l'attività dei circoli
Le Commissioni Pari Opportunità della Regione Abruzzo, delle prov. di L’Aquila, Pescara e Teramo e le consigliere di parità regionali e provinciali si sono riunite a Pescara il 15 settembre per valutare insieme la difficile situazione politica abruzzese anche in vista delle imminenti elezioni regionali.
La prima e più importante emergenza individuata è la “questione morale” che ha coinvolto una parte della classe politica di entrambi gli schieramenti. Al di là dei risvolti giudiziari sui quali sarà fatta chiarezza dalla magistratura, siamo convinte che sia necessario che i partiti si impegnino in una azione di rinnovamento dei metodi e delle persone affinchè non possa mai più succedere quanto accaduto questa estate.
E’ necessario per la vita democratica di questa nostra regione che le cittadine ed i cittadini recuperino fiducia nella politica e nelle istituzioni, per questo lo sforzo per recuperare l’etica della politica da parte di tutte le forze politiche deve essere massimo.
Noi donne nominate dalle istituzioni per promuovere “le pari opportunità tra i generi” mettiamo a disposizione le nostre energie, la nostra esperienza e le nostre relazioni per promuovere il rinnovamento della classe politica e dei metodi della politica, che non può prescindere dalla valorizzazione delle competenze.
Per questo vogliamo che si restituisca la parola alle cittadine ed ai cittadini anche per la scelta delle persone da mettere in lista, attraverso le primarie. Ma vogliamo delle primarie che tengano conto del riequilibrio della rappresentanza di genere e che diano spazio anche alle competenze. Riteniamo deleteria la pratica ormai diffusa in tutti gli schieramenti di fare spazio nelle liste solo ai portatori di pacchetti di voti, che spesso va a discapito della valorizzazione delle competenze e offende l’intelligenza degli elettori e delle elettrici.
Tutte noi sappiamo che le donne, in una società nella quale la politica è prevalentemente al maschile, non hanno le relazioni e la visibilità per competere con i colleghi maschi, se le regole della competizione non cambiano profondamente. Sappiamo anche che le donne sono un formidabile mezzo per il rinnovamento delle scelte e dei metodi della politica.
La capacità di ascolto delle donne, la concretezza che dimostriamo tutti i giorni nella soluzione dei problemi del lavoro e della famiglia, l’estraneità rispetto all’esercizio della politica visto come esercizio del potere, sarebbero dei fattori salutari per la politica abruzzese.
Vogliamo liste con candidate e candidati al 50%, per questo chiediamo primarie nelle quali si prevedano graduatorie differenziate per genere o la doppia preferenza di genere.
Chiediamo, inoltre, che nel listino tutti gli schieramenti che si presenteranno inseriscano cinque donne su sette posti.
Siamo certe che se le donne abruzzesi non vedranno un impegno per un reale cambiamento della politica avranno molta difficoltà a dare deleghe in bianco e non andranno a votare il 30 novembre.
Le commissioni pari opportunità e le consigliere di parità terranno in piedi questo metodo di lavoro e si incontreranno il 1° ottobre a Teramo per trovare, insieme, i temi e gli obiettivi sui quali chiederemo agli schieramenti che si presenteranno un impegno per una politica nuova ed efficace, che tenga conto delle reali esigenze delle persone, rispettosa delle regole e del ruolo delle istituzioni.


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