non
sarebbe andato proprio per motivi di sicurezza. Ma proprio quel giorno
il Senato aveva convertito in legge definitivamente il decreto sul
maestro unico e l'indomani Roma sarebbe stata al centro dello sciopero
generale dei sindacati della scuola.


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