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I 12 mln per la metro spariti e irrecuperabili CONFERMA IERI SERA A "DEMOCRATICA FESTA"
I 12 milioni destinati (sulla carta) dal governo Prodi alla metropolitana aquilana non solo non ci sono più, ma saranno anche irrecuperabili.
Ciò che i politici di centro destra avevano dimenticato di dire, annunciando una loro iniziativa per recuperare i soldi per la ferrovia Roma-Pescara, anche loro cancellati dal governo Berlusconi, è emerso chiaro e forte ieri sera nel dibattito, a "Democratica festa", al Castello, tenutosi all'aperto, accessibile a tutti, che Aquilatv metterà on line nelle prossime ore.
Domande precise e sintetiche sull'argomento ai tre parlamentari che hanno partecipato al dibattito, l'on.Giovanni Lolli, il sen. Luigi Lusi e l'on. Marcello De Angelis. Non hanno partecipato altri parlamentari invitati da chi ha organizzato l'incontro, voluto dal PD e dal suo segretario provinciale Michele Fina.
Se le domande erano precise ("I 12 milioni ci sono oppure no?") le risposte sono state un po' circonvolute, ma in sostanza si possono riassumere così: "No, i 12 milioni sono persi e non torneranno". La metro aquilana, se mai davvero potrà vedere la luce (cosa ogni giorno più improbabile), dovrà valersi di altre risorse.
I parlamentari di centro destra eletti in provincia dell'Aquila hanno tentato di ottenere dal governo (che impugna deciso la forbice dei tagli irremovibili) una ripensamento per la ferrovia.
Della metro aquilana, neppure una parola: L'Aquila non ha parlamentari di centro destra. Nè più santi in paradiso, come si vede. Nè udienza nelle stanze del potere chiamate Forza Italia o Alleanza Nazionale, molto costiere e adriatiche in Abruzzo. Insomma, mettiamoci l'anima in pace. La metro è un reperto archeologico in maturazione. Dificile avere speranze e fiducia in qualche possibile miracolo, anche perchè da queste parti non lo meritiamo.


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