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«Nessuna preclusione su Costantini, ma non accettiamo diktat».
E’ il nuovo spiraglio che il Pd, nell’assemblea regionale di Sulmona, aprirà oggi nei confronti dell’Italia
dei valori per arrivare a un accordo in extremis per le elezioni del 30 novembre. I delegati del partito approveranno un documento che rilancerà l’esigenza di tenere unita la coalizione. Il Pd, inoltre, attende la decisione per verificare se ci sono ancora margini per coinvolgere l’Udc nel progetto di «coalizione allargata» che negli ultimi giorni è sembrato naufragare. La tensione cresce anche nel Pdl per la scelta del candidato presidente. Berlusconi ha fissato per martedì l’incontro con i vertici di An per l’investitura e per la definizione dell’alleanza. Il presidente di Forza Italia stando alle indiscrezioni, è infastidito dalle pressioni interne al Pdl per la scelta del candidato. Fabrizio Cicchitto, uno dei suoi più fedeli collaboratori insieme a Denis Verdini e Gianni Letta, punta sul senatore Filippo Piccone, ma anche l’ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi può contare su uno solido gruppo di sostenitori. Per questo, il leader di Forza Italia ha deciso di allentare la pressione, fissando la data della riunione decisiva. Fino a martedì la situazione resterà congelata.
Nel centrosinistra, invece, si stanno battendo tutte le strade per ricucire il rapporto con l’Italia dei valori che insiste su due punti «non trattabili»: Carlo Costantini candidato presidente e nessun indagato nelle liste. La trattativa dell’ultimo minuto tra il Pd e l’Idv è affidata a una serie di contatti informali in Abruzzo e a Roma.
Dall’assemblea di oggi alle 16 all’hotel meeting Santacroce di Sulmona, a cui parteciperanno 186 delegati, uscirà la linea del partito: «Non abbiamo preclusioni sul candidato, ma non vogliamo salvatori della patria».
(g.d.m.)


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