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l'attività dei circoli



25-09-2008
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Candidati Pd, corsa alle primarie aperte a tutti (da Il Centro)

Nella sala dei Marmi della Provincia di Pescara l’assemblea del Pd risuona come il preludiare di un’orchestra prima dell’esecuzione. Ognuno va per fatti suoi, cercando con l’orecchio l’intonazione giusta. Militanti e dirigenti, chiamati a decidere sul regolamento che deve portare alle primarie per la scelta dei candidati e delle liste per le elezioni regionali del 30 novembre, si lanciano in una discussione fatta di contrasti polemici che appaiono inconciliabili.

Alle 21.30 il miracolo, per stanchezza o perchè era stato «già tutto deciso», l’ok all’unanimità alle primarie per il 12 ottobre e con tutti dentro, indagati e non.

Alle 19.30 l’aquilana Antonella Lanzi assume i panni del pubblico ministero e inchioda il Pd al lungo elenco di responsabilità «Masciarelli nominato dalla giunta Pace, fu tenuto da Del Turco in considerazione più di un assessore. Cesarone prima degli arresti era stato nominato capogruppo regionale del Pd. Abbiamo i nostri assessori finiti sotto inchiesta per una delibera sulla sanità. Due dirigenti Pd sotto indagine con l’accusa di aver avvelenato le acque potabili». La signora Lanzi incita a mettere fuori lista gli inquisiti e dare il via libera «alla vera svolta politica e morale». La sala è mezza vuota e l’applauso appare scialbo.

Molto di più sono quelli raccolti dal presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti che  rubizzo e altisonante sferza il Pd. «Alle persone», dice, «non interessa se sarà Francesco, Nicola o Giovanni a candidarsi: alla gente interessa cosa vogliano fare. Cosa vogliamo fare noi, ad esempio, delle Asl, dell’Aret, dei consorzi industriali. A conti fatti se chiudiamo alcuni enti risparmiamo 18 milioni di euro». Coletti piace e arringa. «Di Pietro rivendica Costantini presidente perchè onesto e capace, ma anche io sono onesto e capace».

Nella sala ci sono quasi tutti i vertici del Pd. Il segretario Luciano D’Alfonso, la presidente Stefania Pezzopane, la vice segretaria Stefania Misticoni, il parlamentare Giovanni Lolli, il presidente del consiglio regionale, Marino Roselli, il sindaco di  Chieti, Francesco Ricci, l’assessore Donato Di Matteo, i segretari provinciali, il presidente della provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, e naturalmente Andrea Catena l’artefice della bozza per le primarie, documento che illustra con dovizia di particolari tecnici, ma avverte che quelle esposte sono «regole tecniche che il dibattito politico può cambiare».

Da cambiare però c’è ben poco. E’quello che fa più arrabbiare Aurelio Giammorretti, consigliere provinciale del Pd, «Macchè decisioni, siamo sempre chiamati a ratificare decisioni già prese», accusa ricordando i suoi documenti e mozioni calpestati dal segretario D’Alfonso che ascolta accigliato, ma poi chiarisce in privato, «ad Aurelio gli voglio bene, la sua polemica è dirompente ma sana». Giammorretti calca la mano contro le primarie che non «permetteranno il rinovamento».
Critica il Pd di non «saper decidere», fino alla accusa più atroce, «i dirigenti sono diventati tutti Berluschini, ognuno fa e decide per sè, altro che democrazia».

L’assessore Donato Di Matteo dallo scranno annuncia che ha rotto il suo silenzio. «Parlo per la prima volta di questioni che mi riguardano», racconta modulando una voce melodica e cantilenante. Narra di come solo lui, «malgrado vedo che la maggior parte dei dirigenti presenti in questa sala è stato amministratore dell’Azienda acquedottistica, ma solo io», sottolinea, «sono nel costante mirino di alcuni che con cattiveria mi accusano e criticano. Subisco non attacchi ma vere e proprie cattiverie». Di Matteo che è d’accordo con Coletti ricorda che «le persone vogliono azioni concrete, dei nomi interessa poco». Però essendo indagato e nel mirino non solo dei magistrati ma anche dei militanti Pd, allarga le braccia e sospira affranto. «Sono un uomo di partito che di professione fa il medico, se devo candidarmi o meno decida il partito. Io sono a disposizione».

Michele Fina segretario provinciale dell’Aquila chiama tutti alla riscossa, «Dobbiamo essere orgogliosi, possiamo intraprendere queste elezioni a testa alta e con la schiena diritta. Il Pd non è il problema, il Pd è la soluzione».

Giuseppe Sassu, invece, torna sulle primarie e si interroga. «Come può una persona nuova farsi largo se ha solo dieci giorni di tempo per farsi conoscere e battere elettoralmente un ex assessore?», «Non ci riuscirà mai», è la risposta di Sassu.

La parola spetta a D’Alfonso che ultra immaginifico spazia in tutto il globo, cita il governatore dell’Illinois e di come sia nato il «museo del cioccolato a Chicago», città ricorda di Barak Obama. Al Pd propone una «visione dell’innovazione», e qui il segretario D’Alfonso concede il meglio del suo eloquio simbolico, «Bisogna mettere in campo l’innovazione delle idee e del fare, altrimenti dietro l’angolo c’è la pigrizia che è la sorella del vizio che genera sregolattezza e illegalità».
Nel ritornare alle cose abruzzesi, parla della candidatura del dipietrista Carlo Costantini, «ha  capacità ed esperienza, ma c’è bisogno che la coalizione si riconosca in questo nome».

Presente all’assemblea anche l’ex senatore Angelo Staniscia dottor sottile della politica abruzzese. «Che dire? In primo luogo vengo dal Pci, quando nel 1972 era vice segretario Enrico Berlinguer nessuno poteva farci lezioni di moralità», ricorda, «le primarie vanno bene, ma io vengo da una scuola di partito che dice che il politico e la classe dirigente deve avere la capacità di scegliere».

Alle 21 l’assemblea fa la sua scelta e da all’unanimità via libera alle primarie con tutti dentro, l’assemblea da anche mandato al segretario di formare la coalizione.

«Credo che sia avvenuto un passaggio storico molto significativo», conclude D’Alfonso, «poichè daremo luogo ad una grande prova di democrazia istituzionale abruzzese. Chiunque ha idee e passione civile si può candidare alle primarie e raccogliere consenso. Sono contento per la  condivisione generale. Nell’arco di 60 giorni abbiamo tenuto 30 assemble nei divesi luoghi
regionali, percorso che si concluderà il 3 ottobre alla sala Sant’Andrea di Pescara dove presenteremo “l’Agenda Abruzzo” mentre il 12 ottobre terremo le primarie».
(Maurizio Piccinino)