l'attività dei circoli
I risultati delle Legislative del 28 settembre, ufficializzati il 7 ottobre, hanno determinato la sconfitta dei due maggiori partiti, socialdemocratici e popolari: la peggiore della loro storia.
Si votava con il sistema proporzionale (sbarramento al 4%) per il
rinnovo della Nationalrat, la Camera Bassa (183 seggi, per 5 anni), uno
dei due rami del Parlamento Federale; l'altro è la Bundesrat - Dieta
federale - la cui composizione è collegata a quella delle Assemblee dei
nove Bundesländer (equivalenti a regioni autonome). Elezioni anticipate
per la caduta del governo di "Grande coalizione" presieduto da Alfred
Gusenbauer (SPÖ), durato 18 mesi fino a luglio scorso quando i popolari
sono usciti a seguito di polemiche sui rapporti tra Austria e Ue.
La SPÖ - Partito socialdemocratico rimane al primo posto con 29.26% ma
perde molti voti (-6.08; 57 seggi). A seguire ÖVP - Partito Popolare
25.98% (-8.35; 51), FPÖ - Partito liberale 17.54% (+6.50; 34), BZÖ -
Alleanza per il Futuro 10.70% (+6.59; 21), Die Grünen - Verdi 10.43%
(-0.62; 20). Ha votato il 78.8% (il 6 % per posta). SPÖ ha perso in
tutti i Bundesländer e persino a Vienna, roccaforte storica. Da notare
i risultati in Carinzia e Tirolo, le due regioni al confine con
l'Italia. In Carinzia BZÖ arriva al 39.41% (+15%) mentre Fpo si è
fermata al 7.66% (+0.4%). Nel Tirolo, crollo di ÖVP (-13%).
Per le statistiche, la Stiria si è confermato Land "tipo": i cinque
maggiori partiti sono nello stesso ordine di quello federale. Tra le
formazioni senza seggi, LIF - Forum Liberale, nato nel '93 da una
scissione a sinistra di FPÖ. Altrettanto per FRITZ - Forum Austria dei
Cittadini, attivo soprattutto nel Tirolo, fondato da Fritz Dinkhauser
(già in ÖVP), presidente della sezione locale della Camera del Lavoro.
Alle Regionali del giugno '08 ottenne il 18.3%. Qualche frazione di
punto per il partito "I Cristiani", presentato nel sett.'07, e per KPÖ
- Partito comunista, senza rappresentanza nella Nationalrat da 50 anni,
ma che nel '05 ha ottenuto un sorprendente 6.3% in Stiria.
Nel '07 l'Austria ha ridotto a 16 anni il minimo di età per il voto
legislativo. E' una conseguenza dell'aumento della età media della
popolazione (il numero dei 65enni ha superato quello dei 15enni). La
novità avrebbe dovuto essere applicata dal '10. L'anticipo ha suscitato
polemiche sulla effettiva consapevolezza del quadro politico-elettorale
da parte dei 200mila neovotanti 16-17enni. Dall'analisi dei flussi
elettorali si è riscontrato che gran parte di loro si è orientata a
destra, in particolare verso la FPÖ di Heinz-Christian Strache, 39enne,
odontotecnico. Considerando invece gli elettori in uscita, FPÖ ha
attratto il 21% di ex socialdemocratici e BZÖ il 31% di ex popolari.
Gli ex elettori dei Verdi si sono diretti in gran parte verso
l'astensionismo, LIF e piccoli partiti. Nella nuova Camera vi saranno
51 donne: in precedenza erano 58 e il rapporto tra generi nella
popolazione nazionale è 50:50. Solo i Verdi sono in parità.
L'8 ott. il Presidente federale Heinz Fischer ha dato l'incarico per la
formazione del governo a Werner Faymann, 48enne leader di SPÖ ed ex
ministro dei Trasporti. I colloqui tra i partiti sono stati segnati
dalla improvvisa scomparsa di Jörg Haider, governatore della Carinzia e
presidente di BZÖ, da lui fondata nel '05. Nel 2000, in una Europa con
maggioranza di governi di centro-sinistra, l'ingresso nell'esecutivo di
Vienna della FPÖ, allora presieduto da Haider, determinò prese di
posizione rilevanti da parte della Ue, preoccupata dalla permeabilità
di questo partito a idee riconducibili al Terzo Reich. Memore di quella
esperienza, Haider ha fondato BZÖ posizionandola tra ÖVP e FPÖ, con un
programma centrato su temi - immigrazione, sicurezza interna, economia
- legati ai mutamenti etnici, sociali, culturali in corso in tutta
Europa, non chiedendo più l'uscita dalla Ue (come invece FPÖ) ma
volendovi svolgere un ruolo critico.
Questo nuovo orientamento può essere derivato dalla constatazione dei
benefici economici per l'Austria dopo l'allargamento a Est della Ue. Il
risultato della destra austriaca è in linea con la tendenza europea, ad
es.: il Vlaams Belang (Belgio), il Partito del Popolo (Svizzera) e il
suo omonimo in Danimarca, la Lega delle famiglie (Polonia), il Partito
del Progresso (Norvegia). Argomento decisivo nelle loro campagne
elettorali è stata l'immigrazione. Strache si è scagliato contro le
politiche assistenziali a favore degli immigrati, in particolare quelli
musulmani, e ha accusato il governo uscente di svendere l'Austria agli
stranieri.
Tra le coalizioni possibili per il nuovo esecutivo austriaco,
indicative dell'attuale complessità politico-elettorale, vi sono due
tripartiti con entrambi i partiti di destra, BZÖ ed FPÖ: una con ÖVP
(il cui nuovo leader è Josef Pröll), l'altra con SPÖ (che però in
campagna elettorale ha escluso convergenze con la destra). Altri due
sarebbero con Verdi e ÖVP: una con SPÖ, la cosiddetta "Coalizione
Kenya" (dai colori della bandiera); l'altra con BZÖ. Ma i Verdi, la cui
nuova leader è Eva Glawischnig, non avrebbero intenzione di entrare in
esecutivi a meno che non partecipino BZÖ e FPÖ. Prima della scomparsa
di Haider si prospettava la formazione di un governo entro dicembre.
Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori, 31 ottobre 2008


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