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l'attività dei circoli



16-09-2008
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La Presidente Pezzopane sui tagli alla scuola

L’anno scolastico inizia non nel migliore dei modi. I tagli sembrano essere la parola d’ordine del Ministro Gelmini e bene ha fatto il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Carlo Petracca, a lanciare l’allarme sulla situazione disastrosa in cui si troverà a breve la nostra scuola. Affermazioni o osservazioni critiche fatte con coraggio ed obiettività, che condivido pienamente.
Se la situazione abruzzese è allarmante, quella in provincia dell’Aquila rischia di sfociare in emergenza sociale.

 

Il ministro Gelmini gioca al ribasso, scegliendo la strada dei tagli, a discapito della formazione delle giovani generazioni. C’è il rischio fondato che la scuola peggiori qualitativamente e si torni indietro negli anni.
La mattanza colpirà tutti. Tagli agli organici;  saranno  i precari a pagare il prezzo più alto. La nostra provincia è tra quelle più colpite.  Tagli ai dipendenti amministrativi, più alunni per classe, accorpamenti di plessi, che peseranno come un macigno sui nostri comuni più piccoli. Meno risorse per il sostegno agli studenti diversamente abili o stranieri, il cui numero aumenta ogni anno di più. Provvedimenti che sembrano essere ispirati più a esigenze finanziarie, che alle reali necessità del sistema scolastico.
La scuola nella nostra provincia, come ci dicono anche i dati di cui disponiamo grazie all’Osservatorio provinciale scolastico, che rispecchiano quelli forniti dal Direttore Petracca, ha bisogno di più risorse per il sostegno. Abbiamo bisogno di combattere fenomeni come l’abbandono e la dispersione scolastica, abbiamo bisogno di più risorse per il trasporto degli alunni. Senza contare i finanziamenti per l’edilizia scolastica, che da anni il governo non trasferisce più nelle nostre casse.
Un vero disastro, su cui è calato il silenzio tombale del centrodestra. Si tratta di un silenzio assenso? I parlamentari di centrodestra abruzzesi abbiamo la forza di esporsi. Se ritengono che la scure imposta dal governo sia una scelta ineluttabile, abbiano anche il coraggio di dire ai tanti precari, scelti come bersaglio dal ministro Gelmini, che non servono più e che il loro contributo professionale è superfluo. Se, invece, condividono anche loro le nostre stesse preoccupazioni, agiscano allora con obiettività e sostengano le iniziative necessarie a ostacolare un disegno distruttivo della scuola pubblica.